In pillole La settimana in Svizzera

La chiesa evangelica in Svizzera apre sui patrimoni omosessuali mentre all'imam di Lugano viene negata la naturalizzazione. Sono due dei temi che hanno fatto discutere in Svizzera. Interessante poi la gestione "verde" della circolazione a Ginevra o la constatazione che sul lavoro nascono sempre più amori. Da ultimo, chi ha un passato migratorio in famiglia è generalmente più povero.

Una statuetta che reappresenta una coppia di uomini su una torta nuziale.
© Keystone / Christian Beutler

L’imam di Lugano Samir Radouan Gelassi non otterrà la nazionalità svizzera. Un’informativa dei servizi dell’intelligence svizzera ha bloccato la richiesta di naturalizzazione. Il religioso, che non ci sta, ha convocato i media per denunciare il suo caso.


Dopo un'ampia discussione i delegati delle 24 chiese riformate cantonali hanno approvato a Berna il documento "matrimonio per tutti" con 49 voti favorevoli e 11 contrari. La decisione non riguarda però la celebrazione delle nozze davanti all'altare. 

Nei giorni di grande inquinamento a Ginevra le auto più inquinanti non potranno circolare. La circolazione verrà gestita tramite adesivi di sei colori diversi, a seconda della performance ecologica del veicolo. 

Chi ha un passato migratorio ha generalmente una qualità di vita inferiore rispetto alle persone di nazionalità svizzera senza un simile background. Per la prima volta, l'Ufficio federale di statistica ha analizzato in maniera approfondita le differenze tra questi gruppi di popolazione.

In Svizzera, una persona su quattro ha avuto una relazione sentimentale con un collega o una collega. Giuridicamente niente vieta di innamorarsi sul posto di lavoro, naturalmente se la relazione è consenziente.


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