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La fine del segreto bancario

La Svizzera ha attirato a lungo l’attenzione internazionale per il suo segreto bancario. D’ora in poi diventerà però molto difficile nascondere del denaro anche presso le banche elvetiche. 

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 gennaio 2017 - 13:31
swissinfo.ch/am

Dall’inizio di quest’anno sono entrati in vigore i nuovi standard internazionali sullo scambio automatico d’informazioni bancarie, che mirano innanzitutto a impedire l’evasione fiscale. D’ora in poi gli averi e i redditi dei capitali depositati da clienti stranieri nelle banche svizzere saranno comunicati alle autorità fiscali del paese in cui sono imponibili. A quest’accordo partecipano un centinaio di paesi. 

Una grande falla nel segreto bancario elvetico si era già aperta nel 2014, quando la Svizzera si era vista costretta a cedere alle pressioni americane e a porre in vigore l’accordo Fatca (Foreign Account Tax Compliance Act), per mezzo della quale gli Stati uniti esigono tutti i dati sui capitali detenuti nel mondo da persone assoggettate all’obbligo fiscale statunitense. 

Se con Fatca e lo scambio automatico d’informazioni, la Svizzera volta definitivamente una pagina nella storia della sua piazza finanziaria e dà inizio ad una nuova collaborazione con gli altri paesi a livello fiscale, i clienti svizzeri resteranno anche in futuro “protetti” dal segreto bancario. I dati dei loro conti non potranno essere utilizzati dalle autorità fiscali svizzere, salvo in caso di gravi reati fiscali.

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