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I Gotthard presentano "il loro album più completo"

Il cantante dei Gotthard, Steve Lee Keystone

Sta oramai per uscire ufficialmente il nuovo album, intitolato "Homerun", della rockband svizzera che, negli ultimi anni, ha riscontrato il maggior successo. L'ultimo lavoro dei Gotthard sarà sugli scaffali dei negozi a partire dal 29 gennaio. swissinfo ha incontrato Leo Leoni, chitarrista del gruppo e co-compositore di molte delle nuove canzoni.

Questo contenuto è stato pubblicato il 28 gennaio 2001 - 11:28

Gli ormai famosi Steve Lee, Leo Leoni, Marc Lynn, Hena Habegger e Mandy Meyer, sono sulla cresta dell'onda dal 1992, anno di pubblicazione del loro primo Lp, che riscosse un sorprendente successo. Da allora il gruppo ha collezionato tutta una serie di riconoscimenti: dischi d'oro e di platino svizzeri, hit da primi posti nelle classifiche in Svizzera, Germania e Giappone, esibizioni dal vivo spesso da tutto esaurito e prese d'assalto da migliaia di fans.

Ora la rockband propone il suo sesto lavoro intitolato "Homerun". In anteprima circola, già da alcune settimane, il singolo "Heaven" che, manco a dirlo, sta funzionando parecchio bene e che, per la prima volta nella storia dei singles dei Gotthard, è stato premiato con un disco d'oro. swissinfo ne ha parlato con il ticinese Leo Leoni, chitarrista del gruppo e co-compositore di otto dei dodici nuovi brani.

"Penso che questo sia il disco più significativo dei Gotthard: si tratta del più bilanciato dall'inizio della nostra avventura musicale. Abbiamo voluto riassumere l'esperienza accumulata in 10 anni in giro per il mondo in un disco completo che, proprio per questa sua caratteristica, presenta diversi generi" constata Leo Leoni. In "Homerun" trovano posto pezzi tipicamente rock, accompagnati da dolci ballate e da brani acustici, tutti rigorosamente "in stile Gotthard".

L'album s'intitola "Homerun", termine proveniente dal gergo del baseball che definisce il percorso completo del giocatore attorno alle quattro basi che compongono il "diamante", il terreno da gioco. "Questo disco è un po' il nostro Homerun" spiega il simpatico chitarrista, "sia dal punto di vista musicale, con i diversi generi che contiene, sia da quello logistico, poiché è stato registrato nel nostro nuovo studio di Lugano, città dalla quale era partita la nostra avventura 10 anni fa".

Qual è il segreto dei Gotthard, unica, tra le formazioni rock svizzere, a sfondare anche all'estero? Leo Leoni sottolinea il ruolo da attribuire alla costanza e alla convinzione con le quali lo staff intero porta avanti il loro pensiero musicale. "Siamo inoltre una band che ha fatto moltissimi concerti e che proprio dal vivo riesce a dare il meglio di se. Inoltre, il nostro genere musicale, magari non alla moda, ma nel quale crediamo fermamente, continua ad avere un buon seguito".

Il gruppo si è sempre impegnato nel sostegno di azioni di beneficenza. Ad esempio da diversi anni i Gotthard sostengono l'azione Telethon, a favore della lotta contro la distrofia muscolare. "...e sicuramente continueremo a farlo!". Un progetto che invece non sembra avere molte chances è quello di registrare una canzone in italiano. Dall'inizio della carriera, la band offre brani in inglese e, stando alle parole di Leo Leoni, "mai dire mai, però, almeno per il momento, non abbiamo in previsione di cambiare la lingua nella quale ci esprimiamo nei nostri dischi".

Intanto, a metà febbraio, partirà la tournée che vedrà la band impegnata in un centinaio di concerti in tutta Europa ed in Giappone. Tra fine marzo e metà aprile le date in Svizzera.

Marzio Pescia

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