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La corsa all'eolico

Comincia a prendere forma il parco eolico sul San Gottardo: il Comune di Airolo ha dato il via libera al primo progetto di questo tipo a sud delle Alpi. Ma in tutta la Svizzera si moltiplicano le iniziative, anche per colmare i ritardi nei confronti dell'Europa.

Questo contenuto è stato pubblicato il 28 luglio 2009 - 10:37

Il paragone con la Germania è forse il più significativo: le centrali eoliche tedesche costruite sino a fine 2008 totalizzano, tutte insieme, una potenza di quasi 24'000 megawatt. Quelle svizzere... 14 megawatt. Ma sfiguriamo anche di fronte a Italia (3'700 megawatt), Francia (3'400) e Austria (1'000) . In pratica, tra i paesi dell'Unione Europea fanno peggio di noi solo Romania (10 megawatt), Slovacchia (3), Cipro, Malta e Slovenia (nessun impianto).

Morfologia e dimensioni del territorio sono ovviamente diversi e sarebbe improprio fare confronti sul medesimo piano. Tuttavia, è vero che la Confederazione si è mossa tardi sulla via dell'eolico, e solo adesso, pian piano, si assiste ad un moltiplicarsi di iniziative, concentrate essenzialmente sull'arco alpino e sulle alture del Giura.

Grande potenziale di sviluppo

Secondo una ditta leader del settore, la ticinese REnInvest con sede a Chiasso-Pedrinate, il potenziale di sviluppo è elevato: in Svizzera ci sarebbero le condizioni per far funzionare impianti eolici di una potenza totale di 400 megawatt. E si calcola che con condizioni di vento ottimali, sull'arco di un anno tutte queste centrali potrebbero produrre energia quanto una centrale nucleare e mezza.

Dati che – coscienza ecologica a parte - cominciano a convincere diverse imprese della bontà di investire in questo settore. La sola REnInvest ha allo studio un quarto dei progetti eolici ipotizzabili in Svizzera e intanto, a inizio luglio, ha stretto un accordo con SIG (Servizi Industriali Ginevra) per costruire 70 turbine sull'arco giurassiano. All'estero, REnInvest cura nel frattempo lo sviluppo di impianti in Germania, Italia e Grecia.

"In questo senso –spiega il direttore generale Claudio Zanini- il nuovo parco eolico del San Gottardo rappresenta solo il 2 per cento delle nostre attività totali. Ha però un forte valore simbolico, dato che è l'unico in Ticino".

Sette turbine sul San Gottardo

Dopo il via libera a fine giugno del Consiglio comunale di Airolo, si aspetta dunque che scadano i termini di ricorso per presentare la domanda di costruzione. Anche il Comune è intenzionato a entrare nella società "Parco eolico San Gottardo SA" con una piccola partecipazione (al momento REnInvest detiene l'80% e l'Azienda elettrica ticinese il restante 20%). Se tutto andrà per il meglio, i 7 piloni previsti potranno venir posati nel 2011, dopo la realizzazione delle necessarie strade d'accesso.

Le sette torri eoliche saranno costruite nel nord della Germania (dove sono concentrati i maggiori produttori europei del settore), trasportate via nave da Amburgo a Genova e poi caricate su camion speciali fino alla regione del San Gottardo.

Una volta installato, questo parco eolico assicurerà il fabbisogno di 35'000 abitanti, con una potenza totale di 14 megawatt, in pratica equivalente a quella di tutti gli altri impianti eolici costruiti in Svizzera fino al 2008.

Tre milioni per megawatt

Per quanto riguarda i costi, si calcola che per ogni megawatt di potenza sia necessario investire tre milioni di franchi. Un impianto dura in media 20-30 anni, a dipendenza di come viene effettuata la manutenzione. Interessante anche la possibilità di procedere a un "repowering", cioè sostituire una turbina con una più moderna e performante: un processo che può valer la pena attuare dopo 10 anni dall'entrata in funzione dell'impianto.

Se il parco eolico del San Gottardo sarà quello più a sud della Svizzera, c'è però un altro sito che potrebbe insidiarne il primato: la ditta vallesana SwissWinds ha infatti avviato a fine 2008 sperimentazioni in val Bedretto, per valutare se installare sul passo della Novena alcune turbine di un parco eolico a cavallo tra Vallese e Ticino. Il problema è però che la Novena non figura tra le zone riservate da Berna a scopo di sfruttamento eolico: occorre quindi muoversi anche per adeguare le schede. Il futuro comprensorio eolico Novena-Gries-Furka ha del resto il sostegno, oltre che degli abitanti della valle di Goms, del canton Vallese e –tra i privati- della Coop, che ha già investito nel progetto due milioni di franchi.

Diversi progetti

A poca distanza, proseguono intanto misurazioni e perizie nel comune vallesano di Oberwald, che intende costruire anche sul Grimsel un parco, da una ventina di impianti eolici alti 80 metri.

Forse sarà il più grande della Svizzera, ma non il più alto: a quel primato si candida infatti il sito di Gütsch nel canton Uri, sopra Andermatt, dove si prevede di aggiungere alla turbina già esistente tre nuove installazioni. Si costituirà così il parco eolico più alto - anche - di tutta Europa, a 2332 metri d'altitudine.

Insomma, una vera corsa alla scoperta delle potenzialità eoliche alpine, mentre in parallelo si continuano a costruire turbine sull'arco giurassiano.

Oltre al già esistente parco del Mont-Crosin (8 turbine per totali 8 megawatt), e all'intesa siglata fra REnInvest e SIG per installare altre 70 turbine, si segnala l'accordo appena firmato tra la società Romande Energie e i Servizi elettrici della città di Zurigo (EWZ) per realizzare insieme un gigantesco parco eolico sulle alture tra Neuchâtel e canton Vaud. Qui, se non ci saranno ricorsi, entro il 2013 dovrebbero sorgere addirittura una quarantina di piloni, che alimenteranno 45'000 economie domestiche.

Alessandra Zumthor, swissinfo.ch

Energie rinnovabili

Nel marzo del 2007, il parlamento svizzero ha approvato la revisione della legge sull'energia; uno degli obiettivi è di aumentare entro il 2030 di almeno 5,4 miliardi di chilowattora (pari al 10% del consumo attuale di elettricità) la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

Per promuovere le energie rinnovabili è stato introdotto il principio della rimunerazione a copertura dei costi per l'immissione in rete. In pratica le società che gestiscono la rete di distribuzione devono acquistare l'elettricità prodotta con energie rinnovabili a un prezzo minimo che garantisce il ritorno dell'investimento. Ciò permette a chiunque di realizzare un impianto a proprie spese e poi di chiedere al distributore elettrico locale l'allaccio alla rete e l'acquisto di tutta l'energia ad un prezzo minimo garantito per legge.

Stando ai dati dell'Ufficio federale dell'energia, i nuovi vettori energetici rinnovabili contribuiscono oggi nella misura del 5,7% circa alla copertura della domanda globale di energia elettrica in Svizzera.

Il 3,72% proviene dalla biomassa (legno e biogas), l'0,79% dall'utilizzazione del calore ambientale, l'0,47% dallo sfruttamento energetico dei rifiuti negli impianti di incenerimento. Percentuali inferiori provengono dall'energia solare (0,13%) e dall'energia eolica (0,004%).

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