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La Svizzera, crocevia del traffico di opere d'arte

Un presunto Leonardo Da Vinci, i 5'000 reperti archeologici del “tesoro di Basilea” e una veduta di Roma di Giovanni Paolo Pannini: le opere d’arte italiane sequestrate in Svizzera si moltiplicano. La Radiotelevisione della Svizzera italiana è andata a Roma per capire dove portano le rotte dei trafficanti. 

Questo contenuto è stato pubblicato il 01 aprile 2015 - 09:02
swissinfo.ch e tvsvizzera.it

Importante crocevia del traffico di beni culturali, la Svizzera è considerata un «luogo sicuro» e «neutro» da dove poter avviare le operazioni di «mediazione» e collocare sul mercato i beni trafugati, afferma al microfoni di tvsvizzera.it il tenente colonnello dei carabinieri Antonio Coppola, comandante del reparto operativo Tutela Patrimonio culturale di Roma.

Le opere d’arte trafugate prendono poi la strada di Germania, Austria, Spagna, ma soprattutto degli Stati Uniti. 

Questo commercio «è tra le principali fonti di reddito per la criminalità organizzata, dopo il contrabbando di armi e di droga», prosegue Antonio Coppola. 

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