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Festa olimpionica a Salt Lake City

L'ingresso della delegazione svizzera Keystone

Con una spettacolare cerimonia, e con eccezionali misure di sicureza, si sono aperte le Olimpiadi invernali nella cittadina americana. Molte speranze di oro per i rappresentanti svizzeri.

Questo contenuto è stato pubblicato il 09 febbraio 2002 - 08:18

Con il tradizionale spettacolo coreografico, musicale e pirotecnico sono stati inaugurati ufficialmente i 19esimi Giochi olimpici invernali. Caratterizzata da toni sfarzosi tipicamente americani e ispirata all’epopea del Far West, la cerimonia di apertura si è svolta allo stadio Rice-Eccles della città dei Mormoni, nell’Utah. Eccezionali le misure di sicurezza attorno allo stadio e in tutt la città.

Seguendo il classico protocollo olimpico, la proclamazione dell’inizio delle Olimpiadi è stata seguita dalla sfilata delle 75 delegazioni e dall’accensione della fiamma nel tripode olimpico. I concorrenti, tra cui 115 rappresentanti svizzeri si daranno battaglia in 15 discipline sportive e 78 competizioni. In palio vi sono 234 medaglie.

Salt Lake City 30 anni dopo

Ci sono voluti 36 anni ma alla fine la cittadina americana ce l'ha fatta. Posta a 1'300 metri di altitudine, Salt Lake City l'ha spuntata nel 1995 a Budapest, quando venne scelta superando la candidatura canadese di Québec e, soprattutto, quella svizzera di Sion. Il primo tentativo della città dei Mormoni risale però già al 1966: in quell'occasione venne preferita Sapporo, dove si svolsero le Olimpiadi del 1972.

In totale saranno dieci i luoghi (cinque stadi coperti, altrettanti scoperti) dove si svolgeranno le gare, tutti accessibili in 75 minuti al massimo a partire dal villaggio olimpico. La casa degli atleti è stata costruita nel campus dell'Università dello Utah e ospiterà in queste due settimane 3'500 tra atleti ed allenatori, in case concepite come veri e propri alloggi per studenti.

Le speranze svizzere

La delegazione elvetica spera di superare il record di 15 raggiunto finora nelle Olimpiadi invernali. Quattro anni fa a Nagano i rossocrociati avevano conquistato sette medaglie.

Come sempre le ambizioni maggiori sono nutrite dalla selezione dello sci alpino. Tra gli attesi protagonisti figurano anche questa volta Didier Cuche (discesa, SuperG e gigante), Michael von Grünigen (gigante), Sonja Nef (gigante e speciale) e Sylviane Berthod (discesa e SuperG). A loro il compito di guidare la selezione svizzera nella sfida contro lo squadrone austriaco.

Nello snowboard, Gilles Jacquet e Ueli Kestenholz, saranno i portacolori svizzeri nello slalom parallelo. Entrambi hanno la possibilità di finire sul podio, visti i risultati in stagione. Per quanto concerne il curling, Andreas Schwaller, guiderà la squadra svizzera che si avvale anche di Markus Eggler e Christoph Schwaller.

Nel bob Martin Annen e Christian Reich, guideranno gli equipaggi svizzeri sia nel bob a due sia nel quattro. Godono di una buona esperienza e durante la stagione sono riusciti a brillare in Coppa del Mondo. Françoise Burdet si cimenterà assieme a Katharina Setter nella prima gara olimpica di bob a 2 riservata alle donne.

I costi della delegazioni olimpica

Swiss Olympic Team ha previsto un budget di 2 milioni e 690 mila franchi per la spedizione a Salt Lake City. La maggior parte di questa cifra, 745 mila franchi, è dovuta alle spese di viaggio, il soggiorno e l'equipaggiamento costano 550 mila franchi per ciascuna voce, la preparazione degli atleti 335 mila franchi. La maggior parte del finanziamento della nostra spedizione è stata assicurata dallo Sport Toto, che sborsa qualcosa come 2,145 milioni di franchi.

Ancora qualche cifra: la spedizione rossocrociata ha portato a Salt Lake City 30 tonnellate di materiale. Nello Utah la nostra rappresentativa avrà diritto a 20 auto ufficiali, a 50 telefoni cellulari e a 20 assistenti forniti dall'organizzazione. Da notare ancora che in questo Stato americano vivono circa 700 cittadini svizzeri.

Il valore di una medaglia

In caso di vittoria in una disciplina individuale, i nostri atleti guadagneranno un premio di 20 mila franchi. Un secondo posto ne vale 18 mila, un terzo 15 mila, e poi si scende gradualmente sino
ai 3 mila franchi riconosciuti per un 7. o un 8. posto.

Nelle competizioni a squadre, i premi possono variare dai 30 mila franchi per la coppia ai 35 mila per un terzetto o un quartetto. Nel caso vincessero la medaglia d'oro, gli hockeisti si spartirebbero 50 mila franchi di premio, che diventerebbero 45 mila per un secondo posto e 35 per un terzo.

Sicurezza senza precedenti

Per i Giochi più protetti della storia sono al lavoro 7'000 uomini a Salt Lake City, ai quali si aggiungono 5'100 militari e 2'100 tra vigili del fuoco, medici e addetti alla protezione civile. Altri 6'000 uomini di agenzie di sicurezza private sono stati assunti dagli organizzatori e dagli sponsor dei Giochi.

Per 160 km intorno alla città, i voli saranno strettamente limitati e verranno completamente vietati durante le cerimonie di apertura e chiusura. Aerei-radar Awacs saranno in volo costante sui cieli dello Utah, con nove caccia F-16 e 21 elicotteri "Black Hawk" pronti a intervenire.

Più di 400 telecamere sono state installate in città e in alcuni punti è attivo un nuovo software per il riconoscimento facciale. Sistemi Gps controlleranno i 2'600 atleti impegnati nei Giochi, che sulle piste di sci saranno sorvegliati anche da agenti dei servizi segreti.

Filippo Frizzi

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