Navigation

Lettere, studi e grafiche da Ercolano e Pompei

'Scavo archeologico a Pompei', Luigi Capaldo, 1850-1899, china e acquarello su carta vergata Museo Nazionale di San Martino, Napoli

A tre secoli dalla scoperta di Ercolano e 270 anni dai primi scavi a Pompei, una mostra allestita al m.a.x. museo di Chiasso mette in valore il modo in cui i due siti archeologici tra i più importanti al mondo sono stati studiati, documentati e resi noti.

Questo contenuto è stato pubblicato il 26 aprile 2018 - 10:05
tvsvizzera.it/ri con RSI (Turné del 24.02.2018)

I 23 reperti archeologici esposti a Chiasso sono un corollario: protagonisti del percorso espositivo sono piuttosto lettere e taccuini, dipinti e incisioni, fino ad arrivare alle prime fotografie e cartoline.

Sono le 'Visioni di una scoperta' che tra il Settecento e gli inizi del Novecento resero il mondo partecipe di questo patrimonio dell'umanità (riconosciuto Unesco) scoperto ormai tre secoli fa.

"Si cavavano dei pozzi per prendere acqua" spiega Pietro Giovanni Guzzo, già soprintendente di Napoli e Pompei, co-curatore della mostra, "e ne venivano fuori marmi antichi colorati, e cose del genere." 

Contenuto esterno

"Per cui", prosegue Guzzo, "man mano si è avuta voce che sotto Resina si trovavano materiali antichi, che furono portati a conoscenza della corte di Carlo, re di Napoli e di Sicilia, e così si è cominciato a scavare".

Al m.a.x. museo sono confluite oltre 300 opere da Svizzera, Italia, Francia e Stati Uniti. Alcune sono inedite come l'anello di re Carlo di Borbone e, per la prima volta riunite, le tre piante di Pompei ed Ercolano dell’ingegnere svizzero Karl Jakob WeberLink esterno.

Cospicue tracce di vita reale

"Come ha detto bene Goethe, mai una tragedia così grande è stata una gioia per la modernità", osserva la direttrice del m.a.x. museo Nicoletta Ossanna Cavadini, "perché il tufo mantiene umidità e temperatura costanti e ha permesso di ritrovare suppellettili quasi bloccate dal tempo e sviluppare gli studi specifici sulla romanità".

L'esposizione 'Ercolano e Pompei: visioni di una scopertaLink esterno' è aperta fino al 13 maggio (1° maggio escluso) al m.a.x. museo, ed è promossa con il MANN-Museo archeologico nazionale di NapoliLink esterno, che la ospiterà in estate.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: tvsvizzera@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.