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Lugano Airport: no alla privatizzazione

Panoramica dell'aeroporto di Lugano Agno

(Keystone)

Sembrava una cosa fatta, ma la trasformazione dell'aeroporto di Lugano in una società anonima, comincia ad inciampare nei primi grossi ostacoli. Contro la privatizzazione proposta dal Municipio cittadino, che sarà discussa dal Consiglio comunale tra qualche mese, sono scesi in campo la Lega dei ticinesi e il partito socialista che minacciano di ricorrere anche al referendum.

Secondo l'esecutivo luganese una società anonima, che il primo anno avrebbe come unico azionista la Città, è la soluzione giusta per garantire un maggiore dinamismo decisionale e una flessibilità nella gestione che permetterebbero di recuperare il traffico e i passeggeri persi negli ultimi anni. Due i problemi aperti per il potenziamento dello scalo di Agno: il prolungamento della pista a cui si oppongono decisamente i Comuni vicini, e gli interventi previsti per migliorare i servizi tecnici e logistici. Anche in vista di un aumento del numero dei passeggeri che il dicastero dei trasporti stima oltre 500 mila all'anno.

Previsioni infondate per Giuliano Bignasca, presidente della Lega dei ticinesi e municipale a Lugano: " In realtà - afferma - i passeggeri continueranno a diminuire. Nel 2000 sono calati di un buon 20 percento per via della concorrenza dell'aeroporto della Malpensa. Lo scalo di Agno deve restare anche in futuro quello che è oggi, ossia una aeroporto domestico. Privatizzarlo e ampliarlo e inutile".

Affermazioni che Guido Brioschi, capo dicastero per l'aeroporto, contesta spiegando che la diminuzione dei passeggeri è dovuta solo alla soppressione di alcuni collegamenti della Crossair, mentre le potenzialità dello scalo sono dimostrate dai 400 mila franchi di utile registrati l'anno scorso.

Andrea Prati, consigliere comunale socialista e membro della Commissione speciale per Lugano Airport, ritiene la privatizzazione una delega in bianco ad una società anonima per la quale conterà solo l'aspetto commerciale. "La nostra opposizione - sottolinea - vuole essere un messaggio politico che mira ad assicurare uno sviluppo sostenibile per l'intera zona aeroportuale".

Uno sviluppo sostenibile che l'associazione dei Comuni della Regione Malcantone, di cui fanno parte anche Agno, Bioggio e Muzzano, situati a ridosso dello scalo, sentono minacciato dal prolungamento della pista e contro cui hanno presentato diversi ricorsi.

Ma a condizionare concretamente il futuro dell'aeroporto è proprio questo prolungamento, indispensabile per consentire il decollo e l'atterraggio dei nuovi aerei di cui sono ormai dotati tutte le compagnie regionali, ma anche per rispettare le attuali leggi sulla sicurezza dei voli. Perciò, da anni il Consiglio di stato ticinese, per il quale lo scalo può essere un volano dell'economia cantonale, sta lavorando per ottenere il consenso dei Comuni all'ampliamento. Senza però raggiungere risultati decisivi.

Per Brioschi la trasformazione di Lugano Airport in società anonima offre parecchie opportunità agli stessi Comuni per far sentire le loro ragioni: " La seconda fase della privatizzazione - spiega - prevede l'apertura del capitale azionario a terzi. E non solo al Cantone o ad altrienti pubblici, ma anche ai Comuni limitrofi che potranno quindi partecipare ad ogni decisione". Considerati i numeri in Consiglio comunale la privatizzazione dovrebbe essere approvata senza grandi difficoltà, ma sarà battaglia. Una battaglia che socialisti e Lega sono decisi a continuare chiamando i cittadini alle urne.

Libero D'Agostino

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