indagine penale Traffico di griffe dal Ticino alla Cina attraverso l'Italia

Compravano abiti griffati in un noto outlet in Ticino e li contrabbandavano in Cina. Tre asiatici denunciati per contrabbando e autoriciclaggio.

Una boutique di vestiti firmati in Ticino
RSI-SWI

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Il traffico illecito è stato scoperto dalla Guardia di finanza di Como che, insospettita dagli spostamenti quotidiani di un cittadino cinese attraverso i valichi doganali di Brogeda e Bizzarone, lo ha seguito fino al suo domicilio a Legnano (Milano), dove sono stati rinvenuti trecento capi d'abbigliamento e accessori dei più celebri marchi di moda internazionali (tra cui Gucci, Burberry, Prada, Ferragamo, Saint Laurent, Dolce&Gabbana, Valentino, Armani e Versace) per un valore commerciale di 400'000 euro.

L'indagine ha permesso di mettere in luce un vero e proprio traffico illegale di capi firmati, cui collaboravano anche due altri cittadini asiatici residenti a Montebelluna (Treviso) e Gambellara (Vicenza), destinato soprattutto alla Cina.


Secondo la ricostruzione delle fiamme gialle il terzetto aveva acquistato e importato merce al Foxtown di Mendrisio per circa un milione di euro, che non veniva dichiarata in dogana, evadendo così Iva e dazi per circa 320'000 euro. Vestiti e accessori venivano quindi rivenduti a connazionali in Italia o all'estero.

Per l'invio in Asia il terzetto faceva capo ai consueti servizi di spedizione o si avvaleva di compiacenti conoscenti che trasportavano i capi d'abbigliamento in valige in occasione di presunti soggiorni turistici. Attività che è costata ai tre cittadini stranieri una denuncia penale per i reati di contrabbando e autoriciclaggio.     

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