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Coronavirus: la situazione in Svizzera

Keystone / Laurent Gillieron

Si registra un leggero miglioramento della situazione epidemiologica in Svizzera, ma le autorità sanitarie si aspettano che con l'autunno i casi torneranno nuovamente a crescere.

Questo contenuto è stato pubblicato il 20 settembre 2021 - 17:15
swissinfo.ch con agenzie e RSI

Ultimi sviluppi:

  • La situazione epidemiologica in leggero miglioramento in Svizzera, ma l'arrivo del tempo più fresco preoccupa gli esperti.
  • Certificato Covid obbligatorio per seguire le lezioni in molte università pubbliche.
  • Se tutta la popolazione si vaccinasse potrebbero essere evitati fino a 42'000 ricoveri.
  • Il certificato svizzero sarà rilasciato anche a tutte le persone che hanno ricevuto all'estero un vaccino approvato dell'Agenzia europea del farmaco, quindi anche a quelle vaccinate con il preparato di AstraZeneca.
  • Le autorità sanitarie svizzere consigliano alle persone che hanno già contratto il coronavirus di farsi vaccinare entro tre mesi dalla guarigione, e non più entro sei.
  • Dal 13 settembre, tutte le persone dai 16 anni di età devono disporre di un certificato Covid per accedere alle aree interne di bar e ristoranti in Svizzera. L'obbligo vale anche per le strutture culturali e ricreative e in occasione di eventi al chiuso, ma non per i trasporti pubblici.
  • swissuniversities raccomanda di introdurre in linea di principio un obbligo di certificato Covid per tutte le attività degli atenei. 
  • La Commissione federale per le vaccinazioni raccomanda alle persone immunodepresse una terza dose di vaccino contro la Covid-19.
  • Raccomandata la vaccinazione anche per le donne incinte e le donne che allattano.

Per accedere ai dati completi aggiornati sulla pandemia, consultare Coronavirus: i numeri in SvizzeraLink esterno o il nostro articolo qui sotto.

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Come sta evolvendo la pandemia in Svizzera?

La nuova ondata di coronavirus in Svizzera sembra aver perso slancio negli ultimi giorni: le nuove infezioni da coronavirus accertate in Svizzera nell’arco delle ultime 72 ore sono 4’032. Sempre nel corso della fine settimana sono stati registrati 15 ulteriori decessi causati dalla Covid-19. Sono infine 102 i nuovi ricoveri legati al virus. Il primo dato appare in diminuzione rispetto a lunedì scorso fa quando, nel weekend, c’erano stati 6’060 contagi. Gli altri due sono in aumento (una settimana fa erano stati annunciati 10 decessi e 77 ricoveri). Attualmente in ospedale ci sono 719 persone degenti a causa della Covid-19, delle quali 254 in terapia intensiva.

La riduzione del numero di nuovi casi registrati è molto probabilmente legata alla netta diminuzione delle persone di ritorno da un viaggio all'estero, ha detto il 21 settembre la vicepresidente della Task force scientifica della Confederazione Samia Hurst. Secondo l'esperta, tuttavia, con l'arrivo del tempo più fresco in autunno e il cambiamento del comportamento delle persone che questo comporterà i casi torneranno presto ad aumentare. 

Se tutta la popolazione fosse vaccinata, si potrebbero evitare in Svizzera tra le 21'000 e le 42'000 ospedalizzazioni, ha inoltre affermato Hurst che ha sottolineato che nove ricoveri su dieci possono essere evitati con il vaccino.

Campagna vaccinale

Il 53,75% della popolazione è completamente vaccinato, stando ai dati pubblicati il 21 settembre dall'UFSP. In totale sono state somministrate 10'500'999 dosi di vaccino.

Dopo una flessione nelle ultime settimane, la campagna di vaccinazione ha ripreso vigore con l'estensione dell'obbligo del certificato Covid. Il 7 settembre, la presidente della task force scientifica Covid-19 della Confederazione, Tanja Stadler, ha affermato che la Svizzera ha uno dei tassi di vaccinazione più bassi d'Europa.

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Il 14 settembre l'UFSP ha raccomandato che le persone gravemente immunodepresse ricevano una terza dose di vaccino, ha detto il presidente della commissione federale per le vaccinazioni Christoph Berger. Per ora nessuna raccomandazione in tal senso è stata fatta per il resto della popolazione.

Il vaccino è inoltre raccomandato alle donne incinte a partire dalla dodicesima settimana di gravidanza e alle donne che allattano. Lo ha comunicato il 14 settembre l'UFSP secondo il quale i benefici del vaccino superano di gran lunga i rischi che contrarre la malattia potrebbe avere sulla salute della madre e del nascituro.

Le autorità sanitarie svizzere consigliano alle persone che hanno già contratto il coronavirus di farsi vaccinare entro tre mesi dalla guarigione, e non più entro sei. Una raccomandazione motivata dalla preponderanza della variante Delta.

>> Leggi: L'obbligatorietà al vaccino scalda gli animi in Svizzera

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I vaccini utilizzati in Svizzera offrono un'immunizzazione superiore ai 12 mesi, ha comunicato il 15 giugno l'UFSP. Nuovi richiami non saranno quindi necessari per nessuno in Svizzera prima del 2022.

I vaccini mRNA proteggono gli adulti da gravi decorsi di coronavirus per un periodo fino a tre anni, mentre per circa 16 mesi proteggono anche da lievi casi di malattia provocati dal virus, secondo la task force scientifica Covid-19 della Confederazione.

L'UFSP ha annunciato il 19 agosto che da gennaio 782 persone hanno contratto la Covid-19 nonostante la vaccinazione completa. Centoventidue hanno dovuto essere ricoverate e 23 sono morte. Ventuno di loro avevano più di 80 anni.

In Svizzera, fino al primo settembre sono state esaminate 6'603 notifiche di sospette reazioni avverse da medicamenti in relazione alle vaccinazioni anti-Covid. Nel 67,3% dei casi si è trattato di effetti considerati non gravi, ha indicato Swissmedic. In 137 casi gravi le persone sono decedute a differenti intervalli di tempo dalla vaccinazione, ma nonostante un’associazione temporale con la vaccinazione, non vi sono in nessun caso indizi concreti che la causa del decesso sia stata la somministrazione del vaccino, scrive l'istituto.

Certificato Covid

Il certificato Covid svizzero è pienamente integrato nella piattaforma UE dal 9 luglio. Il documento elvetico dotato di codice QR (in forma cartacea o digitale) è valido in tutti gli Stati membri dell’UE e in quelli non facenti parte dell’Unione che hanno deciso di aderire alla piattaforma. Gli spostamenti risultano più facili e i vaccinati e i guariti dalla Covid-19 non devono più fare il tampone per recarsi in questi Paesi. Allo stesso tempo, il certificato digitale Covid dell’UE è valido per i viaggi nel territorio della Confederazione.

Dal 13 settembre, il certificato è necessario anche all’interno di ristoranti e bar. Anche l’accesso alle strutture culturali e per il tempo libero, quali musei, biblioteche, giardini zoologici, centri fitness e piscine coperte è limitato alle persone vaccinate, guarite o risultate negative al test. In caso di inosservanza dell'obbligo sono previste multe di 100 franchi.

UFSP

Il certificato Covid è stato introdotto nella maggior parte delle 12 Università pubbliche del Paese, in cui i corsi sono ricominciati il 20 settembre. Una decisione che ha creato qualche polemica, anche legato alle diverse modalità con cui gli atenei hanno introdotto e gestiscono questo obbligo. Più dettagli nell'articolo qui sotto.

Il certificato svizzero sarà distribuito anche ai vaccinati all'estero. Il Consiglio federale, rispondendo alle preoccupazioni del settore del turismo, ha deciso che dal 20 settembre potranno ottenere un certificato Covid svizzero tutte le persone che hanno ricevuto, all'estero, un vaccino approvato dall'Agenzia europea del farmaco. Ciò concerne, oltre a quelli già omologati in Svizzera - Moderna, Pfizer/BioNtech e Johnson & Johnson - anche il preparato di AstraZeneca.

Lo scopo è permettere a queste persone di partecipare alla vita sociale e culturale o di andare al ristorante, ha precisato il ministro della sanità Alain Berset. In una fase transitoria che durerà fino al 10 ottobre 2021, per lasciare tempo ai Cantoni di organizzarsi, ai turisti stranieri saranno riconosciuti tutti i certificati di vaccinazione esteri.

Coronavirus e ricerca medica

I vaccini contro la Covid-19 sono meno efficaci per i pazienti con il sistema immunitario inibito. È la conclusione a cui sono arrivati i ricercatori dell'Inselspital di Berna in uno studio pubblicato su The Lancet Rheumatology il 16 settembre. Gli anticorpi che proteggono contro la Covid-19 sono stati individuati solo nella metà dei pazienti che utilizzano i farmaci immunosoppressori Rituximab o Ocrelizumab, benché tutte le persone interessate siano state vaccinate con uno dei vaccini omologati in Svizzera.

È stata scoperta una predisposizione genetica correlata a un grave decorso della malattia di Covid-19 e legata al sistema antigenico leucocitario umano. La scoperta è stata realizzata da un team di ricerca internazionale sotto la direzione dell’Ospedale Charité di Berlino e con la partecipazione dell’Ospedale cantonale argoviese di Baden. I risultati dello studio sono stati pubblicati dalla rivista specializzata EClinicalMedicine.

Dopo aver sviluppato un anticorpo capace di contrastare il coronavirus, l'Istituto di ricerca in biomedicina di Bellinzona è ora in attesa di poter dare il via alla sperimentazione sull'uomo. Un antidoto potrebbe arrivare per la fine del 2022.

Quali sono le ultime misure decise dal governo?

Il governo svizzero ha comunicato l'estensione dell'obbligo del certificato vaccinale a partire da lunedì 13 settembre. Il certificato Covid, prima in vigore per accedere alle discoteche e alle manifestazioni con più di 1'000 persone, è ora richiesto anche per altri luoghi di svago all'interno, tra cui i ristoranti e i cinema.

Per quanto riguarda le misure sanitarie, gli ultimi allentamenti sono entrati in vigore il 26 giugno e sono i seguenti:

Revocato l’obbligo della mascherina all’aperto, così come al lavoro e nelle scuole di livello secondario. La competenza per licei, scuole specializzate e professionali torna ai cantoni.

Revocato il limite massimo di persone sedute a uno stesso tavolo nei ristoranti. Per chi è seduto all'esterno non è più necessario fornire i dati per il tracciamento. Se si è seduti all'interno, bastano i dati di una persona per gruppo.

Hanno riaperto le discoteche e i parchi acquatici. L'accesso è limitato alle persone in possesso di un certificato Covid.

Consentite le grandi manifestazioni con più di 10'000 persone, sempre con accesso limitato ai possessori di un certificato Covid. Per gli eventi con più di 1'000 persone è necessaria l'autorizzazione del cantone. 

Per gli organizzatori di manifestazioni che non vogliono o possono richiedere il certificato Covid rimangono dei limiti. Se il pubblico è seduto sono consentiti 1'000 spettatori. Se invece i presenti si muovono sono autorizzati al massimo 250 partecipanti al chiuso e di 500 all'aperto. Sia all'esterno che all'interno la capienza massima deve essere limitata ai due terzi.

Revocato l'obbligo del telelavoro, che resta in ogni caso raccomandato. 

Previsti anche allentamenti delle limitazioni della capienza imposte a negozi, strutture per il tempo libero e impianti sportivi. Nei locali in cui si può indossare la mascherina bastano quattro metri quadrati per persona.

L'esercizio di un'attività sportiva o culturale all'aperto non è più soggetto ad alcuna restrizione. Al chiuso devono invece essere registrati i dati di contatto. L'obbligo della mascherina e quello di mantenere la distanza e le limitazioni della capienza sono revocati.

Revocato anche il divieto di svolgere fiere con meno di 1'000 persone al chiuso. Non sono nemmeno più previste prescrizioni sulla capienza. Alle fiere che non richiedono il certificato Covid vige però l'obbligo della mascherina al chiuso e la consumazione è ammessa soltanto in settori ben limitati.

swissinfo.ch

Qual è la situazione alle frontiere?

Da lunedì 20 settembre tutte le persone che entrano in Svizzera devono disporre di un certificato sanitario valido. Lo ha deciso il 17 settembre il governo federale per prevenire un aumento del numero di contagi dovuto al rientro dalle vacanze autunnali.

L'obbligo di disporre di un tampone negativo per entrare nella Confederazione vale per tutti coloro che non sono vaccinati o guariti, e ciò indipendentemente da dove provengono e con quale mezzo di trasporto hanno viaggiato. Chi in dogana non potrà presentare un test negativo dovrà sottoporsi al test immediatamente dopo l'entrata in Svizzera.

Dopo un periodo compreso tra quattro e sette giorni, i non vaccinati o guariti dovranno, a loro spese, farsi testare nuovamente. Il risultato andrà inoltrato al servizio cantonale competente.

Tutte le persone che valicano la frontiera in entrata - questa volta compresi i vaccinati e i guariti - sono poi chiamati a riempire il Modulo di entrata SwissPLFLink esterno per consentire ai Cantoni di effettuare controlli a campione per verificare che le nuove disposizioni vengano rispettate.

Non devono invece presentare test e formulario SwissPLF i frontalieri, chi transita senza fermarsi attraverso la Confederazione, chi trasporta merci o persone a titolo professionale, nonché le persone che entrano da regioni confinanti con la Svizzera con le quali esiste uno stretto scambio economico, sociale e culturale. Sono esentati dal test, ma non dal Modulo di entrata, anche i minori di 16 anni.

Chi non rispetterà le nuove disposizioni federali potrà essere multato: 200 franchi in caso di assenza di certificato sanitario, 100 franchi per un modulo non compilato.

Agli svizzeri e agli stranieri con permesso di domicilio in Svizzera sarà consentita l'entrata nel Paese anche se risultati positivi al test del coronavirus. In questo caso la persona interessata dovrà mettersi direttamente in isolamento e annunciarsi al servizio medico cantonale entro due giorni.

Per maggiori informazioni sulle regole vigenti a seconda del Paese di provenienza, consultare il servizio della Confederazione TravelCheckLink esterno.

Come sta andando l'economia svizzera?

La prevista ondata di fallimenti aziendali legata alla pandemia non si sta ancora verificando in Svizzera: le chiusure sono solo leggermente aumentate nel 2021, mentre si conferma il boom di nuove imprese. E nel contempo aumentano le bancarotte di privati. Sono queste, in estrema sintesi, le indicazioni che emergono dalle statistiche pubblicate il 6 settembre dalla società di informazioni economiche Creditreform. 

L'epidemia di coronavirus è costata alla Svizzera 39 miliardi di franchi. Lo ha detto il ministro delle finanze Ueli Maurer in un'intervista alla Neue Zürcher Zeitung pubblicata il 30 giugno. Se si tiene conto anche di perdite non esattamente quantificabili la pandemia dovrebbe costare economicamente tra i 60 e i 70 miliardi di franchi, ha precisato. La riduzione del debito causato dalla pandemia dovrebbe però essere possibile nel corso delle due o tre prossime legislature senza misure di austerità dolorose, ha aggiunto Maurer.

Un Recovery Plan per rilanciare il turismo svizzero, in difficoltà a causa della crisi pandemica è stato adottato il primo settembre dal Consiglio federale. Il programma prevede tre fasi. La prima consiste in fondi supplementari per 30 milioni di franchi che saranno destinati alla promozione della domanda per il periodo 2022-2023. Venti milioni verranno impiegati per le attività di marketing di Svizzera Turismo, i restanti dieci per il sostegno finanziario ai partner turistici. Tra gli scopi principali ci sono la riconquista degli ospiti stranieri e il rafforzamento dello sviluppo del turismo sostenibile.

Secondo le proiezioni del FMI, il prodotto interno lordo dovrebbe crescere del 3,5% quest’anno e del 2,8% l’anno prossimo, confermando così le sue precedenti stime di aprile. 

Le aziende svizzere stanno uscendo con molto slancio dalla crisi del coronavirus, con risultati semestrali spesso superiori alle previsioni, secondo un'analisi dell'agenzia finanziaria Awp. In termini di fatturato, ad esempio, quasi quattro aziende su cinque quotate alla Borsa svizzera hanno superato le stime medie e due su cinque sono andate anche al di là dei pronostici più ottimistici. Bisogna tuttavia rimanere prudenti per quanto riguarda il futuro poiché la lista dei potenziali rischi è lunga, avvertono gli esperti.

Qual è la situazione degli svizzeri che vivono all'estero?

Il governo svizzero ha confermato il 25 agosto l'estensione dell'accesso alla vaccinazione in Svizzera anche a chi non vive nella Confederazione. Rientrano nella misura tutte le persone che hanno un legame stretto con il Paese e non possiedono l'assicurazione sanitaria obbligatoria, cioè gli svizzeri residenti all'estero e i loro parenti stretti (coniugi, figli, genitori e suoceri che vivono nella stessa abitazione) e i frontalieri. I costi sono a carico della Confederazione.

Molti svizzeri all'estero si sono trovati in grandi difficoltà finanziarie a causa della pandemia. In Paesi dove i salari sono bassi, i risparmi sono rari e le misure di sostegno pubblico sono scarse, numerosi espatriati elvetici si sono trovati di fronte a decisioni cruciali.

La Confederazione ha fornito un aiuto agli svizzeri all'estero che hanno perso il lavoro o il cui reddito è sceso a un livello talmente basso da non poter più garantire il sostentamento. Sono stati sostenuti anche gli svizzeri all'estero che lavorano nel settore del turismo e che hanno un reddito insufficiente.

Come sta evolvendo la pandemia nel mondo?

Le campagne di vaccinazione sono in corso nella maggior parte dei Paesi industrializzati. Ci potrebbero però volere mesi o addirittura anni prima che il 50-75% della popolazione venga vaccinata, ciò che consentirebbe di raggiungere la cosiddetta immunità di gregge.

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Dove trovare informazioni sul coronavirus in Svizzera e nel mondo?

Tutte le informazioni e gli approfondimenti sono disponibili nel dossier specialeLink esterno di SWI swissinfo.ch, sulla pagina FacebookLink esterno e su TwitterLink esterno.

Purtroppo non possiamo fare ricerche e rispondere a domande individuali. Si prega di controllare i seguenti siti web ufficiali della Confederazione per le informazioni più accurate e aggiornate.

Infoline per chi viaggia in Svizzera: +41 58 464 44 88 (6am-11pm)

Ufficio federale della salute pubblicaLink esterno

Organizzazione mondiale della sanitàLink esterno

Numero di contagi e decessi a livello mondialeLink esterno

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