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Energia atomica in Finlandia, un esempio per la Svizzera?

Il cantiere di Olkiluoto 3 accanto alle due centrali atomiche già esistenti swissinfo.ch

La Finlandia è il primo paese europeo ad aver deciso la costruzione di una nuova centrale nucleare dopo l'incidente di Chernobyl. Una scelta che rilancia il dibattito internazionale sull'energia atomica.

Questo contenuto è stato pubblicato il 23 settembre 2006 - 13:49

Nel paese scandinavo è inoltre in fase di realizzazione il primo deposito finale di materiale altamente radioattivo. In Svizzera invece, il discorso sull'energia nucleare è da qualche anno in una fase di riflessione.

Le dimensioni del cantiere di Olkiluoto 3 sono gigantesche. Da un anno. centinaia di operai e ingegneri lavorano alla costruzione dell'involucro del primo reattore.

«Qui non è come in Svizzera: non si deve scavare per centinaia di metri. Basta rimuovere lo strato superiore del terreno», spiega Markus Fritschi indicando la roccia granitica che affiora dal suolo.

Di fronte alle circostanze politiche e geologiche della Finlandia, il responsabile del progetto di depositi di stoccaggio presso il Consorzio nazionale per l'immagazzinamento di scorie radioattive (Nagra) non può che sognare ad occhi aperti.

Alla fine di giugno il Consiglio federale è giunto ad una conclusione: come evidenziato dal Nagra, l'immagazzinamento finale di scorie altamente radioattive in Svizzera è fattibile. Tale concetto è d'altronde contemplato nella nuova Legge federale sull'energia nucleare (in vigore dal febbraio 2005), la quale prevede pure una moratoria di 10 anni per l'ampliamento delle centrali nucleari esistenti e per la costruzione di nuovi impianti.

In altre parole, i prodotti di scarto devono essere depositati temporaneamente per 40 anni ed in seguito immagazzinati nelle coltri geologiche profonde della Svizzera.

Basi scientifiche incontestate

«Con la decisione del governo elvetico è chiaro che la discussione su una nuova centrale nucleare è ben distinta da quella sull'immagazzinamento delle scorie», sottolinea Fritschi. «La base scientifica di uno stoccaggio in profondità non è messa in discussione nemmeno dagli oppositori».

Quello che però non è ancora stato definito è l'ubicazione del futuro deposito sotterraneo. Secondo i ricercatori del Nagra, il luogo ideale si troverebbe a Benken, nella regione del Weinland (canton Zurigo).

Il governo elvetico si mostra tuttavia prudente: per evitare il confronto politico sul tema del nucleare non si è per ora ancora sbilanciato. L'esecutivo del canton Zurigo ha invece già manifestato la sua opposizione ad un eventuale progetto di immagazzinamento a Benken.

Quale energia per il futuro?

Un altro punto che in Svizzera non è ancora stato chiarito è la futura forma di produzione di corrente elettrica. La sinistra e gli ecologisti auspicano un distacco a medio termine dall'energia atomica e un maggiore sviluppo delle energie alternative.

I partiti borghesi e il settore dell'industria elettrica credono invece nella necessità di una nuova centrale atomica.

Per il momento, il Consiglio federale non si è espresso in favore di nessun scenario. Il consumo di energia cresce di anno in anno e al più tardi entro il 2020 le centrali atomiche più vecchie del paese saranno sconnesse dalla rete.

Due involucri attorno al reattore

Olkiluoto è una penisola sulla costa occidentale della Finlandia, 300 km a nord-ovest di Helsinki. Con i lavori iniziatisi il 3 settembre 2005, si sta costruendo qui il primo reattore ad acqua pressurizzata (EPR) d'Europa. A partire dal 2010 sarà allacciato alla rete, alla quale fornirà 1600 Megawatt.

Essenzialmente, l'EPR non presenta alcuna tecnologia innovativa. «Le differenze tecnologiche rispetto ai reattori attuali sono di natura accademica. L'EPR fa rappresenta la terza generazione ed è il risultato del costante sviluppo dei reattori presenti in Germania e Francia», spiega a swissinfo Michael Schorer, del Forum svizzero sull'energia nucleare.

Il nuovo reattore presenta due novità: un involucro di cemento addizionale attorno al reattore e una superficie per il raffreddamento nel caso di una fusione del nocciolo.

«Dopo gli attentati dell'11 settembre 2001, Olkiluoto 3 è stato rafforzato in modo che la struttura del reattore possa resistere anche in caso di un attacco con un aereo», rileva Martin Landtman, vice presidente del progetto.

Nucleare invece del carbone

Sul sito di Olkiluoto sono già presenti due centrali atomiche, un deposito provvisorio di rifiuti altamente radioattivi e un magazzino per lo stoccaggio finale di scorie a bassa e media radioattività. In futuro (2020) sorgerà anche il primo deposito del mondo per l'immagazzinamento del materiale di scarto più pericoloso.

Nel 1993, il parlamento finlandese aveva respinto la costruzione di ulteriori centrali nucleari. «Poi è subentrato un cambiamento di opinione», ci dice Jorma Aurela del Dipartimento finlandese dell'energia.

«Con Olkiluoto 3 possiamo rinunciare alle vecchie centrali a carbone, ciò che permetterà di raggiungere gli obiettivi sanciti nel Protocollo di Kyoto».

swissinfo, Andreas Keiser, Olkiluoto
(traduzione: Luigi Jorio)

Energia atomica in Svizzera

In Svizzera sono in servizio 5 centrali atomiche.

Ogni anno producono 24 miliardi di Kilowattora di energia, coprendo quasi il 40% del fabbisogno energetico del paese.

Beznau I: entrata in funzione nel 1969
Beznau II: 1971
Mühleberg: 1971
Gösgen: 1978
Leibstadt: 1984

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Olkiluoto 3 e deposito finale

La Finlandia sta costruendo la sua quinta centrale atomica. La costruzione del sesto impianto sarà discussa in futuro.

Il mercato dell'energia è gestito da privati. La concessione delle autorizzazioni è di competenza statale.

Il sito di Olkiluoto 3 è stato voluto dall'industria elettrica nel 1998. Il progetto ha dato luogo a numerosi conflitti politici e il divario tra i partiti (energia a gas o atomica?) si è accentuato.

Nel gennaio 2002 il governo finlandese si è pronunciato in favore di una nuova centrale atomica. Nel mese di maggio, la decisione è stata accettata da una stretta maggioranza del parlamento. Ciò ha provocato il distacco dei Verdi dalla coalizione di governo.

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