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"I lavoratori stessi vogliono la flessibilità"

Responsabile aggiunto del servizio giuridico di Swissstaffing, l'associazione che rappresenta le agenzie di collocamento, Boris Eicher spiega il lavoro interinale

Questo contenuto è stato pubblicato il 31 maggio 2017 - 13:42
Andrée-Marie Dussault, Le Temps

I collaboratori interinali non hanno relazioni contrattuali con l’impresa per la quale lavorano ma sono salariati dalle agenzie di collocamento. Queste ultime sono pagate dalle imprese che ricorrono ai loro servizi.  

Il lavoro interinale è destinato a svilupparsi?

Si, abbiamo osservato un aumento costante negli ultimi 10 anni e siamo ottimisti per il futuro. L’evoluzione del lavoro interinale dipende dall’economia globale, ne è lo specchio e coinvolge tutti i settori in particolare il terziario, l’industria e l’edilizia.

Ma il lavoro interinale precarizza i lavoratori…

Noi contestiamo fermamente queste affermazioni. Il mondo del lavoro è sempre più flessibile e i lavoratori stessi cercano questa flessibilità. Le agenzie di collocamento temporaneo permettono di rispondere rapidamente alle necessità delle imprese. Devono naturalmente rispettare gli standard minimi per quanto riguarda salario e tempo di lavoro. Secondo uno studio del 2014, la metà dei lavoratori interinali ha poi trovato un lavoro a tempo indeterminato entro 12 mesi dall’impiego temporaneo. Possiamo dunque pensare a questa forma di lavoro come un ponte verso un lavoro fisso.

 

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