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Volontari contro il lupo sugli alpeggi

Uno dei volontari che passano le notti a sorvegliare le greggi ad alta quota. Keystone / Jean-christophe Bott

Missione fuori dal comune quella che stanno affrontando 120 volontari in Vallese: sostituirsi al pastore durante la notte per proteggere le greggi dalle aggressioni dei lupi.

Questo contenuto è stato pubblicato il 31 luglio 2021 - 13:58
tvsvizzera.it/spal

Tra il 2019 e il 2020 il lupo ha attaccato ed ucciso parecchie pecore sugli alpeggi svizzeri, per questa ragione l’Organizzazione per la protezione degli alpeggi ha deciso di aiutare gli allevatori, proponendo delle nottate di guardia, rivolte a volontari.

Le adesioni sono state molte e la proposta ha destato grande interesse, infatti le reclute estive sono 120. La sorveglianza inizia alle 22 e termina verso le 6 del mattino. Naturalmente bisogna conoscere la montagna e avere alcune nozioni di base.

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La notte inizia accendendo un fuoco, un punto di riferimento e di calore, poi la fase di sorveglianza ha inizio. Normalmente le pecore riposano in zone recitante (recinto elettrico) e i volontari, due alla volta, le controllano illuminando ogni dieci minuti le pareti delle valle, così da spaventare eventuali predatori. Non sono esclusi momenti di tensione e picchi d’adrenalina quando tra gli alberi un lupo si avvicina.

Per quest’anno il programma d’aiuto si rivolge a tre alpeggi in Vallese: uno nell’Entremont, il secondo nella Val de Bagnes e il terzo sul Trient. Un gesto rivolto agli agricoltori che non ce la fanno più a lavorare sia di giorno sia di notte e che si lamentano per il ritorno del lupo, visto come il nemico dell’agricoltura di montagna.

La loro speranza ora è che questo progetto si sviluppi e si espanda ad altri alpeggi, per dar continuità ad una tradizione importante a livello svizzero e per permettere la convivenza di prede e predatori, così da non doversi schierare con chi è pro o contro il lupo.

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