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Mottarone, torna in Italia nella notte il piccolo Eitan

Aya Biran, la zia paterna del bimbo al centro di una vertenza internazionale. Keystone / Abir Sultan

Con il ritorno in Italia si dovrebbe avviare alla chiusura la penosa vertenza giudiziaria internazionale che ha coinvolto il piccolo Eitan, unico sopravvissuto alla tragedia del Mottarone, conteso dalle famiglie dei rispettivi genitori.

Questo contenuto è stato pubblicato il 03 dicembre 2021 - 21:02
tvsvizzera.it/spal con Keystone-ATS

"Eitan ora ha bisogno di serenità e tranquillità, insieme alla sua famiglia, per affrontare un percorso di recupero delicato. Per tale ragione desideriamo che possa cessare il clamore mediatico, e chiediamo di evitare ogni forma di intrusione nella vita del minore e della famiglia che lo accoglie", hanno detto i legali - Grazia Cesaro e Cristina Pagni - della zia paterna Aya Biran, tutrice del bimbo rimasto orfano, alla vigilia del suo rientro a casa avvenuto con un volo partito da Tel Aviv e atterrato nella notte a Bergamo, proprio per evitare l'assalto dei media.

Ieri per lui è stato il giorno dei saluti e dei preparativi. In uno spazio 'neutro' e alla presenza di un assistente sociale, ha visto prima il nonno materno Shmuel  Peleg e poi, separatamente, la sua ex moglie, la nonna Esther Cohen: con loro continuerà a sentirsi per telefono mentre con gli zii da parte di mamma la promessa è di incontrarsi presto in Italia. Poi il tampone per lui e i suoi famigliari alla vigilia del decollo dall'aeroporto isreliano.

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Il bimbo di sei anni, che era stato dal Tribunale di Pavia alla sorella del padre, era stato prelevato da Shmuel Peleg, che è indagato per sequestro di minore, lo scorso 11 settembre nel corso di una visita autorizzata e portato in Israele con un volo privato partito da Lugano.

Il ritorno nella casa della zia, dove viveva da quando Eitan è uscito dall'ospedale dopo la caduta della cabina della Funivia Stresa-Mottarone, è stato possibile a seguito della decisione della Corte suprema di Tel Aviv che lunedì, confermando le sentenze di primo e secondo grado delle scorse settimane ha stabilito che si è trattato di un rapimento ai sensi della Convenzione internazionale dell'Aja che impone "la restituzione immediata" ai tutori.

Nel concreto, come detto, la zia Aya Biran che aveva promosso un'azione giudiziaria per sottrazione illegittima di minore contro il nonno materno, che è oggetto di un mandato d'arresto internazionale per le accuse di sequestro di persona, sottrazione e trattenimento di minore all'estero e appropriazione indebita del passaporto del bambino.

In merito a questo procedimento negli scorsi giorni è stato fermato a Cipro, per ordine della procura pavese, un presunto complice dell'indagato, un agente della società di sicurezza statunitense Blackwater. Secondo gli inquirenti lombardi l'uomo avrebbe fatto da autista nel viaggio verso lo scalo svizzero di Lugano. Ma anche la nonna materna risulta indagata insieme all'ex marito per questa vicenda.

Tra pochi giorni il piccolo Eitan, una volta reinstallatosi nella villa di Travacò Siccomario (Pv) insieme alla zia, il marito e i cugini, potrà andare a scuola, in prima elementare, che avrebbe dovuto iniziare il 13 settembre, due giorni dopo il rapimento.

Ma l'intricata vicenda giudiziaria, evaso il procedimento principale, è destinata ad avere ulteriori tappe. Il 9 dicembre è prevista una nuova udienza davanti al Tribunale dei minorenni di Milano sul reclamo promosso dai nonni materni contro l'attribuzione della tutela.

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