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Il volto che cambia della Ginevra internazionale

La Ginevra internazionale è un importante centro del multilateralismo. Eppure, il sistema multilaterale ha dovuto far fronte a forti pressioni negli ultimi tempi, in particolare da parte dell'ex amministrazione USA di Donald Trump, ma anche a causa della pandemia di Covid-19 che ha portato profondi cambiamenti nel modo di lavorare nella Ginevra internazionale. Ci sarà un ritorno alla "normalità" oppure la diplomazia digitale diventerà la "nuova normalità"?

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 maggio 2021 - 15:35
Skizzomat (illustrazione)

I corridoi e le sale conferenze del Palazzo delle Nazioni, la sede europea delle Nazioni Unite a Ginevra, un tempo brulicavano di delegati e giornalisti da tutto il mondo. Ma durante il primo semi-confinamento in Svizzera nella primavera del 2020, l'edificio si è svuotato e si è trasformato in un 'Palazzo senza Nazioni'.

Oggigiorno, le attività di numerose istituzioni della Ginevra internazionale continuano a svolgersi online. La pandemia potrebbe trasformare definitivamente il modo in cui funzionari, organizzazioni e Stati discutono e prendono decisioni in seno all'ONU.

Oltre alle missioni delle Nazioni Unite e dei governi di tutto il mondo, la Ginevra internazionale ospita anche molte ONG internazionali e istituzioni accademiche, dando vita a quello che è stato definito un "fertile ecosistema" per la ricerca e il processo decisionale. Mentre alcune ONG e persino l'ONU rischiano di essere minacciate dalle ripercussioni della pandemia, il governo svizzero sostiene nuove e futuristiche "piattaforme" a Ginevra. Tra queste ci sono la Swiss Digital InitiativeLink esterno e la fondazione Geneva Science and Diplomacy AnticipatorLink esterno, che fa parte del Campus Biotech, in cui si ritrovano start-up che guardano al futuro.

L'OMS nell'occhio del ciclone

La pandemia di Covid-19 ha messo sotto i riflettori l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), un organismo delle Nazioni Unite fondato nel 1948 e con sede a Ginevra.

Mentre il pianeta era impegnato a contrastare la diffusione del nuovo coronavirus, l'OMS è finita nell'occhio del ciclone. È stata criticata di aver reagito con ritardo e - in particolare dalla precedente amministrazione Trump - di essere stata troppo accondiscendente verso la Cina.

Ma l'OMS è stata anche al centro di una nuova iniziativa (COVAX) per fornire i vaccini anti Covid-19 ai Paesi in via di sviluppo. COVAX è co-diretta dall'OMS, dal Gavi (Alleanza sui vaccini) e dalla Coalizione internazionale per le innovazioni in materia di preparazione alla lotta contro le epidemie (CEPI). Nonostante le numerose sfide, COVAX ha iniziato a distribuire i vaccini ai Paesi più poveri nel primo trimestre del 2021.

Un'altra istituzione di Ginevra criticata da Trump e ora al centro di una lotta per la rinuncia dei brevetti sui vaccini anti Covid-19 è l'Organizzazione mondiale del commercio (OMC). Come l'OMS, anche questa istituzione è chiamata ad affrontare una serie di riforme.

Durante l'era Trump, gli Stati Uniti si erano ritirati dall'OMS e dall'OMC, così come dal Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, con sede a Ginevra, e avevano ridotto i loro finanziamenti all'ONU. La Ginevra internazionale ha tirato un sospiro di sollievo quando Joe Biden è stato eletto alla presidenza nel novembre 2020 e ha ribaltato le decisioni. Resta però da vedere quali cambiamenti porterà alle Nazioni Unite il ritorno degli Stati Uniti.

Problemi di finanziamento

Le pressioni finanziarie sono un'enorme preoccupazione per le organizzazioni a Ginevra. Una situazione aggravata dalla pandemia di coronavirus, che ha messo alla prova i limiti del sistema multilaterale. Le agenzie delle Nazioni Unite, le organizzazioni internazionali e le ONG si sono mobilitate durante il lockdown. Il destino delle ONG in difficoltà non è chiaro e dipenderà in gran parte dai donatori, secondo le autorità cantonali.

A lungo termine, le grandi agenzie internazionali potrebbero iniziare a trasferire alcune risorse sul campo o in località più economiche. Il fattore di attrazione di Ginevra rimane comunque alto. Per diverse ragioni.

Una è che i donatori, i decisori e gli esperti sono già presenti. Ginevra non ospita solo la sede europea delle Nazioni Unite e 39 organizzazioni internazionali, ma pure 431 organizzazioni non governative e 177 missioni diplomatiche, secondo il sito web 'International GenevaLink esterno' delle autorità cantonali. Ci sono poi istituti di ricerca e 19 piattaforme che riuniscono le competenze della Ginevra internazionale.

Più di recente, a questa panoplia di attori internazionali si sono aggiunte équipe di investigatori ed esperti che hanno sede all'ONU per raccogliere e conservare con discrezione delle prove e preparare possibili procedure penali per gravi crimini commessi in Siria, in Myanmar e ora anche in Sri Lanka.

Quando nel 2020 l'ONU ha celebrato i 75 anni di attività, è stata l'occasione non solo di guardare al suo passato e ai suoi legami con la Ginevra internazionale, ma anche di riflettere sul suo futuro in un'epoca segnata dalle incertezze.

La pace, i diritti umani e la giustizia internazionale rimangono comunque i punti chiave. Da Ginevra, il Consiglio per i diritti umani dell'ONU e l'Alto Commissariato per i diritti umani, sostenuti da una miriade di ONG, promuovono e difendono i diritti umani in tutto il mondo.

"Finché l'ONU e il sistema internazionale rimarranno aperti alla società civile, Ginevra continuerà ad avere un effetto calamita", afferma spiega Julien Beauvallet, responsabile del Centro d'accoglienza della Ginevra internazionale (CAGI).

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