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Delitto in Vaticano: 5 anni dopo è ancora mistero

Il pontefice, in preghiera davati alle tre bare, subito dopo il dramma

(Keystone Archive)

Cinque anni di speculazioni, inchieste, libri, denunce.

Ma l'assassinio-suicidio avvenuto presso la caserma delle Guardie svizzere in Vaticano, continua a rimanere avvolto -per molti- nel mistero.

In questi giorni, come ogni anno, presso la guardia pontificia, fervono i preparativi per il tradizionale giuramento che avverrà martedi 6 maggio.

32 nuove reclute giureranno fedeltà al Papa. Ma i vertici del più piccolo esercito del mondo, chiedono ai giornalisti di non fare domande su quell' avvenimento.

Dietro le mura vaticane l'omicidio dell' ex-comandante Alois Estermann, della moglie Gladys e il suicidio del presunto assassino, il vicecaporale Cédric Tornay, è storia passata.

La versione del Vaticano

D'altronde già quella stessa tragica sera, due ore dopo la strage, la sala stampa vaticana dava la sua versione dei fatti, divenuta poi quella definitiva: un raptus di follia ha condotto Tornay a uccidere il suo comandante e la moglie.

Raptus dovuto con ogni probabilità a un tumore al cervello del giovane soldato.

Ma il tragico tema era troppo ghiotto per liquidarlo così affrettatamente. Molte da quel giorno le speculazioni, le contro-inchieste.

Le ipotesi

Alcuni hanno letto dietro a questa strage oscuri intrighi vaticani. Altri come l'ex-giudice antimafia Ferdinando Imposimato, la mano dei servizi segreti della Germania orientale, la Stasi.

Una trama, secondo l'ex-magistrato, che collegherebbe Estermann all'intelligence berlinese, anche per un suo ruolo nell'attentato al Papa nel 1981 e al rapimento della giovane Emanuela Orlandi, figlia di un impiegato vaticano, scomparsa nel nulla, nel 1983.

Ad alimentare altri sospetti, gli avvocati francesi Luc Brosselet e Jaques Vergès, che chiedono di riaprire il caso.

I due giuristi, che rappresentano la madre di Tornay, Muguette Baudat, sostengono che quella sera, al momento dei fatti, nell' appartamento di Estermann c'era una quarta persona, la vera responsabile del massacro.

Infatti, dalle perizie svolte in Svizzera, Tornay non si è suicidato come sostiene la versione ufficiale, ma è stato ucciso. Nel suo cervello poi, non sono state trovate tracce del tumore che avrebbe scatenato il raptus.

La tesi omosessuale

Insomma una vera "City of secrets" come recita il titolo del recente libro di John Follain, corrispondente a Roma del Sunday Times.

Il giornalista britannico, dopo una lunga e accurata investigazione svolta in tutta Europa, arriva a confermare in parte la versione vaticana: Tornay fu il vero responsabile dell'eccidio. Sparò a Estermann e alla moglie perché animato dalla gelosia. Follain ritiene che il comandante e il vice caporale abbiano avuto una storia sentimentale.

Tuttavia, Estermann amava umiliare in pubblico il suo subalterno, lo prendeva in giro e alla fine, dopo avergli negato la medaglia di benemerenza, in genere conferita a tutti i militi, dopo tre anni di servizio, aveva anche cominciato a "flirtare" con un altro commilitone.

Umiliazioni e gelosia dunque che avrebbero portato Tornay a compiere il folle gesto.

Il silenzio della Santa Sede

Su tutte queste speculazioni tuttavia, il Vaticano non ha mai voluto prendere nessuna posizione, dichiarando chiusa la vicenda.

La riapertura dell' inchiesta appare improbabile. L'unico a poterlo fare, sarebbe il Papa stesso. Ma Giovanni Paolo II non sembra minimamente intenzionato a dare credito alle molte illazioni, preferendo lasciare sepolto per sempre uno dei capitoli più tragici della storia vaticana recente.

Paolo Bertossa, Roma

In breve

La sera del 4 maggio 1998, nell'appartamento di Alois Estermann, da pochi giorni nominato nuovo comandante delle guardie svizzere, testimoni odono alcuni colpi di pistola.

Poco dopo, in un bagno di sangue, vengono ritrovati cadavere il comandante, la moglie Gladys Meza Romero e il vice-caporale Cédric Tornay.

Appena due ore dopo, la sala stampa vaticana espone la sua versione dei fatti: Il vice caporale, in un raptus di follia ha ucciso Estermann e la moglie, prima di togliersi la vita.

Sarà questa la versione ufficiale confermata dalla magistratura della Santa Sede. Solo Estermann e la moglie avranno diritto a un funerale ufficiale in S. Pietro.

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