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Attuazione del "9 febbraio" Preferenza indigena se disoccupazione è al 5%

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Servizio del TG della RSI sulle ordinanze di attuazione della legge d'applicazione iniziativa "Contro l'immigrazione di massa".

​​L’obbligo di annunciare i posti vacanti agli Uffici regionali di collocamento, previsto dalla legge d’attuazione dell’iniziativa ‘Contro l’immigrazione di massa’ approvata nel 2014 in Svizzera, scatta quando la disoccupazione in un certo settore supera il 5%. Lo ha stabilito venerdì il Consiglio federale.

La LeggeLink esterno, adottata dal Parlamento lo scorso 16 dicembre, non prevede né soglie d’immigrazione, né i tetti massimi o i contingenti auspicati dai promotori dell’iniziativa. Le Camere hanno preferito limitare l’immigrazione dai paesi europei incitando i datori di lavoro a reclutare disoccupati residenti, anziché ricorrere a manodopera estera.

Datori di lavoro che dovranno segnalare i posti vacanti agli Uffici regionali di collocamento (URC), in caso di disoccupazione superiore alla media in gruppi professionali, settori di attività oppure regioni economiche.

Il compito di stabilire una soglia è stato lasciato al governo, che venerdì -discutendo le ordinanze d’attuazione- l’ha fissata al 5%Link esterno. Una percentuale che si riferisce al tasso nazionale, ma in futuro anche parametri regionali potranno essere presi in considerazione.

Quali professioni, quanti posti

In base agli ultimi datiLink esterno disponibili pubblicati dalla Segreteria di Stato dell’economiaLink esterno SECO -relativa al mese di maggio- questi sono i gruppi professionali toccati: professioni dell’edilizia, commerciali e della vendita, alberghiere e dell’economia domestica, altre professioni del settore industriale (in particolare quelle che richiedono scarse qualifiche e lavori ausiliari).

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In un grafico, i gruppi professionali toccati dall'obbligo di notifica in base ai dati di disoccupazione attuali

Il Consiglio federale stima che, attualmente, sottostiano a un obbligo di annuncio circa 3 posti vacanti su 10. “Si tratta di un obbligo mirato, che non complica inutilmente il reclutamento di manodopera”, sostiene l’esecutivo.

I disoccupati iscritti agli Uffici regionali di collocamento erano in maggio 139'778, pari al 3.1% della popolazione attiva. Complessivamente, le persone in cerca d’un impiego registrate erano 202'419.

Eccezioni e iter

Gli impieghi di breve durata, 14 giorni o un mese a seconda della variante ancora da scegliere, non saranno sottoposti all’obbligo di annuncio, così come ne saranno esentati quelli attribuiti internamente all’azienda e le assunzioni di familiari.

L’accesso alle informazioni sui posti annunciati sarà limitato, per cinque giorni, ai soli registrati al servizio pubblico di collocamento.

Rifugiati e ammessi provvisoriamente

Le ordinanze presentate venerdì saranno poste in consultazioneLink esterno nelle prossime settimane. L’adozione dei testi definitivi da parte del Consiglio federale è prevista per inizio 2018.

Il governo ha approfittato della stesura per migliorare la cooperazione tra servizi sociali cantonali e URC. In futuro, le persone ammesse provvisoriamente in Svizzera e i rifugiati riconosciuti idonei andranno annunciati “al fine di integrarli in modo veloce e durevole nel mercato del lavoro”.

L’idoneità dipende anche dalle competenze, linguistiche e professionali, e dalle prospettive individuali. Il disciplinamento della procedura spetterà ai Cantoni, che dovranno presentare un rendiconto annuale alla Confederazione.

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Nel TG, la reazione del consigliere si Stato ticinese Christian Vitta all'ordinaza di attuazione del "9 febbraio".

tvsvizzera.it/ri con RSI (TG del 16.06.2017)

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