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La politica svizzera s'impossessa del potere d'acquisto

L'inflazione colpisce in modo sproporzionato le persone con i redditi più bassi. © Keystone / Gaetan Bally

Sebbene l'inflazione in Svizzera sia relativamente moderata, l'aumento dei prezzi dell'energia e di alcune derrate alimentari di base rischia di gravare sul bilancio delle economie domestiche a basso reddito. La questione delle misure sul potere d'acquisto, finora accantonata dal Governo, è ora all'ordine del giorno del Parlamento.

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 settembre 2022 - 15:00

Come altrove, anche in Svizzera l'inflazione e il timore dell'erosione del potere d'acquisto sono tra le questioni più pressanti. Sono tra i temi principali affrontati durante l'attuale sessione parlamentare, con dibattiti straordinari previsti per mercoledì 21 e lunedì 26 settembre. Deputati e deputate di diversi schieramenti politici cercheranno di convincere il Governo ad adottare misure per alleggerire la pressione finanziaria sulle famiglie, come già avviene in diversi Paesi limitrofi.

Rendite AVS adeguate al rincaro

Nella sua seduta di mercoledì, il Consiglio nazionale ha approvato una mozione che chiede il completo adeguamento delle rendite dell'Assicurazione vecchiaia e superstiti al rincaro.

Inoltre, la Camera bassa ha accolto un'altra mozione che chiede al Governo di aumentare del 30% il proprio contributo ai cantoni destinato alla riduzione dei premi dell'assicurazione malattia obbligatoria, purché i cantoni mantengano la rispettiva quota.

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In vista dei dibattiti, facciamo il punto sulla situazione in Svizzera e sulle varie misure proposte.

• Perché la Svizzera è meno colpita dall'inflazione rispetto ad altri Paesi?

I problemi di approvvigionamento causati dalla pandemia di Covid-19 e la forte ripresa della domanda globale in seguito alla crisi sanitaria hanno fatto impennare i prezzi dell'energia e delle materie prime. La guerra in Ucraina ha ulteriormente accentuato il fenomeno. La tendenza all'aumento dei prezzi è quindi globale e riguarda anche la Svizzera.

Tuttavia, l'inflazione nella Confederazione è rimasta finora contenuta rispetto ad altri Paesi. L'indice nazionale dei prezzi al consumo è aumentato del 3,5% su base annua, rispetto a quasi il 10% nell'Unione Europea e a oltre l'8% negli Stati Uniti.

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Nel dettaglio, in Svizzera i prezzi dell'energia sono aumentati del 28% e quelli dei generi alimentari del 2%. Nell'eurozona, l'incremento è stato rispettivamente del 38% e del 10,6%.

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L'attuale forza del franco svizzero funge da cuscinetto. "Dall'inizio dell'anno l'euro ha perso quasi 10 centesimi rispetto al franco, il che significa che i beni importati sono molto più economici", spiega Mathieu Grobéty, direttore dell'Istituto di Economia Applicata dell'Università di Losanna. Questo concerne un quarto dei prodotti consumati in Svizzera.

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Grobéty aggiunge che in Svizzera i prezzi dell'energia sono un po' meno soggetti alle fluttuazioni internazionali, grazie a un mercato regolamentato in cui parte delle tariffe è fissata in anticipo e a una quota maggiore di energia rinnovabile, prodotta dalle centrali idroelettriche.

Mathieu Grobéty è direttore dell'Istituto di Economia Applicata dell'Università di Losanna. Fabrice Ducrest / UNIL

Secondo l'economista, anche la posizione geografica della Svizzera nel cuore dell'eurozona e la minaccia del turismo degli acquisti hanno giocato un ruolo importante. I dettaglianti alimentari elvetici non hanno trasferito immediatamente l'aumento dei costi globali su consumatori e consumatrici per non incoraggiare ulteriormente gli acquisti all'estero. Grobéty si aspetta "un rallentamento dell'inflazione dall'inizio del 2023".

• Come si manifesta l'inflazione in Svizzera?

I prezzi di molti beni di consumo, in particolare dei prodotti energetici, sono aumentati nell'ultimo anno. Il prezzo dell'olio combustibile, utilizzato da quasi il 40% delle famiglie svizzere per il riscaldamento, è quasi raddoppiato e quello del gas è aumentato di quasi il 60%.

I prezzi dell'elettricità vengono annunciati una volta all'anno, alla fine di agosto. Per il 2023 è stato comunicato un aumento medio del 27%, con grandi differenze tra le varie località - in Svizzera la rete è gestita localmente da circa 600 fornitori. Alcuni comuni subiranno aumenti record, ad esempio Saint-Prex nel Cantone di Vaud, dove la bolletta aumenterà del 1600%.

Per i prodotti alimentari di base, come l'olio e la pasta, il rincaro è stato di oltre il 10%. Questi aumenti cominciano ad avere un impatto tangibile sui bilanci delle famiglie. Secondo l'Ufficio federale di statisticaLink esterno (UST), nel primo trimestre del 2020 un'economia domestica media spendeva 535 franchi al mese per l'alimentazione, contro i 586 franchi nel secondo trimestre del 2022. La quota media di reddito spesa per l'alimentazione è passata dal 5,5% al 6%.

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Un'altra voce di spesa importante in Svizzera, non inclusa nell'indice dei prezzi al consumo, è rappresentata dai premi dell'assicurazione sanitaria obbligatoria. Esperti ed esperte del settore prevedono un aumento tra il 5% e il 10% nel 2023, dopo un calo medio dello 0,2% quest'anno e un aumento dello 0,5% nel 2021.

Finora, i salari non hanno seguito la tendenza al rialzo. Nel 2021, un leggero calo dei salari combinato con l'inflazione ha fatto perdere alle persone stipendiate lo 0,8% del loro potere d'acquisto, secondo l'USTLink esterno. I dati per il 2022 non sono ancora disponibili.

• La popolazione può sopportare questi aumenti di prezzo?

Il reddito medio in Svizzera è superiore a quello della maggior parte degli altri Paesi. La percentuale di reddito spesa per cibo ed energia, i prodotti i cui prezzi sono aumentati di più, è quindi più bassa che altrove, spiega Grobéty. "In Svizzera rappresentano il 20% del paniere di consumo medio, rispetto al 30% nell'eurozona", afferma.

Ma l'inflazione colpisce in modo sproporzionato le famiglie con i redditi più bassi e le persone che usano una parte considerevole del loro bilancio per l'energia. "L'inflazione agisce come una tassa", spiega il ricercatore. "Da un giorno all'altro, alcune famiglie vedono il loro reddito ridursi di oltre il 3,5%, poiché consumano una quota maggiore di prodotti i cui prezzi sono aumentati maggiormente". Per questo motivo, sottolinea, le misure a favore delle famiglie più colpite dall'inflazione sono importanti dal punto di vista sociale.

• Quali sono le misure per preservare il potere d'acquisto e qual è la loro efficacia??

Di fronte all'impennata dei prezzi, diversi Paesi hanno adottato varie misure straordinarie. Sconti statali sul carburante, tetti agli aumenti degli affitti e dei prezzi dell'energia, aumenti delle rendite di vecchiaia, degli stipendi dei dipendenti pubblici e di alcune prestazioni sociali - ad esempio in Francia - e bonus energetici o sussidi per gli abbonamenti ai trasporti pubblici, come in Germania.

"Tutte le misure non mirate adottate dai Governi per mantenere il potere d'acquisto, come gli sconti sul carburante, possono essere controproducenti", analizza Grobéty. "Stimoleranno la domanda, ma le banche centrali cercano di ridurla per contenere le pressioni inflazionistiche". Per l'economista, anche i programmi che agiscono sui prezzi dell'energia, come i bonus energetici, possono avere un effetto perverso, ma per un'altra ragione: "l'aumento dei prezzi è un modo molto efficace per indurre i cambiamenti di comportamento necessari per raggiungere gli obiettivi climatici".

Grobéty sostiene che il modo migliore sarebbe quello di concentrarsi sulla piccola parte della popolazione che ha bisogno di aiuto, ad esempio attraverso detrazioni fiscali, sussidi o persino bonus - a condizione che possano essere spesi per qualcosa di diverso dall'energia.

• E in Svizzera?

La palla è ora passata al Parlamento. Nelle sessioni straordinarie del 21 e 26 settembre, deputati e deputate discuteranno di diverse proposte, formulate principalmente dalla sinistra e dal centro. Tra queste ci sono l'adeguamento urgente delle pensioni per compensare il rincaro e l'aumento del contributo federale ai sussidi per l'assicurazione sanitaria concessi alle famiglie a basso reddito. Entrambe le proposte sono state accolte mercoledì dalla maggioranza della Camera del popolo (Consiglio nazionale). L'altra camera, il Consiglio degli Stati, ne discuterà la settimana prossima. In agenda c'è pure un'indennità temporanea contro il caro energia, destinata ai nuclei familiari più vulnerabili, e un "assegno federale" per la classe media.

L'Unione democratica di centro (destra sovranista), che si oppone a tali misure che ritiene troppo costose, auspica l'introduzione di agevolazioni fiscali, tra cui la deducibilità dei premi di assicurazione sanitaria, l'abolizione delle imposte sugli oli minerali per ridurre i prezzi dei carburanti e l'abolizione della tassazione del valore locativo per le persone pensionate.

Finora, il Consiglio federale si è rifiutato di intervenire e si è opposto a tutte le proposte. La maggioranza del Governo sostiene che l'inflazione è ancora sopportabile, data la continua crescita e il tasso di disoccupazione storicamente basso. Ritiene inoltre che alcune delle misure proposte siano troppo ampie e che possano essere controproducenti, oltre a essere costose per le casse federali. Resta ora da vedere se il Parlamento riuscirà a cambiare la sua posizione.

Traduzione dal francese: Luigi Jorio

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