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I lettori mp3 diventeranno più cari

Anche gli amanti dei download pirata saranno chiamati alla cassa: iPod & Co. saranno tassati Keystone

La Corte suprema svizzera ha dato il via libera all'introduzione di una tassa sui diritti d'autore che colpirà i lettori di musica mp3 e i videoregistratori.

Questo contenuto è stato pubblicato il 11 luglio 2007 - 13:47

La sentenza ha suscitato reazioni contrastanti: le associazioni dei consumatori si dicono deluse, mentre l'organizzazione che rappresenta gli operatori culturali elvetici applaude.

I lettori di musica mp3 e i videoregistratori diventeranno presto più cari. Respingendo alcuni ricorsi, il Tribunale federale ha infatti dato via libera all'introduzione di una tassa sui diritti d'autore per questo genere di apparecchi.

Nel gennaio 2006 la Commissione arbitrale federale per la gestione dei diritti d'autore aveva approvato il nuovo balzello, che si applicherà agli apparecchi digitali di registrazione, come l'iPod o un DVD-R. I commissari avevano escluso dal procedimento le quattro associazioni dei consumatori svizzere, perché a loro avviso esse non avevano sufficientemente dimostrato di rappresentare gli interessi dei loro assistiti in questo settore. Una posizione confermata nella sentenza pubblicata mercoledì dal Tribunale federale (TF).

Consumatori delusi, artisti soddisfatti

La sentenza ha profondamente deluso le associazioni dei consumatori. La decisione di non riconoscere la legittimazione a ricorrere è formalistica e incomprensibile, affermano all'unisono la Fondazione per la protezione dei consumatori (FPC) e il Forum dei consumatori: ad utilizzare gli apparecchi in questione e a pagare i relativi balzelli sono in ultima analisi i clienti finali, e non è giustificabile che non abbiano voce in capitolo. La sentenza, aggiunge Andreas Tschöpe, segretario politico della FPC, rischia poi di aprire le porte a tasse su qualunque tipo di apparecchi.

Di tenore opposto la reazione di Suisseculture, l'organizzazione federativa degli artisti svizzeri, secondo cui i giudici hanno finalmente fatto chiarezza sul tema e riconosciuto il diritto agli artisti di essere remunerati per le loro opere musicali e video indipendentemente dalla tecnica utilizzata per conservarle.

Secondo l'associazione, che rappresenta circa 60'000 operatori culturali elvetici, è quindi corretto che si paghi un diritto d'autore non solo su supporti vergini asportabili, come i CD o i DVD, bensì anche su apparecchi specificatamente pensati per registrare canzoni o film.

Tra troppo e troppo poco

Secondo i consumatori, la tassa farebbe rincarare un lettore mp3 di 10-30 franchi, e di 90 franchi un videoregistratore con disco rigido integrato.

Troppo poco, ritengono ProLitteris, la Società svizzera degli autori (SSA), la Società svizzera per i diritti degli autori di opere musicali (SUISA), Swissimage e Swissperform. Queste associazioni, che cercano di evitare ai loro affiliati una diminuzione degli introiti dovuti alla facilità con cui oggi vengono copiati e scambiati brani e film, hanno quindi impugnato presso il TF la decisione delle commissione arbitrale.

Anche in questo caso i giudici di Losanna hanno però risposto picche: i commissari non hanno superato il margine di manovra a disposizione e non sono quindi sconfinati nell'arbitrio.

Non su tutti gli apparecchi

Il Tribunale federale ha respinto anche un ricorso dell'Associazione economica svizzera della tecnica di informazione, di comunicazione e di gestione (SWICO), che contestava quella che considerava una tassa indiscriminata su tutti gli apparecchi.

Il TF ha risposto che la tassa si applica ai soli strumenti destinati alla registrazione di opere coperte dal diritto d'autore. L'imposta non viene prelevata ad esempio sui dischi rigidi dei computer, perché non sono prioritariamente utilizzati per registrare musica. Le nuove tasse - che colpiscono fabbricanti e importatori, e solo indirettamente i consumatori - entreranno in vigore il 1. settembre.

swissinfo e agenzie

Legge sui diritti d'autore

Il parlamento svizzero sta attualmente vagliando una proposta di revisione della legge sui diritti d'autore voluta dal governo per adeguare la legislazione elvetica a due trattati dell'Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale, approvati dai 127 Stati membri.

La principale misura prevista dal progetto è l'introduzione di un divieto di eludere le misure tecniche come il blocco dell'accesso a servizi internet o il blocco della riproduzione su CD e DVD. Il divieto comprende anche la fabbricazione e la distribuzione di software, nonché l'offerta di servizi per raggirare i dispositivi di protezione.

Il governo vuole inoltre estendere agli interpreti e ai produttori il diritto dell'autore di diffondere online contenuti protetti.

Tra le altre misure principali figura l'introduzione di un sistema di protezione sulle informazioni elettroniche allo scopo di identificare le opere protette e le condizioni alle quali possono essere utilizzate.

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