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Export armi: presidente CICR Maurer critica decisione governo

Peter Maurer, il presidente del CICR.

KEYSTONE/MARTIAL TREZZINI

(sda-ats)

Il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) critica l'allentamento delle regole per l'esportazione di materiale bellico verso Paesi implicati in guerre civili. Il presidente Peter Maurer auspica un "profilo umanitario più marcato" della Svizzera.

Con decisioni come quella di allentare la regolamentazione dell'esportazione di armi e di temporeggiare nella ratifica del trattato internazionale per il divieto delle armi nucleari, la Svizzera "ha perso in termini di credibilità e di affidabilità come attore umanitario", ha affermato Maurer oggi, esprimendosi ai microfoni dell'emissione "Samstagsrundschau" della Radio SRF.

In base all'allentamento previsto dalla revisione dell'ordinanza sul materiale bellico proposta dal Consiglio federale e sostenuta dalle competenti Commissioni del Nazionale e degli Stati, in futuro sarà possibile, a determinate condizioni, esportare armi anche verso Paesi implicati in un conflitto armato interno.

Il CICR sa con una certa sicurezza che questo materiale bellico prima o poi sarà impiegato nelle zone di guerra, ha proseguito Maurer. Spesso si incontrano sul terreno armi frutto dell'esportazione da paesi altamente sviluppati, che erano state accantonate da tempo. Le zone di guerra sono "troppo rifornite di armi" e ciò acuisce la situazione.

Il presidente del CICR deplora i segnali politici provenienti dalla Svizzera: per l'organizzazione è importante godere di un solido sostegno alle proprie preoccupazioni di base e ai propri valori fondamentali anche da parte della Svizzera. Tuttavia il CICR non pensa a un cambio di sede, si limita a prendere atto delle attuali decisioni politiche adottate dalla Confederazione e esprime il proprio rammarico.

In Svizzera vige un ampio consenso per quanto riguarda il sostegno garantito al lavoro del CICR, sottolinea Maurer: l'organizzazione spera in un contributo finanziario ancora più generoso, ma non si aspetta che la Confederazione diventi il principale finanziatore.

Il budget del CICR ammonta attualmente a circa due miliardi di franchi. Con scarsi 150 milioni di franchi, la Svizzera secondo Maurer è "solo il quinto finanziatore in ordine di importanza". D'altro canto anche il paese trae vantaggio dall'organizzazione, in particolare per quanto riguarda la propria immagine e per questioni fiscali. Il CICR, conclude Maurer, intende intensificare nei prossimi mesi il dibattito politico con la Svizzera.

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