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I cantoni firmano la pace linguistica

Plurilinguismo sì, ma ogni cantone mette le sue priorità swissinfo C Helmle

Dal 2012 alle elementari svizzere si insegneranno due lingue straniere, di cui una nazionale. È il compromesso adottato dai direttori cantonali dell'educazione.

Questo contenuto è stato pubblicato il 31 marzo 2004 - 20:20

I romandi introdurranno il tedesco, mentre la maggior parte dei cantoni tedeschi darà la priorità all'inglese. In Ticino si privilegiano francese e tedesco.

«L'insegnamento obbligatorio di una seconda lingua nazionale fin dalla scuola elementare è primordiale per un paese plurilingue come il nostro», ha affermato mercoledì a Berna Hans Ulrich Stöckling, presidente della Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE).

«Bisogna approfittare dell'apprendimento precoce delle lingue. Questa strategia, elaborata tenendo conto anche dei programmi dell'Unione europea, permetterà pure agli svizzeri di essere competitivi sul mercato del lavoro rispetto agli europei», ha aggiunto.

La strada imboccata dai 26 cantoni, che dispongono di larga autonomia nella gestione dei rispettivi programmi, verte ad armonizzare l'insegnamento delle lingue in tutto il paese. Su un punto focale si è trovato il consenso: dalla terza elementare tutti gli allievi inizieranno ad imparare una lingua straniera, dalla Quinta una seconda.

24 cantoni si sono espressi a favore di questa soluzione. Solo Lucerna e Appenzello esterno si sono astenuti dal votare un abbassamento dell’età di insegnamento delle lingue.

Soluzioni cantonali

Se il principio dell’età di insegnamento è definito, rimane da stabilire quale lingua abbia la precedenza. Qui, in una salomonica sentenza da federalisti incalliti, i direttori dell’educazione cantonale hanno aperto la strada alla varietà; gli accenti posti sono molto diversi.

I romandi cominceranno con il tedesco, e due anni dopo passeranno all'inglese, mentre la maggior parte degli allievi germanofoni dovranno familiarizzarsi con la lingua di Shakespeare in terza classe per poi incontrare il francese in quinta. Gli scolari ticinesi inizieranno a studiare il francese in terza e il tedesco in quinta, l’inglese sarà introdotto solo dal settimo anno.

Nelle regioni germanofone dei cantoni Friburgo e Vallese sarà privilegiata la lingua di Molière, come si è fatto fin ora. Una scelta che potrebbero seguire pure i due semicantoni di Basilea e Berna.

Nel trilingue Grigioni, invece, la prima lingua straniera sarà un idioma cantonale. Chi parla italiano o romancio si dedicherà al tedesco; i comuni di lingua tedesca possono già scegliere fra l’italiano e il romancio, secondo il principio di contiguità territoriale. Segue poi l'inglese e non più il francese.

Non tutti soddisfatti

La decisione di mercoledì della CDPE è una vittoria per Zurigo, che si era battuto per l'insegnamento precoce dell'inglese, ha ricordato la consigliera di Stato zurighese Regine Aeppli.

Ma la soluzione non è incontestata. Il Ticino e i cantoni romandi deplorano il fatto che la decisione non sia unanime in tutte le regioni germanofone. Secondo il consigliere di stato bernese Mario Annoni, la prima lingua straniera avrebbe dovuto essere una lingua nazionale.

Il tema della coesione nazionale è stato più volte discusso. Non sono mancate nemmeno le accuse di utilitarismo nell’insegnamento ai fini dell’economia e di appiattimento del contenuto culturale della lingua. Ma evidentemente non sono riuscite a convincere i fautori dell’inglese.

Dall’altra parte ci sono gli insegnanti, soprattutto nella Svizzera tedesca, che temono che i programmi scolastici vengano sovraccaricati. È soprattutto nelle regioni ad alta densità di immigrati che il problema si fa acuto. Per gli allievi alloglotti, un’ulteriore lingua, oltre a quella del posto, è un peso che può intaccare le pari opportunità nella carriera scolastica.

Introduzione progressiva

Stando al calendario stabilito dalla CDPE, tutti i cantoni dovranno conformarsi alle direttive entro il 2010. A partire dall'anno 2006/2007 la seconda lingua nazionale dovrà essere insegnata al più tardi in quinta e l'inglese al settimo anno di scuola.

Nel frattempo verranno fissati gli standard linguistici e le esigenze didattiche richieste agli insegnanti, ha precisato la CDPE. Nel 2006 e 2008 saranno pure create un'agenzia nazionale per la promozione degli scambi linguistici e un centro nazionale di competenze sulle lingue.

swissinfo e agenzie

In breve

La strategia adottata il 25 marzo 2004 dalla Conferenza dei 26 direttori dell’educazione cantonali è stata confermata: gli allievi svizzeri impareranno al più tardi dal 2012 due lingue straniere già nella scuola elementare.

Dal 2010 la prima lingua sarà introdotta dalla terza classe, poco dopo verrà introdotta una seconda dalla quinta elementare.

Non c’è unità invece sulla priorità ad una lingua nazionale. Una parte dei cantoni svizzerotedeschi, capeggiata da Zurigo, darà la precedenza all’inglese.

Per la maggior parte dei cantoni si tratta di un abbassamento dell'inizio dell'insegnamento delle lingue straniere. Attualmente nelle elementari si insegna di regola solamente un altro idioma.

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