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Il volto che cambia della Ginevra internazionale

La Ginevra internazionale è un importante centro del multilateralismo. Eppure, il sistema multilaterale è sotto forti pressioni, esacerbate anche dalla pandemia, e sta confrontandosi con sfide inedite. Tra le ultime in ordine di tempo: la guerra tra Russia e Ucraina.

Questo contenuto è stato pubblicato il 25 aprile 2022 - 15:22
Skizzomat (illustrazione)

Mentre la pandemia ha messo sotto i riflettori soprattutto l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), la guerra in Ucraina ha spostato l'attenzione sui diritti umani e le questioni umanitarie. A Ginevra, ci sono molte organizzazioni internazionali che si occupano di questi aspetti, non da ultimo il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite.

Dopo due anni di conferenze virtuali, diplomatici e giornalisti hanno potuto partecipare nuovamente di persona alla sessione del Consiglio che si è aperta il 28 febbraio. In quell’occasione, numerosi diplomatici hanno voluto mandare un messaggio, lasciando la sala della riunione durante il discorso del ministro degli esteri russo Sergei Lavrov.

Il 4 marzo, il Consiglio ha accolto con larga maggioranza una risoluzione che condanna l'invasione da parte della Russia e istituisce una commissione d'inchiesta sulle violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario internazionale in Ucraina.

Il voto dell'Assemblea generale dell'ONU a New York per sospendere la Russia dal Consiglio dei diritti umani, il 7 aprile, è però stato più "ambivalente", come ci ha spiegato un analista:

Di fronte alla crisi umanitaria e alle persone rifugiate in fuga dall'Ucraina, altri organismi delle Nazioni Unite come l'Agenzia per i rifugiati UNHCR con sede a Ginevra e il Programma alimentare mondiale stanno avendo il loro bel daffare nel tentativo di fornire aiuti. Anche il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR), la più nota ONG svizzera, anch'essa con sede a Ginevra, si sta impegnando fortemente in Ucraina. Deve però anche reagire a una propaganda potenzialmente dannosa.

Mentre l’attenzione è focalizzata sull'Ucraina, la pandemia di Covid-19 continua a fare vittime. E anche se il mondo sta imparando a convivere con il virus, l'OMS intende trarre i dovuti insegnamenti. Durante una riunione speciale nel dicembre 2021, gli Stati membri dell'OMS si sono impegnati ad avviare i colloqui per un nuovo accordo globale al fine di meglio gestire le future pandemie.

L'OMS, istituto dell'ONU, è stata fondata nel 1948 per promuovere l'assistenza sanitaria universale, fissare degli standard e coordinare la risposta a emergenze sanitarie globali.

OMC e vaccini

L'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) è un'altra istituzione con sede a Ginevra per cui alcuni richiedono riforme. Uno dei dibattiti più spinosi che l'ha riguardata recentemente è stato quello dell'iniquità vaccinale.

L'OMC ha 164 Stati membri e una lunga storia.

Nel 2021 è stata designata direttrice generale dell'OMC Ngozi Okonjo-Iweala, prima donna e prima africana a guidare l'organizzazione.

Un ecosistema fertile

Ginevra non ospita solo il quartier generale europeo delle Nazioni Unite e più di 40 organizzazioni internazionali, ma anche oltre 700 ONG, istituti di ricerca e 177 missioni diplomatiche. Più di recente, a questa panoplia di attori internazionali si sono aggiunte équipe di investigatori ed esperti che hanno sede all'ONU per raccogliere e conservare con discrezione delle prove e preparare possibili procedure penali per gravi crimini commessi in Siria, in Myanmar e in Sri Lanka.

La Ginevra internazionale dà vita a quello che è stato definito un "fertile ecosistema" per la ricerca e il processo decisionale. Mentre alcune ONG e persino l'ONU rischiano di essere minacciate dalle ripercussioni della pandemia, il governo svizzero sostiene nuove e futuristiche "piattaforme" a Ginevra. Tra queste ci sono la Swiss Digital InitiativeLink esterno e la fondazione Geneva Science and Diplomacy AnticipatorLink esterno (GESDA), che fa parte del Campus Biotech, in cui si ritrovano start-up che guardano al futuro.

GESDA, lanciata nel 2019 con il sostegno del Governo svizzero, del Cantone e della città di Ginevra, ha tenuto un summit nell'ottobre del 2021, presentando per la prima volta al mondo quello che sta preparando.

La diplomazia digitale nell'era della pandemia

Il Palazzo delle Nazioni, la sede europea dell'ONU a Ginevra, è sempre stato un luogo brulicante di persone con sale conferenze piene di delegati e giornalisti da tutto il mondo. Ma durante il primo semi-confinamento in Svizzera nella primavera del 2020 è diventato un "Palazzo senza Nazioni". Sebbene ora abbia iniziato a tornare alla "nuova normalità", molte delle sue attività sono ancora condotte almeno parzialmente online. In futuro, il modo di lavorare nelle organizzazioni internazionali di Ginevra potrebbe cambiare.

La pressione finanziaria è un altro grande problema per le organizzazioni con sede a Ginevra ed è esacerbata dalla pandemia che ha messo alla prova i limiti del sistema multilaterale. Le agenzie ONU, le organizzazioni internazionali e le ONG hanno faticato ad agire con la zavorra delle restrizioni legate al coronavirus.

Sul lungo termine, la tendenza per le grandi agenzie internazionali potrebbe essere quella di trasferire alcune risorse sul campo o in luoghi meno costosi ma, anche se Ginevra è cara, il suo fattore magnetico resta forte per altre ragioni. "Finché l'ONU e il sistema internazionale rimarranno aperti alla società civile, Ginevra continuerà ad avere un effetto calamita", afferma spiega Julien Beauvallet, responsabile del Centro d'accoglienza della Ginevra internazionale (CAGI).

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