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Un divieto ancora da definire

Il Ticino è stato il primo cantone svizzero ad aver proibito di dissimulare il volto nei luoghi pubblici. L’applicazione della cosiddetta “legge anti-burqa” solleva però dubbi e interrogativi.

Questo contenuto è stato pubblicato il 10 agosto 2016 - 00:00
swissinfo.ch e tvsvizzera.it (Il Quotidiano RSI del 9.08.2015)

Nel settembre 2013, due ticinesi su tre hanno accettato l’iniziativa popolare cantonale che vieta di girare nei luoghi pubblici con il volto scoperto.

Il divieto, che s’ispira a una legge francese che la Corte europea dei diritti dell'uomo ha ritenuto compatibile con la Convenzione europea dei diritti dell'uomo, riguarda sia il velo integrale per motivi religiosi, sia il mascheramento del volto durante le manifestazioni. Per il parlamento svizzero, il divieto di indossare il burqa e il niqab nei luoghi pubblici è conforme al diritto federale.

A due anni dal voto, la legge in questione non è però ancora entrata in vigore ed è ferma in Commissione della Legislazione. Vi sono in effetti dubbi e difficoltà sulla corretta applicazione. Ad esempio, la definizione di “volto” non è così evidente, spiega Natalia Ferrara Micocci, co-relatrice della nuova Legge sull’ordine pubblico.

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