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Nuove armi contro il turismo sessuale

Una spiaggia di Mombasa: secondo un'indagine dell'UNICEF, in Kenia il 70% degli autori di atti sessuali con minorenni è straniero. AFP

Azione congiunta contro gli abusi su minori commessi in vacanza: la Federazione svizzera delle agenzie di viaggio ha sottoscritto uno speciale Codice di condotta e la polizia federale ha messo in rete un formulario per segnalare i casi sospetti.

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 novembre 2008 - 10:42

Il settore del turismo può e deve contribuire a lottare contro il turismo sessuale, sostiene da anni l'associazione internazionale Ecpat («End Child Prostitution, Child Pornography and Trafficking for Sexual Purposes»).

Annualmente, infatti, nel mondo circa due milioni di minorenni – specialmente in aree geografiche economicamente sfavorite – sono costretti ad avere rapporti sessuali con adulti provenienti dall'estero, rapporti consumati quasi esclusivamente all'interno di alberghi compiacenti.

In Svizzera gli sforzi dell'Associazione sono stati recentemente coronati da due risultati concreti: a fine ottobre, la Federazione elvetica delle agenzie di viaggio ha adottato il Codice di condotta contro il turismo sessuale; inoltre – esempio unico a livello mondiale – a inizio settembre la polizia federale ha messo a disposizione del pubblico un formulario elettronico per segnalare i sospetti di turismo pedofilo.

Prezioso strumento

Il Codice si rivolge alle aziende attive nel settore del turismo – vi hanno finora aderito circa 600 operatori –, le quali si impegnano a formare i propri collaboratori e partner locali, inserendo precise disposizioni nei contratti e agendo concretamente in caso di violazione.

«Se, per esempio, un operatore turistico svizzero constata che uno dei propri alberghi partner all'estero permette agli ospiti di accompagnare minorenni in camera, il contratto viene disdetto. È quanto successo a Kuoni, che due anni or sono ha eliminato dalla sua lista un hotel situato in Europa dell'est», afferma Karolina Frischkopf, responsabile di Ecpat Svizzera (integrata nell'Associazione svizzera per la protezione dell'infanzia).

Inoltre, grazie al formulario presente da inizio settembre sul sito della polizia federale, i turisti e il personale possono ora segnalare comportamenti sospetti, fornendo indicazioni e fotografie in merito al luogo e alle persone coinvolte. Per impedire abusi, le segnalazioni non possono essere deposte anonimamente.

«Il formulario di segnalazione, elaborato in collaborazione con la polizia federale, è fondamentale, poiché ci permette di completare l'opera di prevenzione costituita dal Codice di condotta», dice Karolina Frischkopf.

«In precedenza, era necessario rivolgersi alla polizia locale o alla direzione dell'albergo, con risultati non sempre efficaci, mentre adesso le informazioni giungono tempestivamente ai servizi competenti», rileva la responsabile di Ecpat.

Valutare e agire

«Quando riceviamo una segnalazione, vengono effettuati una prima valutazione ed eventualmente un complemento d'indagine, per definire se esistono indizi concreti. Se lo riteniamo necessario, il caso è trasmesso alle autorità di perseguimento penali cantonali», spiega Danièle Bersier, portavoce dell'Ufficio federale di polizia.

Inoltre, aggiunge, «grazie alla collaborazione giudiziaria internazionale è possibile ottenere informazioni o richiedere delle perquisizioni anche all'estero».

Se la segnalazione concerne una persona non svizzera, i dati sono forniti al paese competente: «In futuro sarebbe utile disporre di una centrale d'annuncio unica a livello internazionale, sul modello di quella creata dalla polizia federale», osserva Karolina Frischkopf.

Nessuna impunità

«I viaggiatori che hanno rapporti con minorenni non sono necessariamente i maniaci pedofili che conosciamo dalla cronaca nera, sui quali le minacce e il controllo sociale hanno poco effetto. I turisti del sesso sono sovente persone che quando si trovano all'estero, in paesi poveri, approfittano occasionalmente del proprio potere economico, dell'anonimato e di un sistema di repressione meno presente per provare nuove esperienze. Certi pensano persino di portare un beneficio, pagando la prestazione», sottolinea Frischkopf.

Proprio per questo, «è necessario che le persone siano sensibilizzate e non si sentano al riparo dalla legge: in Brasile, per esempio, negli alberghi della catena Accor [che ha sottoscritto il Codice di condotta], vi sono dei cartelli che indicano chiaramente quanti anni di prigione comporta una condanna per atti sessuali con minori. È una misura di prevenzione economica, ma molto efficace!».

Boicottaggio irrealistico

Una guida turistica residente da anni a Bangkok e attiva per un'azienda turistica svizzera, citata dal Tages Anzeiger, ha espresso dubbi sull'utilità di queste misure, affermando che soltanto un boicottaggio delle destinazioni a rischio o le pressioni politiche potrebbero servire.

«Una risposta di questo tipo non è realistica. Viviamo in un mondo globalizzato, è inimmaginabile che una destinazione possa essere boicottata da un giorno all'altro. Inoltre sarebbe inutile: chi vuole recarsi in un paese, lo farebbe comunque. Senza dimenticare che il turismo è una fonte di sostentamento importante per molte persone. Il punto è un altro: bisogna evitare qualsiasi forma di tolleranza o indifferenza nei confronti del turismo sessuale», conclude Karolina Frischkopf.

swissinfo, Andrea Clementi

Fatti e cifre

Secondo le stime dell'UNICEF, ogni anno circa 2 milioni di bambini sono oggetto di sfruttamento sessuale, soprattutto in Asia, Sudamerica, Africa ed Europa orientale.

Tra i paesi più colpiti figurano la Thailandia (circa 800'000 bambini vittime di abusi), il Brasile (500'000) e l'India (400'000). Il 90% degli abusi è commesso negli alberghi.

La stragrande maggioranza dei clienti proviene dall'estero.
Nel 2006, 842 milioni di persone hanno effettuato viaggi turistici; a livello globale, il settore turistico impiega circa 100 milioni di persone.

Il giro d'affari legato alla pedofilia – prostituzione e pornografia infantile – è stimato a 20 miliardi di dollari annui (circa 23 miliardi di franchi).

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Turismo sessuale

In Svizzera, la repressione di tali reati è disciplinata in primo luogo dall'articolo 187 del Codice penale che sanziona gli atti sessuali con fanciulli. In base alla gravità degli atti compiuti possono essere tuttavia presi in considerazione altri articoli di legge (ad esempio l'articolo 189 del CP «coazione sessuale» o l'articolo 190 «violenza carnale»).

Il codice penale svizzero (articolo 5) consente di perseguire i reati commessi su minorenni da cittadini elvetici all'estero.

Negli ultimi anni le autorità svizzere hanno intensificato il proprio impegno nella lotta contro il turismo sessuale. L'Ufficio federale di polizia dispone di un commissariato competente per i casi di pedofilia e di pornografia infantile che collabora con numerosi partner in Svizzera e all'estero.

La polizia federale ha già ricevuto alcune segnalazioni tramite il nuovo formulario, in merito alle quali non può però esprimersi.

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