Migranti e accoglienza "Morire di fame non è tanto diverso da morire di guerra"

Un uomo coperto da un plaid appoggiato a una parete di lamiera.

Uno degli oltre 500 migranti salvati dall'Ong 'SOS Mediterranee' lo scorso 23 aprile.

Keystone

Bisogna prepararsi ad accogliere in modo capillare e nel tempo, non solo in emergenza. È il messaggio dell'ex sindaca di Lampedusa Giusi Nicolini, ospite venerdì di un festival sull'integrazione nella Svizzera italiana.

Nicolini, un anno fa, è stata insignita del premio Unesco 'Houphouët-Boigny'Link esterno per la ricerca della pace, alla luce del suo impegno nell'accogliere decine di migliaia di migranti sbarcati sull'isola siciliana.

Un impegno che, lasciato il palazzo del Municipio, porta avanti in altro modo, esortando l'Europa a tenere presente il suo stesso passato d'emigrazione e riconoscere la necessità di canali d'ingresso legali e diversificati per i migranti.

Anche per non lasciare che la criminalità si impossessi dei flussi migratori.


Il TG della Radiotelevisione svizzera RSI ha incontrato Giusi Nicolini a Bellinzona, dove è ospite del festival Spazio DialogoLink esterno, una due giorni sul tema dell'integrazione dove giovani di ogni provenienza estrazione presentano cinque cortometraggi sul tema.

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