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Helvetica, l'eleganza svizzera nel mondo

Helvetica deriva dal nome latino di Svizzera, Helvetia. © Keystone / Christian Beutler

È uno dei caratteri tipografici più conosciuti nel mondo. Amato da designer e grafici, da agenzie di comunicazione e pubblicitari, il carattere Helvetica ha conquistato un po' tutti, anche New York (grazie al designer italiano Massimo Vignelli) e le maggiori compagnie del mondo.

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 aprile 2022 - 20:32
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Cosa hanno in comune le Ferrovie federali svizzere con Lufthansa e la metropolitana di New York ma anche con la BMW, la Toyota e l’Harley Davidson? Tutti in un qualche modo ci fanno viaggiare. Vero. Le abbiamo scelte apposta per confondere un poco le idee. Quello a cui forse non avete mai fatto caso, è che tutte queste aziende usano lo stesso tipo di carattere: l’Helvetica.

Come capita spesso, le idee migliori nascono seguendo sentieri insoliti. Anche le origini del carattere ‘Helvetica’ non sfuggono a questa logica. Siamo nel 1898. La fonderia tedesca H.Berthold AG conosce un grande successo internazionale grazie al suo Akzidenz GroteskLink esterno, un carattere tipografico “senza grazie”, ovvero privo dei tratti terminali. I suoi concorrenti arrancano. Tra queste la svizzera ‘Haas’ di Münchenstein. Per risollevare le proprie sorti, contrastare il successo della concorrenza tedesca ed evitare un fallimento sicuro, il direttore Eduard Hoffmann dà l’incarico al disegnatore e già suo impiegato, Max Miedinger, di realizzare un nuovo carattere tipografico. Detto, fatto. Siamo nel 1957.

Sebbene molto simile al carattere che voleva sostituire o comunque fare concorrenza, ‘Helvetica’ diventa presto uno dei caratteri tipografici più popolari del secolo scorso guadagnando i favori di grafici, agenzie di comunicazione e dei loro clienti.

Occorre dire che ‘Helvetica’ ha anche approfittato dell'eccellente reputazione di cui godeva il design svizzero a livello mondiale nel periodo tra gli anni Sessanta e Settanta. Era infatti considerato un modello di espressione formale sobria, di eleganza e di funzionalità. Stesso successo anche per altri due font celebri elvetici: ‘Univers’ e ‘Frutiger’.

Il grande momento di popolarità arriva nel 1972. Il designer italiano Massimo Vignelli viene chiamato a ridisegnare il sistema segnaletico dei trasporti newyorkesi. Vignelli metterà la firma sulla celeberrima piantina della metropolitana di New York e come carattere tipografico, per lettere e numeri, sceglie proprio ‘Helvetica’: è un successo mondiale. 

Arriviamo poi gli anni della ‘Milano da bere’. ‘Helvetica’ ha un grande successo nelle agenzie pubblicitarie che lo utilizzano per i propri clienti in un periodo di grande fermento nel campo della grafica e della comunicazione d'impresa e visiva più in generale.

Molti marchi aziendali e di prodotto sono realizzati con 'Helvetica', così come la segnaletica stradale e dei sistemi di trasporto.

Celebri che utilizzano Helvetica nel proprio logo

3M, Agfa, Agip, Aprilia, Basf, BMW, BP, Cassina, Caterpillar, Epson, Fendi, Harley Davidson, Hitachi, Hoover, Jeep, Kappa, Kartell, Kawasaki, Knoll, LG, Lufthansa, Mattel, Microsoft, Mitsubishi, Motorola, Nestlé, Olympus, Pan Am, Panasonic, Parmalat, Saab, Sanyo, Superga, Tetrapak, The North Face, Toyota

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Infine, nel 1984 il carattere tipografico nato a Münchenstein nel canton Basilea Campagna, viene inserito tra i “font” dal sistema Macintosh. Entrando nel mondo Mac, “Helvetica” conosce un’ulteriore diffusione grazie alla grafica digitale che punta sempre sul carattere svizzero.

Come spiegano i designer e grafici, le caratteristiche di 'Helvetica' sono la sua eleganza e una certa neutralità, oltre alla sua leggibilità, che gli consentono di trovare applicazione nei marchi e nella comunicazione dei più svariati campi produttivi e aziendali, nei marchi e nella comunicazione nei settori più vari.


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