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L'odissea di una famiglia ticinese in fuga da Kiev

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Nella puntata di Falò del 10 marzo si parla del dramma vissuto da una famiglia svizzera nei primi giorni dell'invasione, di un gruppo di volontari partiti per l'Ucraina e della storia di alcuni rifugiati accolti in Ticino.

Questo contenuto è stato pubblicato il 13 marzo 2022 - 13:00
RSI, Falò

Un milione e mezzo di persone hanno già lasciato l’Ucraina. È dalla Seconda Guerra mondiale che in Europa non si assisteva ad una crisi umanitaria di queste proporzioni. La puntata di Falò del 10 marzo ha documentato il fenomeno attraverso tre storie.

La prima parla di una famiglia ticinese che, nei primi giorni dell'invasione russa, cerca di scappare da Kiev: cinque persone che vivono una vera e propria odissea attraversando il paese in condizioni difficili.

Un gruppo di volontari del Mendrisiotto che fa il viaggio in direzione opposta è protagonista del secondo servizio e si occupa di portare aiuti nelle zone al confine con la Polonia e la Romania.

E infine una famiglia ucraina che in Ticino trova ospitalità. Quante persone dovranno ancora lasciare l’Ucraina? Per quanto tempo i paesi limitrofi potranno gestire l’afflusso dei profughi? Che ruolo può giocare la Svizzera in questa fase? Domande aperte, cui si cercherà di dare risposta, oltre che attraverso le storie raccontate, anche grazie alla presenza di Chiara Cardoletti, rappresentante UNHCR in Italia, in collegamento Skype da Roma.


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