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Il certificato Covid dovrebbe superare la prova delle urne

Nonostante la virulenta campagna contro il certificato sanitario, il popolo svizzero continua a sostenere la Legge Covid-19. Keystone/Ennio Leanza

Nonostante le manifestazioni anti-certificato sanitario, la maggioranza del popolo elvetico continua a sostenere la Legge Covid, stando al secondo sondaggio della SSR in vista delle votazioni federali del 28 novembre. L'iniziativa sulle cure infermieristiche conferma il successo, mentre l'iniziativa sulla giustizia sembra ormai condannata.

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 novembre 2021 - 06:00

Vivacemente contestato nelle strade, il certificato Covid sembra sedurre alle urne. Il 28 novembre, il popolo svizzero dovrebbe approvare la modifica della Legge Covid del 19 marzo 2021, modifica che fornisce la base legale per il pass sanitario, nonché diverse altre misure.

A dieci giorni dallo scrutinio, il campo del "sì" riesce a conservare un vantaggio di 23 punti percentuali. L'adesione al testo si attesta al 61%, una proporzione stabile rispetto all'ultimo sondaggio della Società svizzera di radiotelevisione (SSR) realizzato all'inizio di novembre dall'istituto gfs.bern. Anche il campo del "no" marcia sul posto, al 38%, mentre solo l'1% resta indeciso.

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La Quinta svizzera si mostra più divisa sulla modifica di legge. Il 49% delle persone svizzere residenti all'estero la sostiene, mentre il 49% vi si oppone. Svizzere e svizzeri all'estero si mostrano più critici nei confronti del certificato e temono che le misure sanitarie possano portare a una sorveglianza di massa, emerge dal sondaggio.

Il sondaggio

Per la seconda indagine demografica in vista delle votazioni federali del 28 novembre 2021, l'istituto gfs.bern ha interpellato, tra il 3 e l'11 novembre, 23'997 persone con diritto di voto in Svizzera, selezionate in modo rappresentativo e ripartite in tutte le regioni linguistiche. Il margine d'errore statistico è di +/- 2,8 punti percentuali.

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La Legge Covid-19 polarizza in modo più marcato rispetto a un mese fa. Se tra coloro che normalmente votano a sinistra fino al Partito liberale radicale il sostegno alla modifica si è accentuato, l'opposizione si è invece fatta più incisiva tra le persone con simpatie per la destra conservatrice. Anche coloro senza affiliazione politica, chi non si fida del governo e coloro che non si sono fatti vaccinare intendono scrivere "no" sulla scheda di voto.

Gli argomenti del campo del "sì" convincono più di quelli di chi si oppone al testo. Le persone che sostengono la modifica temono in particolare la soppressione di alcuni aiuti finanziari qualora la spunti il "no" e ritengono che il certificato Covid sia un buono strumento per ritornare a una vita più normale.

Iniziativa per le cure infermieristiche sulla buona strada

L'iniziativa popolare sulle cure infermieristiche sembra da parte sua dirigersi verso una vittoria il 28 novembre.

Due terzi delle persone interpellate si dicono a favore. Il sostegno è calato dell'11% nel corso della campagna, seguendo lo schema classico di un'iniziativa popolare, ma resta comunque eccezionalmente elevato. Il campo del "no" rappresenta solo il 27% delle intenzioni di voto, mentre il 6% non sa ancora come votare.

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Gli argomenti del comitato d'iniziativa sembrano colpire nel segno. Il 90% di chi ha risposto al sondaggio è dell'opinione che vada trovato un rimedio contro la penuria di personale sanitario e vadano migliorate le condizioni di lavoro. La pandemia svolge un ruolo importante a favore del progetto, più dell'80% ritiene che il coronavirus abbia aumentato la pressione sulle persone che lavorano nel settore e che bisogna fare di più che applaudirle dai balconi.

Una leggera maggioranza (50%) delle persone interpellate indica di preferire il controprogetto indiretto che prevede di investire un miliardo di franchi nella formazione. Elaborato da Governo e Parlamento, entrerà in vigore se l'iniziativa sarà respinta. 

Se accettata, l'iniziativa "Per cure infermieristiche forti" farà parte delle rare iniziative ad essere approvate dal popolo (una su dieci). L'ultima ad avere successo è stata l'iniziativa che chiedeva il divieto di indossare il burqa nei luoghi pubblici, lo scorso marzo.

L'iniziativa per la giustizia non percorre invece la via del successo. Il testo che propone di designare i giudici federali con un'estrazione a sorte dovrebbe essere rifiutata dal popolo. Il campo del "no" ha guadagnato punti durante la campagna. Il 50% dell'elettorato intende respingere il testo, mentre il 41% è favorevole. Chi è indeciso rappresenta ancora il 9%.

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La maggior parte degli elettori e delle elettrici non vuole lasciare l'elezione dei magistrati al caso, ritenendo che questo metodo potrebbe minare la legittimazione democratica di un'elezione. D'altro canto, la maggioranza di chi ha risposto non sostiene neanche il sistema attuale, che obbliga i giudici del Tribunale federale ad avere un'affiliazione partitica.

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