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Hermann Hesse tra amore e odio

Hermann Hesse a Montagnola, suo paese adottivo a sud delle Alpi. Fondazione Hermann Hesse

Un congresso internazionale a Berna ricorda Hermann Hesse a 50 anni dalla sua morte. Anche la Germania celebra lo scrittore dalla doppia cittadinanza. Eppure, quando era in vita, Hesse ha avuto un rapporto alquanto difficile con i tedeschi.

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 marzo 2012 - 09:51
Paola Carega, Berlino, swissinfo.ch

È più bella di Napoli o di Vienna, diceva Hermann Hesse di Calw, la sua città natale. «La più bella città che io conosco è Calw sul Nagold, una piccola, antica e sveva cittadina della Foresta Nera», scriveva nel 1918.

Ancora oggi, la città dalle tipiche case a graticcio nella regione settentrionale della Foresta nera, che conta non meno di 200 edifici storici, merita senza dubbio una visita. Soprattutto quest’anno. In occasione del 50esimo anniversario della morte di Hermann Hesse, Calw ricorda infatti il “suo” premio Nobel per la letteratura con una lunga serie di manifestazioni.

Per la città del Baden-Württemberg, la figura di Hermann Hesse rappresenta una vera e propria attrazione turistica. Nel 2010 i pernottamenti, per la maggior parte di visitatori stranieri, sono stati circa 80'000.

L’offerta estiva di Calw propone un programma di tre giorni incentrato sullo scrittore. Il pacchetto comprende un giro della città sulle tracce di Hermann Hesse, la visita del museo a lui dedicato, un buono per un menù “alla Hermann Hesse” e un libro del 1962.

Tra il giorno della nascita di Hesse (2 luglio) e quello della sua morte (9 agosto), Calw propone inoltre concerti, letture pubbliche e passeggiate letterarie. Al museo si può poi ammirare una selezione dei suoi acquarelli.

Amato dai lettori, ma non dai critici 

I festeggiamenti di Calw non devono tuttavia trarre in inganno. L’interesse della Germania per il grande scrittore è in effetti limitato. E questo nonostante il fatto che Hesse faccia parte, assieme a Thomas Mann e Stefan Zweig, degli autori di lingua tedesca più letti nel mondo.

«La Germania ha sempre avuto un rapporto difficile con Hermann Hesse», spiega Volker Michels, da molti anni lettore presso la casa editrice Suhrkamp e curatore della collana in 21 volumi dell’opera letteraria di Hesse.

I motivi di questa spaccatura sono molteplici. L’assenza di elementi scientifici nel suo discorso, prosegue Michels, ha impedito a Hesse di ottenere il rispetto del mondo accademico.

Un rapido sguardo alle manifestazioni di quest’anno conferma la constatazione di Michels. In febbraio, a Madrid si è tenuta una giornata su Hermann Hesse, mentre a Roma e a Szeged, in Ungheria, sono previste delle conferenze. «In Germania non succede nulla del genere».

Anche l’archivio editoriale che Michels ha creato a casa sua a Offenbach, al quale fanno capo critici letterari da tutto il mondo, è praticamente snobbato dai ricercatori tedeschi.

Hesse, spiega il 69enne, è facile da capire, sia per quanto concerne la lingua che per il suo messaggio. «I lettori apprezzano questa caratteristica, mentre chi studia letteratura la considera retrograda».

Se da una parte i libri di Hesse continuano ad essere letti - soltanto in Germania se ne vendono 30'000 copie ogni mese - dall’altra le cerchie culturali tedesche lo recensiscono negativamente da decenni, sottolinea Michels. Quando parlano di Hesse, i critici letterari come Marcel Reich-Ranicki lo fanno esclusivamente in modo sprezzante.

Controverso e indesiderato

Volker Michels cita una seconda ragione per la quale Hesse, cittadino tedesco dal 1893 al 1923, ha ottenuto scarsa considerazione in Germania già quando era in vita.

A non essere piaciuto era stato in particolare un suo articolo apparso sul quotidiano svizzero Neue Zürcher Zeitung, nel quale invitava, durante la Prima guerra mondiale, gli intellettuali tedeschi a non cadere nella polemica nazionalista.

«In questo modo Hesse si è attirato contro una grossa fetta dell’opinione pubblica, della stampa e della politica», rileva Michels. E anche quando, dopo la guerra, si è espresso contro l’atteggiamento antidemocratico e il nazionalismo della Repubblica di Weimar, Hesse non si è certo fatto degli amici.

Anche se il Terzo Reich non ha mai ufficialmente proibito o bruciato i suoi libri, nel 1936 la sua opera è stata definita “indesiderata”. Alcuni scritti non potevano più essere stampati, se non in alcune piccole tipografie. Inoltre, dal 1940 la casa di edizioni Suhrkamp non ha più avuto il diritto di versare a Hesse alcun compenso.

Hesse è comunque rimasto fedele a Suhrkamp, anche perché intendeva rafforzare la posizione della casa editrice contro la politica culturale nazionalsocialista, osserva Michels. «Sono pochi i poeti che hanno resistito come lui all’agitazione politica tedesca e in particolare alla tentazione di una semplificazione ideologica».

Un riconoscimento che si fa attendere

Non sorprende dunque che lo scrittore, trasferitosi da Berna in Ticino nel 1919, sia stato ampiamente ignorato o deriso.

«Quando nel 1927 è apparso Il lupo della steppa non c’è stato un solo giornale tedesco che ne ha riportato degli estratti», afferma Michels. C’è voluta l’attribuzione del premio Nobel per la letteratura, nel 1946, per cancellare progressivamente i risentimenti nei confronti di Hesse.

«Forse ci vorrà un’altra generazione per far sì che Hesse ottenga il riconoscimento letterario che merita in Germania». Potrebbe succedere nel 2023, anno in cui scadranno i diritti sulle opere di Hesse: chiunque sarà libero di stampare i suoi libri.

Herman Hesse

Nasce il 2 luglio 1877 a Calw, nel sud Germania.

Suo padre era il missionario pietista Johannes Hesse, sua madre Marie Isenberg, nata Gundert.

Frequenta la scuola a Basilea e al monastero evangelico di Maulbronn (Germania).

Dal 1895 al 1898 svolge l’apprendistato di libraio a Tubinga.

Tra il 1899 e il 1903 lavora come libraio e critico a Basilea.

Dopo il successo di Peter Camenzind sposa Maria Bernouilli e si stabilisce a Gaienhofen, sul Lago di Costanza, dove è attivo come scrittore indipendente.

Dal 1912 al 1919 risiede a Berna. Poi, dopo il divorzio, si trasferisce a Montagnola, in Ticino, la cui atmosfera meridionale si ritrova nei suoi acquarelli.

Hesse si sposa ancora due volte: con Ruth Wenger e Ninon Dolbin.

Nel 1924 ottiene la cittadinanza svizzera.

La sua carriera è coronata da vari riconoscimenti. Tra questi il premio Nobel per la letteratura nel 1946, la laurea honoris causa dell’Università di Berna nel 1947 e il premio per la pace dei librai tedeschi nel 1955.

Le sue opere sono state tradotte in 60 lingue; Hermann Hesse è tra gli autori più letti del XX secolo.

Hesse muore il 9 agosto 1962 a Montagnola.

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Nel segno del 50.

Dal 27 al 30 marzo 2012 Berna ospita un congresso internazionale dal titolo “…sorvolare i confini - Hermann Hesse nel 50esimo della sua morte”.

In collaborazione con il Museo Hermann Hesse di Montagnola, il Kunstmuseum di Berna propone la prima retrospettiva sulla sua opera pittorica.

La 13esima edizione delle Giornate di Hesse di Sils, nei Grigioni, si occupa in giugno degli autori che Hesse ha considerato con particolare attenzione nelle sue recensioni, così come di coloro che hanno celebrato Hesse nei propri lavori.

La città natale di Hesse, Calw, celebra lo scrittore al motto “50esimo anniversario della morte - 50 manifestazioni”. Tra gli eventi più importanti vi è il Festival Hesse della Fondazione Udo-Lindenberg (21 luglio), durante il quale saranno premiati i testi di canzoni e le musiche ispirate alle poesie di Hesse.

Fino al 5 maggio, la galleria Ludorff di Düsseldorf propone l’esposizione “L’inizio di ogni arte è l’amore - acquarelli e poesie di Hermann Hesse”.

A Poxdorf si svolge dal 21 al 25 maggio un seminario sull’opera "Il gioco delle perle di vetro”.

Sulle tracce dello scrittore si pone anche il Museo Höri di Gaienhofen, sul lago di Costanza, dove Hesse ha vissuto dal 1904 al 1912.

Infine, anche la Germania orientale rende omaggio a Hesse con una giornata a lui dedicata (18 novembre) nella città di Lipsia.

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