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Iniziativa svizzera per la protezione delle donne

Nel mondo una donna su tre è vittima di violenze o abusi sessuali Keystone

Una ventina di ministre che partecipano alla sessione della Commissione Onu per i diritti umani a Ginevra chiede la fine della violenza contro le donne.

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 marzo 2004 - 11:51

Su iniziativa della responsabile svizzera del dipartimento degli affari esteri hanno adottato una dichiarazione di condanna degli abusi e delle violenze sulle donne.

“La violenza contro le donne, nelle sue varie forme, è una violazione dei diritti umani”, ha dichiarato Micheline Calmy-Rey, ministra degli esteri svizzera.

“Come tale questa violenza ha una rilevanza politica per la sicurezza interna ed esterna delle nazioni”.

La ministra elvetica aveva invitato ieri sera ad una cena informale di lavoro una ventina di sue colleghe e rappresentanti di numerose delegazioni presenti a Ginevra in occasione dell’apertura della 60° sessione della Commissione dei diritti umani Onu.

A pochi giorni dalla strage di Madrid

Assente la ministra degli esteri spagnola, Ana Palacio Vallersundi, che ha dovuto annullare il viaggio all’ultimo momento.

“Ci dispiace che la nostra collega non abbia potuto venire,” ha detto a swissinfo la ministra degli esteri del Salvador, Maria Eugenia Brizuela de Avila.

“Ma speriamo che le discussioni sul terrorismo non mettano in ombra altri temi, come quello dei diritti delle donne”, ha aggiunto.

Calmy-Rey ha dichiarato che la discussione di gruppo è stata un successo, aggiungendo che era stata adottata una dichiarazione comune all’indirizzo della Commissione. In essa si chiede maggiore protezione e promozione dei diritti delle donne.

Molte donne ministro hanno ringraziato Calmy-Rey per aver preso quest’iniziativa, dichiarando che il documento è “una pietra miliare”.

Le ministre hanno deciso di riunirsi nuovamente alla fine dell’anno a New York, a lato dell’assemblea generale Onu, per valutare l’impatto della loro iniziativa.

Lento progresso

Dieci anni fa l’Onu aveva nominato un “consigliere” speciale per esaminare il tema della violenza sulle donne e nel 1993, durante una conferenza mondiale, i diritti delle donne erano stati riconosciuti come diritti umani.

Ma Calmy-Rey ha ricordato che ben poco è cambiato da allora: si stima che una donna su tre nel mondo sia vittima di violenze o di abusi sessuali.

Contro-terrorismo

La Svizzera non è un membro ufficiale della Commissione sui diritti umani, ma vi contribuisce in veste di osservatore.

Alla luce degli ultimi attentati terroristici, le misure per contrastare il fenomeno domineranno certamente le discussioni di quest’anno.

La Svizzera appoggia in particolare una proposta del Messico che vorrebbe la nomina di un esperto indipendente, con l’incarico di monitorare l’impatto delle misure antiterroristiche sui diritti umani.

Un'idea sostenuta anche da Francia, Germania e Gran Bretagna. Al contrario, Stati Uniti, India, Pakistan ed Arabia Saudita dovrebbero opporvisi.

Secondo Bertrand Ramcharan, commissario Onu ad interim per i diritti umani, gli attacchi di Madrid rendono poco probabile l’adesione di altri paesi alla proposta.

I temi sull’agenda svizzera

Oltre ad insistere sui diritti delle donne, la Svizzera si concentra durante questa sessione anche sui gruppi più vulnerabili, come bambini e minoranze, senza tralasciare temi quali la tortura, le esecuzioni sommarie o il razzismo.

Si prevede che la Svizzera cercherà di introdurre una revisione della situazione dei diritti umani in Nepal, Colombia, Sudan, Nord Corea e Medio Oriente.

Per ora il governo si è rifiutato di commentare la propria posizione nei confronti della Cina, ma si dice pronto ad esaminare la questione nel caso che la Commissione decida di adottare una risoluzione.


swissinfo, Anna Nelson, Ginevra

Fatti e cifre

La Svizzera non è membro della Commissione Onu dei diritti umani, ma vi partecipa in qualità di osservatore.
Una mozione del parlamento elvetico chiede che la Svizzera presenti la sua candidatura per l’elezione nella Commissione nel 2007.
Il governo svizzero sta considerando anche la creazione di una commissione nazionale sui diritti umani.

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In breve

La ministra degli esteri svizzera, Micheline Calmy-Rey, ha invitato una ventina di ministre e delegate di tutto il mondo per discutere di lotta contro la violenza sulle donne.

Tra di loro c’erano le ministre degli esteri di Austria, Australia, El Salvador, Ruanda e Sud Africa.

L’incontro si è svolto lunedì a Ginevra, all’inaugurazione dell’annuale sessione della Commissione dei diritti umani Onu.

Il gruppo ha adottato una dichiarazione congiunta che chiede una migliore protezione per il miliardo di donne vittime della violenza nel mondo.

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