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Fondo per la promozione della lingua italiana nel cinema svizzero

Niccolò Castelli, direttore della Ticino Film Commission, e Denis Rabaglia, presidente del Consiglio di amminstrazione di SSA, hanno presentato il Fondo nazionale per la lingua italiana nel cinema svizzero. Giornate di Soletta sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 20 gennaio 2022 - 19:21
(Keystone-SDA)

La Ticino Film Commission ha presentato oggi alle Giornate di Soletta un nuovo fondo per la promozione della lingua italiana nel cinema svizzero. Lo scopo è di migliorare lo scambio fra regioni nonché incentivare il finanziamento di film legati alla Svizzera italiana.

"Il fondo verrà inaugurato fra qualche settimana - tutto è pronto" ha annunciato Niccolò Castelli, direttore della Ticino Film Commission oggi pomeriggio a Soletta davanti al pubblico. Castelli, che è anche regista, ha ammesso di aver incontrato difficoltà per distribuire i suoi film al di fuori della Svizzera italiana, questo fondo dovrebbe colmare le lacune finora esistenti.

"Nonostante il suo statuto di lingua ufficiale in Svizzera, troppo spesso l'italiano rappresenta ancora una barriera per idee, progetti e scambi a livello nazionale", sottolinea la Ticino Film Commission nella presentazione odierna, precisando che ben 730'000 persone lo dichiarano come lingua madre e circa 2 milioni in Svizzera "parlano o capiscono l'italiano come lingua straniera".

Castelli ha citato l'esempio del Premio del cinema svizzero 2022, conferito dall'Ufficio federale della cultura: soltanto 10 dei 104 film in lizza hanno sottotitoli o audio in italiano, ossia il 9,6%. "Siccome sono in molti a parlare italiano e a poter seguire un film in italiano con sottotitoli, ci sarebbe anche sufficiente mercato per portare le produzioni nelle altre regioni linguistiche", ha precisato.

Cifre queste, che oltre al plurilinguismo che la Confederazione si prefigge di difendere, mostrano quanto un tale fondo sia legittimo e necessario.

Vettore della cultura italofona

La Ticino Film Commission afferma che "l'audiovisivo permette di accedere alla lingua in modo diretto, senza bisogno di intermediari", aggiungendo inoltre che grazie ai sottotitoli non sono necessarie conoscenze di base dell'idioma.

Lo scopo principale del fondo è quello di promuovere la lingua italiana nel cinema svizzero e di aumentare gli scambi in ambito cinematografico tra le diverse regioni linguistiche; sia per film interamente o parzialmente in italiano, sia per produzioni che "affrontano le tematiche relative all'immigrazione italiana, ticinese e del Grigioni italiano di ieri e di oggi nella Svizzera d'oltralpe", prosegue la nota.

Il fondo deve inoltre contribuire alla diffusione delle produzioni elvetiche da e per la Svizzera italiana, cosa che attualmente, a causa del mercato ristretto non è sempre possibile.

Questo vuole essere "un fondo che diventi vettore della cultura italofona e del suo territorio di riferimento, a sostegno della cultura, della socialità e dell'economia legata alla lingua italiana in Svizzera", precisa ancora la nota.

Ad intervenire nella presentazione odierna, anche Denis Rabaglia, presidente del Consiglio di amministrazione della Società svizzera degli autori (SSA), uno dei partner del fondo. Rabaglia, regista romando con passaporto italiano, gira film in italiano (collaborando con l'Italia) e cita in particolare l'importanza dell'adattamento dello scenario in un'altra lingua e non della sua semplice traduzione. Da cui la collaborazione con l'Associazione dei traduttori svizzeri, al fine di formare traduttori specializzati nella traduzione di sceneggiature cinematografiche.

Budget iniziale di circa 100'000 franchi

In veste di progetto pilota, il fondo creato è dotato di poco meno di 100'000 franchi che vanno a coprire ad esempio la traduzione di sceneggiature e note d'autore dall'italiano verso le altre lingue nazionali, la partecipazione alle spese per i sottotitoli in italiano, o un sostegno per l'adattamento della sceneggiatura in altre lingue per le produzioni in italiano.

Questo fondo include infatti anche progetti che vanno in senso inverso, ovvero traduzioni verso l'italiano di sceneggiature in tedesco. Potranno beneficiarne quindi anche le produzioni svizzero-tedesche e romande girate interamente o parzialmente in italiano o aventi un nesso con la cultura italofona. "Il primo anno verranno sostenuti documentari e lungometraggi di finzione", ha indicato Castelli.

Il 2022, funge da fase di prova per valutare la necessità di professionisti nell'ambito cinematografico per poter aumentare le produzioni nella lingua di Dante nonché l'importo del fondo. Castelli ha precisato a Keystone-ATS che il fondo "è una partenza e un traguardo. Questo progetto pilota è finanziato da SSA, Suisseimage e RSI ma dal 2023 si prevedono ulteriori fondi".

Il fondo è amministrato dalla Ticino Film Commission ed è basato su un'organizzazione e figure professionali già esistenti. Al contempo rappresenta un nuovo strumento "per agevolare la produzione di film girati nella Svizzera italiana e di nuovi mezzi per promuovere il lavoro dei professionisti ticinesi attivi nel settore", prosegue la nota.

Il fondo è inoltre sostenuto dalle due società di gestione dei diritti d'autore, la Società svizzera degli autori (SSA) e la Cooperativa svizzera per i diritti d'autore di opere audiovisive Suisseimage, nonché dalla RSI.

Ulteriori progetti

Recentemente la Ticino Film Commission ha annunciato importanti novità. Una di queste è "Ticino in film", una collaborazione con la Cinémathèque suisse di Losanna per mostrare i film girati in Ticino, principalmente di registi esteri o non italofoni. Uno dei film presentati in questo quadro è "Le conseguenze dell'amore” di Paolo Sorrentino.

Inoltre è stato creato anche il primo fondo regionale per il cinema, il Mendrisio film fund, Castelli ha indicato che "trattative sono in corso con Airolo, Lugano e altri comuni".

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