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Italia: ritrovato a Pavia il più antico antifonario

Questo contenuto è stato pubblicato il 23 luglio 2018 - 13:56
(Keystone-SDA)

Alla Biblioteca Universitaria di Pavia è stato ritrovato un antifonario del 1100, forse il più antico finora conosciuto. La pagina di pergamena manoscritta, antesignana dello spartito musicale, è stata ritrovata durante il restauro di un volume del '600.

Lo annuncia il ministro italiano della cultura Alberto Bonisoli sottolineando che il ritrovamento "dimostra l'importanza della tutela e del rapporto con il mondo universitario e il suo sistema bibliotecario".

La scoperta è stata fatta da Alessandra Furlotti, la ricercatrice alla quale la biblioteca Universitaria di Pavia aveva affidato il restauro di tre libri della prima metà del Seicento, con legature di pregio, conservati nel Salone Teresiano.

Proprio nel corso del restauro di uno dei libri (In Ecclesia Mediolanensi di Giovanni De Deis del 1628) si è verificato il distacco della controguardia posteriore del volume che ha restituito un foglio in pergamena manoscritta: era consuetudine che i legatori utilizzassero come materiale per rinforzare le rilegature, frammenti di risulta di altri testi.

La particolarità è che si tratta di un foglio intero, ancora ben leggibile, nonostante sia stato cosparso di colla animale perché aderisse al cartone.

Per le prime verifiche, è stato interpellato Dominique Gatté - esperto musicologo francese, specialista di musica medievale - il quale ha confermato che si tratta di una pagina, pressoché completa, di un antifonario, ovvero un breviario che riportava anche le parti cantate della liturgia, sicuramente uno dei più antichi che è possibile studiare oggi, databile intorno al 1100 e collocabile nell'area di Novara.

Il documento è anche decorato da una miniatura di difficile interpretazione, che rappresenta un animale mitologico con zampe colorate e fattezze di serpente.

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