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Il cuore svizzero dell'ospedale internazionale di Napoli

A Napoli dal 1877 è attivo l’ospedale internazionale, un nosocomio nato per garantire l’accesso a cure di qualità ai cittadini stranieri del Regno di Napoli che sin dall’inizio ha avuto un cuore svizzero: dal primo presidente Tell Meuricoffre alla famiglia Koller-Tangari che lo gestisce oggi.

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 settembre 2022 - 12:30
Mario Messina

All’angolo tra via Tasso e Corso Vittorio Emanuele, nel salotto buono di Napoli, c’è sempre un via vai di giovani donne in dolce attesa. Sono dirette alla Casa di Cura "Ospedale internazionale", una struttura sanitaria storica che negli ultimi decenni è diventata un centro d’eccellenza in ginecologia. Sebbene il nome richiami una generica "internazionalità", nel logo è evidente il cuore svizzero dell’ospedale: una bandiera italiana e una svizzera che si incrociano. "Per me rappresentano mamma e papà", spiega a tvsvizzera.it Filippo Tangari, presidente e AD del gruppo HCI che oggi possiede l’Ospedale dopo averlo acquistato negli anni Ottanta.

Ospedale 'confessionale'

"Una forte presenza svizzera in questo ospedale c’è sempre stata", racconta il dottor Tangari, "anche prima che la mia famiglia entrasse nella gestione". L’idea di fondare a Napoli un piccolo ospedale per accogliere i fedeli non cattolici presenti in città venne per la prima volta al pastore protestante Louise Vallette nel 1830. Il pastore Vallette arrivò nella capitale del Regno delle Due Sicilie in qualità di cappellano dell’ambasciata svizzera in un periodo in cui la comunità elvetica all’ombra del Vesuvio era numerosissima (fu lui, tra le altre cose, a fondare la scuola svizzera di Napoli, attiva fino al 1984).

Già nel 1838, dunque, grazie all’iniziativa di Vallette a Napoli fu possibile aprire una prima struttura dedicata ai malati di fede non cattolica. Una "infermeria protestante", secondo i documenti dell’epoca che non era ancora equiparabile a un vero e proprio ospedale.

Fu soltanto nel 1877 che, grazie alle trattative tra gli esponenti delle diverse colonie straniere presenti in città, fu aperta la prima sede dell’Ospedale internazionale nel centro storico di Napoli, a vico dei Miracoli. I soldi per pagare il canone di locazione e la paga a medici e infermiere erano offerti dagli esponenti di spicco delle varie colonie straniere. Una situazione precaria che terminò quando una gentildonna inglese, tale lady Harriet Bentinck, decise di offrire ben 4'000 sterline per l’acquisto di una sede propria e per la formazione di un Trust internazionale che gestisse le finanze dell’ospedale. Fu così che nel 1884 il nosocomio si stabilì nella sede in cui si trova ancora oggi. Il Trust Bentinck decise di affidare il compito di presiedere l’ospedale al signor Tell Meuricoffre, cittadino svizzero che mantenne la carica fino alla sua morte avvenuta nel 1900.

L’ospedale continuò a funzionare per diversi anni, non solo garantendo un servizio di qualità a tutti i membri della comunità straniera presente sul territorio ma anche fornendo assistenza sanitaria gratuita a chiunque – straniero a Napoli – non si trovasse nelle condizioni di poter pagare.

"Se noi siamo arrivati a gestire questa struttura è grazie a un altro cittadino svizzero che decise di venire qui a Napoli", racconta il dottor Tangari. Si tratta dell’allora trentunenne Paul Burckhard, un giovane medico svizzero nato a Messen nel 1902 e che nel 1933 decise di accettare l’incarico di Direttore sanitario della struttura napoletana.

Una storia di famiglia

Negli anni della sua direzione, Burckhard continuò a richiedere la presenza di giovani medici elvetici che lo aiutassero nella organizzazione e nella gestione dell’ospedale. La dottoressa Hanna Koller di Küssnacht, vicino Zurigo, fu una di queste. Era la madre del dottor Filippo Tangari. "Fu proprio all’interno di questo ospedale che lei e mio padre si incontrarono", racconta. Il dottor Corrado Tangari e la dottoressa Hanna Koller continuarono a lavorare nell’ospedale per diverso tempo.

Ma erano anni di profondi mutamenti sia a livello internazionale (due guerre mondiali prima, la guerra fredda poi), sia a livello locale. Con l’annessione al Regno d’Italia nel 1861, Napoli smise di essere la capitale di uno dei più importanti regni d’Europa e perse la sua attrattività verso l’esterno. Tanto che, nel corso dei decenni successivi, la comunità svizzera (e più in generale quella straniera) iniziò ad assottigliarsi fino a quasi scomparire. Per questo motivo, quando nel 1980 il terremoto dell’Irpinia provocò danni strutturali all’edificio di Via Tasso, il Trust che portava il nome di Lady Bentinck decise che metter mano al portafogli per riparare una struttura alla quale si rivolgevano sempre più locali e sempre meno stranieri non conveniva. Per questo ne decise la chiusura.

Fu così che la coppia Koller-Tangari decise di acquisire l’ospedale nel quale si erano conosciuti e di dare inizio alla seconda vita dell’Ospedale internazionale


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