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In barca da Locarno a Venezia

Da Locarno a Venezia attraverso i navigli. www.amicideinavigli.org

Un vecchio sogno, divenuto in oltre un secolo quasi inafferrabile mito, potrebbe diventare realtà.

Questo contenuto è stato pubblicato il 06 febbraio 2005 - 13:10

È infatti stata fissata al 2015 la scadenza per l’apertura completa dell’idrovia Locarno-Milano-Venezia.

I lavori e i programmi di finanziamento sono in fase avanzata, non da ultimo poiché il capoluogo lombardo vuole giocarsi la carta di porto turistico internazionale per la candidatura alle Olimpiadi del 2016.

La conferma è venuta dal recente incontro organizzato a Milano dal Consolato generale di Svizzera in collaborazione con l’Istituto per i Navigli/Associazione amici dei Navigli, la Fondazione Cariplo, la Città di Locarno e l’Associazione Locarno-Venezia.

La storia di un’antica via commerciale

L’antica linea d’acqua commerciale tra Svizzera e Mare Adriatico sin dalla fine dell’Ottocento è stata oggetto di discussioni e di studi, appassionando ingegneri e politici dei due Paesi nella convinzione che il miglioramento del collegamento fluviale fosse un tassello indispensabile per lo sviluppo economico dell’area lombardo-ticinese.

Sfumato a seguito della prima guerra mondiale, il progetto ritornò d’attualità nel 1940, quando il presidente della provincia di Milano e un ingegnere milanese rilanciarono la questione.

A Locarno non si perse tempo e su iniziativa dell’avvocato Camillo Beretta venne fondata l’Associazione Locarno-Venezia con lo scopo di proseguire gli studi per l’idrovia.

La causa venne perorata sia dal consigliere di Stato Emilio Forni sia dal consigliere federale Enrico Celio il quale, durante un dibattito in Parlamento a Berna, indicò come prioritaria, nell’ambito dei collegamenti fluviali tra la Svizzera ed Europa, l’idrovia Locarno-Venezia.

La discussione proseguì nel secondo dopoguerra, tuttavia la speciale commissione incaricata dal Consiglio federale di valutare il progetto sollevò forti perplessità sulla reale utilità dell’opera (rispetto ai collegamenti stradali e ferroviari), sulle implicazioni finanziarie e sull’impatto ambientale delle infrastrutture portuali nel Locarnese. Il sogno tornò nuovamente nel cassetto.

Un vecchio sogno che diventa realtà

Cinquant’anni dopo il progetto si sta finalmente concretizzando e, abbandonate le motivazioni prettamente commerciali, rientra in un discorso di recupero ambientale-urbanistico e di turismo sostenibile.

Un discorso che riguarda soprattutto il recupero dei Navigli milanesi, lunghi circa 150 chilometri, e la valorizzazione paesaggistica di intere aree, dai parchi del fiume Ticino al Lago Maggiore. Con l’aggiunta, lungo i corsi d’acqua, di un esteso sistema di piste ciclabili.

Dell’intero tragitto, attualmente sono navigabili solo i percorsi da Locarno ad Arona sul Verbano e da Cremona a Venezia sul Po. Nei prossimi dieci anni saranno dunque da rendere navigabli i tratti da Arona a Milano, il Naviglio Pavese (la cui parte milanese dovrebbe essere aperta già quest’anno) e da Pavia a Cremona.

Il lavoro è dunque imponente, poiché comprende la creazione di canali e conche con relativi impianti idraulici, di luoghi d’attracco e di porti, nonché la pulizia e il ripristino di corsi d’acqua già esistenti. Inoltre sarà attuato anche un programma di recupero energetico, con la costruzione di microcentrali elettriche.

Milano punta in alto, ma anche Locarno…

D’altra parte il capoluogo lombardo non nasconde le sue ambizioni: con il collegamento Locarno-Milano-Venezia punta a diventare cuore dell’idrovia e porto turistico internazionale in vista della candidatura per le Olimpiadi del 2016.

Ma anche per Locarno l’operazione avrà ricadute positive. Secondo uno studio Interreg – in cui la Città ha avuto un ruolo di primo piano, come tiene a precisare la sindaca Carla Speziali – l’indotto economico generato dall’idrovia sarà notevole.

Una potenzialità da sfruttare appieno, anche perché, osserva sempre Speziali, il progetto si inserisce in quel concetto di turismo sostenibile e di qualità cui mira Locarno.

Ciliegina sulla torta, l’idrovia collega anche due capitali del cinema, il Festival locarnese e la Mostra veneziana. Come dire: agosto in Piazza Grande e settembre in laguna con spostamento rigorosamente in barca. Potrebbe essere trendy.

swissinfo, Françoise Gehring, Locarno

Fatti e cifre

L’idrovia Locarno-Milano-Venezia è lunga circa 540 km
Navigabili sono oggi solo i tratti Locarno-Arona (53 km) e Cremona-Venezia (278 km). Sono inoltre navigabili 12 chilometri del Naviglio Grande tra la Darsena di Milano e Gaggiano
Per le opere già finanziate e per quelle programmate, è previsto un investimento di 63,5 milioni di euro
La Svizzera cofinanzia il recupero della navigazione dal Lago Maggiore a Milano

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In breve

Un affascinante itinerario turistico-culturale che congiungerà l’Europa continentale al Mare Adriatico, dalle Alpi alla laguna veneziana, passando per i parchi del Ticino, i Navigli Milanesi e le pianure bagnate dal Po.

Quando nel 2015 il sogno diventerà realtà, l’idrovia Locarno-Milano-Venezia sarà uno dei più importanti e attrattivi percorsi fluviali d’Europa ed anche un prestigioso trait d’union tra Italia e Svizzera.

Il prossimo mese di maggio si terrà la seconda edizione della “discesa dimostrativa” da Locarno a Venezia.

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