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Fumetto: l'espressività tra linee e parole

Un viaggio nel mondo dei fumetti, sulle ali - per una volta sottoforma di surf - della fantasia. Judith Zaugg

A Lucerna un festival internazionale permette d'immergersi nell'eterogeneo mondo della nona arte.

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 aprile 2003 - 18:48

Artisti provenienti da sette Paesi, bianco e nero e colore, immagini e parole. E accanto alla mano dell'artista, il computer.

Svizzera culla dei fumetti. Ad accorgersene per primo fu Goethe che pieno d'entusiasmo lesse la storia del «Signor Jabot» scritta ed illustrata dal ginevrino Rodolphe Toepffer. «È piena di spirito e talento»: un giudizio che spinse Toepffer a pubblicare il suo lavoro. Era il 1833 e il fumetto muoveva i suoi primi passi.

Da allora di strada ne ha percorsa molta. Nel 1895, Yellow Kid, un ragazzino disegnato da Outcalt, conquista le pagine del New York World. La data - per la precisione il sette luglio - è passata alla storia come il giorno in cui il fumetto ha fatto la sua definitiva entrata in società.

Con il festival internazionale del fumetto, giunto ormai alla dodicesima edizione, Lucerna rende omaggio a questo mondo. Un mondo che ha scelto il connubio tra disegno e parola come mezzo espressivo, ma che non disdegna oggi la contaminazione di generi: dal collage all'ausilio del computer passando per animazioni bidimensionali. Tutto è fumetto, anche quelli senza parole, senza le classiche nuvolette che racchiudono le battute dei personaggi e che danno il nome al genere.

Multiforme, multicolore, satellitare

In mancanza di un centro adatto ad ospitare l'intero festival - 20 esposizioni, il concorso e diverse manifestazioni collaterali - le organizzatrici Sabine Witkowski e Judith Bachmann hanno deciso di coinvolgere l'intera città. Sparsi per il centro di Lucerna si possono così trovare 26 spazi espositivi. A questi satelliti della Kornschütte, cuore della manifestazione, si aggiungono le vetrine di numerosi negozi che espongono le opere di giovani artisti.

In una Lucerna spazzata dal vento gelido di questi giorni d'aprile, la decentralizzazione ottiene l'inaspettato effetto di trasformare la gente che si saluta frettolosamente per strada in fumetti a grandezza reale. L'alito che si condensa nell'aria fredda ritorna invisibile non appena si entra in uno degli spazi espositivi. A farla da protagonista, allora, sono le nuvolette disegnate.

Nuvolette classiche, come quelle di Dupuy e Barberian, gli ospiti d'onore del festival. Il loro «Monsieur Jean», (auto-) ritratto di un single parigino sulla quarantina, è ormai un classico della scena fumettistica francese.

Di stile totalmente diverso sono le nuvolette di Gary Panther, icona della subcultura punk degli anni Ottanta. Le opere dell'artista statunitense sono caratterizzate da un tratto sporco e impreciso che irrita i puristi, ma che è diventato un punto di riferimento per molti autori alla ricerca di uno stile grafico particolare.

La violenza disegnata

Artisti affermati, giovani disegnatori di fumetti portoghesi, un progetto in stile «dogma» che collega via internet gli artisti presenti a Lucerna con quelli di stanza a Bastia in Corsica: un mix che permette di entrare in contatto con l'intera gamma delle storie disegnate. Non solo i classici fumetti dunque, ma anche lavori di grafica e vere e proprie opere d'arte.

Tra le proposte di Fumetto spicca il concorso: 497 concorrenti dai cinque ai 60 anni si sono cimentati con il tema della violenza. Organizzato in collaborazione con la Caritas, il concorso dà visibilità ad artisti non ancora o poco conosciuti. I venti di guerra che spirano di questi tempi non sembrano aver influenzato più di tanto i partecipanti. Più sentita, specialmente dai bambini, la violenza del quotidiano, quella delle piccole liti tra amici, dei drammi familiari.

Violenza, per più d'uno dei partecipanti, è anche l'indifferenza che caratterizza la nostra società all'insegna del «non sento, non vedo, non parlo». Violenza è il sangue della ferita che in nove quadretti inghiotte il cerotto che doveva coprirla, lasciando sul foglio solo una macchia rossa. Violenza sono il fiume di parole cattive che confluite in un unico grande ammasso di lettere schiacciano a terra la ragazza alla quale erano rivolte.

Il mondo colorato di Susa Flott

A fare da controcanto al tema del concorso si trovano le figure realizzate da Judith Zaugg, colorate, spiritose, senza spigoli. «Positive», commenta l'autrice. Al momento i suoi lavori di grafica sono molto richiesti. Un successo che accompagna anche la «stanza per bambini» realizzata dalla disegnatrice bernese per Fumetto.

Chi guarda «Susa Flott», uno dei personaggi della Zaugg, si sente trasportato in un mondo che sta in bilico tra il passato e il futuro: il passato dei colori e il futuro delle forme realizzate al computer. Sì, perché come molti altri dei suoi colleghi Judith Zaugg disegna i suoi lavori col mouse e non più con la matita. I programmi di grafica informatica offrono certo una serie di forme standard ma non uccidono la creatività.

Colorati e realizzati al computer sono anche i lavori di François Chalet, forse il più conosciuto degli illustratori svizzeri del momento. Un successo che spazia dalla realizzazione delle animazioni per gli MTV European Music Awards 2001 alla bandiera del primo d'agosto disegnata per Expo.02.

Per chi ama il genere, ma anche per chi non lo conosce, per chi ama il classico, ma anche per chi è aperto alle novità, il festival Fumetto è un'occasione da non mancare. E forse - come desiderano le organizzatrici - il festival riuscirà a sfatare un annoso pregiudizio e a dimostrare che i fumetti sono un prodotto di cultura e non un fenomeno per incolti.

swissinfo, Doris Lucini, Lucerna

Fatti e cifre

XII Festival internazionale «Fumetto», Lucerna, fino al 13 aprile
26 spazi espositivi sparsi per la città
Sede centrale: Kornschütte
Artisti di sette nazionalità diverse
Nel 2002, il festival ha accolto 44'000 visitatori

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In breve

Sabine Witkowski, direttrice artistica di «Fumetto», è riuscita nell'intento di offrire al pubblico un festival variato: dal classico fumetto francese (Dupuy/Barberian) all'anticonformismo americano (Gary Panther) passando per i lavori innovativi dei grafici svizzeri.

Il concorso, al quale hanno partecipato 497 persone è incentrato sul tema «violenza». I lavori non sono opera di fumettisti di professione. In attesa di un premio nazionale che promuova i realizzatori di fumetti, Lucerna offre a chi ama esprimersi attraverso le immagini un'occasione per dare visibilità al proprio lavoro.

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