Navigation

I quadri notturni della Passione di Cristo

Trasparente di Giovanni Battista Bagutti (1789-92). Museo d'Arte Mendrisio

Le processioni storiche del Giovedì e del Venerdì Santo sono una tradizione di Mendrisio nota anche oltre i confini nazionali.

Questo contenuto è stato pubblicato il 07 marzo 2005 - 15:41

Parte integrante di questa tradizione popolare religiosa della Settimana Santa i Trasparenti, ossia quadri notturni illuminati.

Unici al mondo, la storia dei Trasparenti di Mendrisio si perde nella notte dei tempi e conservano, ancora oggi, un valore storico, culturale e teologico.

Un tempo illuminati dalla luce delle candele e imbevuti di cera e trementina (oggi l’illuminazione è garantita da lampade), i Trasparenti illustrano le tappe salienti della Passione di Cristo così come tramandata dal Nuovo Testamento.

L’introduzione di elementi teologici nell’arte voluti dal Concilio di Trento, limitano tuttavia la libertà espressiva dell’artista. Da quel momento la sua mano sarà guidata dal teologo, interprete rigoroso delle Sacre scritture: l’arte non più fine a se stessa, dunque, bensì veicolo di fede.

Alle radici dell’arte sacra



La storia dei Trasparenti di Mendrisio è stata ripercorsa con rigore e passione dallo storico Giorgio Lazzeri e dal teologo Renzo Petraglio e raccontata in uno dei libri più completi, forse l’unico, sui quadri notturni.

I due autori, armati di certosina pazienza, hanno rivisitato la storia sacra con spirito critico e comunque rivolto al futuro. Per permettere, sostanzialmente, a chi vorrà realizzare dei nuovi Trasparenti di conoscerne la storia e le antiche tecniche di realizzazione.

I Trasparenti affondano le loro radici nel periodo Cinquecentesco della Controriforma e nel periodo di insediamento dei Padri Serviti (ordine dei Servi di Maria fondato a Firenze nel 1233) a Mendrisio a partire dal 1477.

In onore della Madonna



I Padri Serviti, provenienti dalla Spagna, si insediano nel Borgo, introducono la devozione della Madonna Addolorata e stabiliscono un calendario di diversi momenti di celebrazioni, tra cui: il triduo (un ciclo di preghiere di tre giorni) di Sessagesima, il Settenario Pasquale (con il tradizionale canto dello Stabat Mater) e le processioni del Giovedì e del Venerdì Santo.

Riti antichi, dunque, parte integrante della tradizione religiosa locale. E sempre vivi. Ancora oggi, infatti, la devozione alla Vergine Addolorata e le processioni costituiscono un momento di raccoglimento e di fervore popolare.

La minuziosa ricerca di Lazzeri e Petraglio ricorda che sono due le novità introdotte dai Padri Serviti a Mendrisio: il culto della Vergine dei sette dolori (la statua delle sette spade che trafiggono il cuore di Maria è conservata nella chiesa di San Giovanni) e l’ "Enterro", ossia la processione del Venerdì santo.

Gli antichi fanali del Venerdì Santo



Sin dalla sua introduzione, l’ "Enterro" è accompagnato da fanali luminosi, lampioni che illuminano la notte. Nel Seicento servono prevalentemente a questo scopo. E’ solo dopo la metà del secolo che la tradizione si amplia e si arricchisce di contenuti teologici.

Sotto l'influsso delle rigorose direttive dottrinali del Concilio di Trento, l’arte dei trasparenti evolve. L’aggiunta di elementi parietali e l’avvento dei trittici (note anche con il nome di "porte") ne rafforza il carattere didattico e religioso.

Con la cacciata dei Padri Serviti da Mendrisio, lo splendore dei trasparenti si spegne. Gli artisti si sentono più liberi nella loro espressione, ma i contenuti perdono di spessore fino a svuotarsi quasi completamente di ogni valore sacro.

Valorizzare e custodire



Gli originali di quegli antichi capolavori unici al mondo sono oggi custoditi con cura dalle autorità di Mendrisio. Durante la settimana Santa una parte dei Trasparenti esposti sono infatti delle riproduzioni. Riproduzioni affiancate ad opere moderne, inevitabilmente elementi di rottura rispetto al passato.

Del resto anche le processioni stesse, in calendario i prossimi 24 e 25 marzo, hanno assunto una connotazione turistico-folcloristica, specialmente quella del Giovedì Santo.

Tutti sembrano comunque riconoscere l’importanza della conservazione dei quadri notturni, patrimonio artistico e culturale di grande valore. E anche chi desidera realizzarne dei nuovi deve sottostare al giudizio di una commissione di esperti.

swissinfo, Françoise Gehring, Mendrisio

Fatti e cifre

Il vero e proprio quadro notturno nasce nel cuore del Seicento.
Nel 1852 la partenza forzata dei Padri Serviti
Nella seconda metà dell’Ottocento i Trasparenti entrano in una fase di decadenza
Nel 1995 pubblicato un libro dedicato interamente ai Trasparenti

End of insertion

In breve

Il Museo d’Arte di Mendrisio custodisce gli oltre 650 Trasparenti eseguiti dalla fine del XVIII secolo fino ai giorni nostri per le processioni della Settimana Santa.

Patrimonio di straordinario valore, essi costituiscono una testimonianza unica, storica e religiosa della regione. Tra i quadri notturni custoditi quelli dell’artista Giovan Battista Bagutti (1742-1823), maestro di Rovio.

End of insertion

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: tvsvizzera@swissinfo.ch

Partecipa alla discussione!

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.