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Multa miliardaria per la multinazionale svizzera Glencore

La multinazionale con sede nel Canton Zugo è stata spesso al centro di controversie. Keystone / Urs Flueeler

Il gigante delle materie prima dovrà pagare 1,06 miliardi di dollari alle autorità degli Stati Uniti e del Brasile. Glencore si è dichiarata colpevole di attività di corruzione in Africa e in Sudamerica, nonché di manipolazione dei mercati petroliferi.

Questo contenuto è stato pubblicato il 25 maggio 2022 - 13:02
Keystone-ATS/mar

La società verserà 700,7 milioni di dollari al Dipartimento della giustizia americano e 485,6 milioni all'autorità di sorveglianza dei mercati delle materie prime Commodity Futures Trading Commission, per aver manipolato i prezzi dell'olio combustibile negli Stati Uniti, ha indicato martedì sera la multinazionale con sede a Baar, nel Canton Zugo.

Altri 40 milioni saranno pagati al Brasile, per la vicenda di corruzione legata a Petrobras.

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Il gruppo era nel mirino del Dipartimento americano di giustizia dal 2018 per le sue attività in Nigeria, nella Repubblica democratica del Congo e in Venezuela. A queste indagini se ne sono poi affiancate altre, che hanno visto coinvolti ulteriori paesi.

Sempre ieri Glencore aveva già annunciato che si sarebbe dichiarata colpevole nell'ambito di un'indagine di corruzione da parte del servizio anti-frodi britannico SFO riguardante tangenti pagate da suoi dipendenti in cinque nazioni africane. La sanzione è ancora da stabilire.

Secondo il gruppo l'ammontare complessivo di tutti questi pagamenti non dovrebbe scostarsi molto dalla cifra di 1,5 miliardi di dollari già accantonati a questo scopo.

L'azienda è peraltro interessata anche da inchieste in Svizzera - sta lavorando il Ministero pubblico della Confederazione - e nei Paesi Bassi: i tempi e gli esiti di questi esami rimangono incerti.

Il gruppo sottolinea peraltro di aver intrapreso un'ampia azione correttiva al suo interno in merito a queste vicende. I dipendenti interessati sono stati allontanati o nei loro confronti sono stati adottati provvedimenti disciplinari. "Glencore non è più la società che era quando si sono verificate le pratiche inaccettabili alla base di questa cattiva condotta", afferma il presidente del consiglio di amministrazione Kalidas Madhavpeddi, citato in un comunicato. L'impresa ha creato un programma di etica e conformità di livello mondiale per garantire che "i controlli siano ancorati ed efficaci in ogni angolo della nostra azienda", assicura da parte sua il Ceo Gary Nagle.

Quotata alle borse di Londra e Johannesburg, Glencore è una multinazionale con sede a Baar, nel Canton Zugo, e presente in oltre 35 paesi con 135'000 dipendenti. Si occupa di 60 materie prime, per alcune delle quali ha quote di mercato assai significative. Il gruppo ha le sue origini nel Marc Rich Group fondato nel 1974 da Marc Rich, finanziere e imprenditore leggendario e controverso, morto nel 2013 a Lucerna.

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