Il Giappone sta considerando di ritirarsi dalla Commissione internazionale per la caccia alle balene (Iwc), con l'obiettivo di riprendere la caccia ai cetacei ai fini commerciali.

Lo hanno riferito fonti governative spiegando che tuttavia - anche se l'abbandono dovesse essere finalizzato, difficilmente le navi nipponiche raggiungerebbero l'Antartico, piuttosto concentreranno le loro attività intorno alle acque del Giappone e nella zona economica esclusiva.

La decisione finale sarà annunciata entro fine anno, e arriva dopo decenni di scontri all'interno della commissione, con aspre critiche dei paesi contrari alla caccia alle balene, principalmente in Europa, Australia e Nuova Zelanda.

Lo scorso settembre, durante la riunione internazionale dell'ente in Brasile, Tokyo aveva minacciato di riconsiderare la sua adesione alla Iwc, a causa del voto contrario della maggioranza dei paesi membri ad autorizzare la caccia sostenibile dei cetacei.

Il Giappone ha aderito alla Iwc nel 1951, tre anni dopo la sua istituzione, con lo scopo di regolare lo sviluppo sostenibile della specie e l'industria delle balene.

Malgrado il Giappone sia stato costretto a interrompere la caccia dei cetacei a fini commerciali nel 1982, in linea con la moratoria internazionale decisa dalla Iwc, le imbarcazioni nipponiche hanno continuato a sopprimere le balene dal 1987 in avanti, per questioni che il governo definisce 'relative alla ricerca scientifica'.

Secondo alcuni esperti, dietro la motivazione delle autorità giapponesi si nasconde la volontà di sostenere l'industria della carne di balena che, ancora oggi - malgrado il repentino calo delle vendite, è considerata una fonte alternativa e a buon mercato di proteine.

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