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I privilegi fiscali dei ricchi

Michael Schumacher, soddisfatto per i suoi successi ma anche il trattamento privilegiato da parte del fisco svizzero Keystone

Alcune migliaia di ricchi stranieri residenti in Svizzera possono permettersi anche il lusso di versare al fisco soltanto un'infima percentuale del loro reddito.

Questo contenuto è stato pubblicato il 11 novembre 2004 - 14:12

Un trattamento preferenziale, sempre più diffuso, che solleva l'irritazione della popolazione e della classe politica.

Sono oltre 3’000 i cittadini stranieri che possono apprezzare la Svizzera per un motivo in più degli altri: vengono trattati con i guanti dal fisco.

Sono i beneficiari della cosiddetta tassazione globale o forfettaria: il loro carico fiscale non viene calcolato in base al reddito o al patrimonio effettivo, come per tutti gli altri contribuenti.

Questi privilegiati vengono tassati invece in base al loro “tenore di vita“, un concetto piuttosto vago dal profilo fiscale.

Concretamente devono sborsare, di regola, un importo che corrisponde, come minimo, a cinque volte il canone di affitto annuale o il valore locativo della loro dimora.

L’importo pagato è spesso non indifferente, ma di certo non impedisce a nessuno di questi ospiti benestanti di conservare un buon tenore di vita.

Beneficiari in aumento

Ad esempio, il campione di Formula uno Michael Schumacher versa apparentemente 2 milioni di franchi all’anno al fisco svizzero.

Una somma a prima vista cospicua. Corrisponde però soltanto al 2 percento del suo reddito annuale (circa 100 milioni) e a 2 millesimi di un patrimonio che sfiora ormai un miliardo.

Una tassazione pari al 2% del proprio reddito è quanto sognano praticamente tutti in Svizzera. A cominciare dalle persone dipendenti, tassate su ogni centesimo guadagnato.

Il numero dei beneficiari della tassazione globale dovrebbe aumentare notevolmente nei prossimi anni: l'entrata in vigore, nel giugno del 2004, della seconda tappa dell’accordo sulla libera circolazione delle persone tra Svizzera e UE ha praticamente spalancato le porte della Confederazione ai ricchi europei.

Autorità disponibili

Da parte loro, Cantoni e Comuni sembrano sempre più disposti a farne uso di questa formula fiscale per attirare facoltosi stranieri ed aumentare gli introiti fiscali in un periodo di vacche magre.

Nell'autunno scorso, la rivista Beobachter a voluto mettere alla prova la “disponibilità” fiscale di una trentina di Comuni, inviando loro una lettera a nome di un fittizio avvocato che cercava una dimora per un milionario straniero.

Ben un terzo dei Comuni contattati non hanno esitato ad attirare l’attenzione sulla possibilità di accordare una tassazione globale all’inesistente milionario.

L’iniziativa del Beobachter ha rilanciato le polemiche su una tassazione che irrita la popolazione e viene considerata ingiusta anche dalla classe politica.

Ma mentre a sinistra si vorrebbe abolirla, a destra si pensa piuttosto alla possibilità di estenderla anche ai ricchi svizzeri.

Abolizione in discussione

Durante la sessione primaverile delle Camere, la spinosa tassazione ritorna sul banco dei parlamentari, chiamati a chinarsi su un’iniziativa abolizionista lanciata dalla consigliera nazionale socialista Susanne Leutenegger Oberholzer.

"Si stima che questa tassazione permette ai suoi beneficiari di versare al fisco soltanto un decimo di quanto dovrebbero pagare normalmente. In tal modo si viola il principio dell’uguaglianza fiscale e si intacca il senso morale degli altri contribuenti", afferma la parlamentare basilese.

"La Svizzera è già abbastanza attrattiva dal profilo fiscale e non deve ricorrere al dumping fiscale per attirare ricchi stranieri. Senza dimenticare che questi metodi rischiano di suscitare sempre più l'ostilità dell'Unione europea".

Privilegi anche in altri paesi

Un rischio non condiviso da Marco Bernasconi, docente di diritto tributario all’Università della Svizzera italiana.

“La tassazione globale viene praticata soltanto in Svizzera, però non va dimenticato che anche molti altri paesi europei offrono privilegi fiscali”, rileva l‘esperto.

Un studio condotto nel 2002 dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha infatti individuato negli Stati europei ben 36 norme fiscali definite "pregiudizievoli".

“La tassazione globale può sollevare una certa perplessità. D’altra parte, però, porta un gettito fiscale importante per le autorità, in un periodo in cui si parla continuamente di tagliare le prestazioni sociali o di aumentare le imposte per risanare le casse pubbliche”, ritiene Bernasconi.

Penalizzati gli svizzeri dell'estero

L'esperto fiscale è contrario ad un'abolizione della tassazione globale, ma anche ad una sua estensione ai ricchi svizzeri.

"Non si può parlare di una disparità di trattamento nei confronti degli svizzeri, dal momento che questa imposta non viene applicata ai redditi conseguiti in Svizzera dagli stranieri, ma soltanto ai soldi guadagnati da loro all'estero", sottolinea Bernasconi.

A suo avviso, una disparità di trattamento esiste semmai nei confronti dei connazionali all'estero che ritornano in Svizzera. Attualmente possono beneficiare anche loro della tassazione globale, ma soltanto per il primo anno dopo il loro ritorno e a condizione che l'assenza sia durata almeno 10 anni.

"Quando ritornano si ritrovano quindi penalizzati rispetto a ricchi stranieri che vengono ad abitare in Svizzera e beneficiano di questo privilegio fiscale", ritiene l'esperto.

swissinfo, Armando Mombelli

Fatti e cifre

Oltre 3'000 stranieri residenti in Svizzera beneficiano della tassazione globale.
Questa formula fiscale viene praticata da circa la metà dei cantoni.
Il 90% dei beneficiari risiedono nei cantoni Vaud, Ginevra, Vallese, Ticino e Grigioni.
Le perdite fiscali dovute all'applicazione della tassazione globale sono stimate complessivamente a circa 2 miliardi di franchi.

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In breve

La tassazione globale viene accordata soltanto a stranieri facoltosi che non conseguono un reddito in Svizzera.

Può essere applicata anche agli svizzeri dell'estero che ritornano in Svizzera, ma soltanto per il primo anno fiscale e a condizione che la loro assenza sia durata almeno 10 anni.

L'imposta pagata in base alla tassazione globale corrisponde, come minimo, a cinque volte l'importo annuale del canone di affitto o del valore locativo.

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