pena di morte Giustiziata una donna negli USA dopo 70 anni

La camera della morte del carcere di Terre Haute nell Indiana

La camera della morte del carcere di Terre Haute nell'Indiana

Keystone / Str

Un'iniezione letale ha posto fine alla vita tormentata di Lisa Montgomery nel carcere di Terre Haute, nello Stato dell'Indiana.

L'esecuzione della prigioniera 52enne, l'unica donna rinchiusa nel braccio della morte negli USA, era stata sospesa martedì dopo l'accoglimento da parte di un giudice distrettuale del ricorso dei suoi legali che avevano chiesto una nuova perizia psichiatrica.

Un rinvio che avrebbe potuto evitarle il patibolo, considerato che tra una settimana Donald Trump, che aveva revocato la moratoria delle esecuzioni capitali federali, lascerà la Casa Bianca e il suo successore Joe Biden si è più volte espresso in modo critico sulla pena di morte.

Ma successivamente la Corte Suprema ha dato il via libera al Dipartimento di giustizia e l'Ufficio federale delle carceri ha proceduto all'esecuzione della condannata.

Lisa Montgomery era stata riconosciuta colpevole di un crimine efferato: nel 2004 in Missouri aveva ucciso una 23enne incinta di otto mesi alla quale ha estratto con un coltello il feto di cui si era appropriata con l'intento di far credere che fosse sua figlia.

La vittima era successivamente morta dissanguata. In realtà la Lisa Montgomery era stata ritenuta gravemente malata di mente, patologia cui hanno contribuito sicuramente le ripetute violenze e gli abusi patiti da bambina ad opera del patrigno con l'omertà della madre.

Sono 29 gli Stati su 50 nei quali vige la pena capitale negli USA.  Ma vige in tutto il territorio nazionale per i reati federali e militari dopo che l'attuale amministrazione l'ha ripristinata lo scorso 14 luglio, dopo 19 anni di moratoria.

tvsvizzera/ats/spal con RSI (TG del 13.1.2021)



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