Navigazione

Saltare la navigazione

Sotto-siti

Funzionalità principali

Senza lavoro e formazione Generazione Neet, giovani europei senza prospettive

(ANSA)

La chiamano generazione "NEET" e sono i giovani fino ai 34 anni che non sono in formazione, non hanno lavoro e spesso neppure lo cercano. A causa della crisi economico-finanziaria iniziata nel 2007, questa categoria di persone è in costante aumento. In Italia più del 30% dei giovani tra i 20 e i 34 anni appartengono a questa generazione. In Svizzera sono l'8.4%.

I dati sono stati pubblicati nei giorni scorsi da EurostatLink esterno. Nell’Unione europea ci sono almeno 17 milioni di giovani che non sono impegnati nel ricevere un’istruzione o una formazione, non hanno impiego né lo cercano. Ancora una volta è l’inglese che ci aiuta a descriverli con l’acronimo NEET (Not in Education, Employement or Training).

Da disoccupato a NEET

Le tradizionali categorie di “occupati” e “disoccupati“ sono stati usati per descrivere il mercato del lavoro. In altre parole, c'è chi lavora e chi invece cerca attivamente un posto di lavoro. Ma qualcosa è cambiato. Tra coloro che sono disoccupati c’è una sottocategoria: persone che non hanno lavoro né lo cercano attivamente.

NEET è l'acronimo inglese di "not (engaged) in education, employment or training".  Indica individui che non sono impegnati nel ricevere un'istruzione o una formazione, non hanno un impiego né lo cercano, e non sono impegnati in altre attività assimilabili, quali ad esempio tirocini o lavori domestici.

Fine della finestrella

Gli ultimi dati raccolti raccontano che dei 17 milioni di giovani europei NEET, il 42% dei maschi e il 70% delle femmine è inattivo, ovvero sono disoccupati e non cercano lavoro. Il dato è preoccupante: tutta questa generazione di giovani potrebbe restare fuori dal mondo del lavoro per molto tempo se non addirittura per sempre.

La conseguenza diretta, è facile da intuire. Questi giovani, a livello personale, vanno verso la povertà e l’esclusione sociale. A livello macroeconomico rappresentano una considerevole perdita in termini di manodopera inutilizzata e naturalmente una enorme peso per lo stato sociale.


neet

Considerati i primi cinque paesi e gli ultimi cinque insieme alla media dell'Ue

Italia fanalino di coda

Se la media europea si attesta al 18.3%, in Italia la generazione NEET raggiunge il 30.7% dei giovani tra 20 e i 34 anni. Questi giovani abitano soprattutto a sud e sono per la maggior parte donne. Se tra questi NEET più o meno il 50% dei maschi si è rassegnato a restare disoccupato e non cerca lavoro, tra le donne questo dato sale al 70%.

Discorso diverso in Svizzera. Attualmente i NEET sono poco più dell’8% dei giovani tra i 20 e i 34 anni. Anche in Svizzera la differenza tra uomini o donne si fa sentire. Se tra i maschi sono il 6.1%, tra le donne la percentuale sale al 10.7%.

Differenza tra sessi

A livello di Unione europea, sono le donne che alimentano maggiormente la generazione NEET (22.7% contro il 14%). Le autorità europee spiegano questo fenomeno adducendo tre motivi principali.

1.      Convenzioni sociali o pressione sociali che attribuiscono alle donne un ruolo in famiglia e agli uomini un ruolo nel mondo del lavoro.

2.      Le opportunità di carriera rinforzano la segregazione di genere, costringendo le donne a una più ristretta cerchia di lavori.

3.      Disuguaglianze causate dal mercato del lavoro che preferisce i giovani uomini alle giovani donne. Un mercato che paga meno le donne e che spesso non favorisce il rientro delle mamme dopo la maternità.

Anche in questo caso la differenza tra uomini e donne NEET è più importante nei paesi del sud o dell’est dell’Europa: non solo Italia e Grecia ma anche Bulgaria, Romania e Spagna. La differenza di genere si fa meno marcata in Danimarca, Svezia, Olanda.

uominidonne

Sempre considerati gli stessi paesi della tabella precedente

Formazione decisiva

La formazione gioca un ruolo importante. In Italia ma anche in Grecia, Bulgaria, Slovacchia, Irlanda e Polonia, più del 50% della generazione NEET ha una formazione scolastica bassa. Queste persone hanno ottenuto al massimo la licenza delle scuole obbligatorie. Prendiamo il caso dell’Italia. Il 50.2% tra i NEET ha la formazione di base, il 28.2% ha una formazione superiore ma non universitaria. Il restante ha una formazione terziaria.

Infine, a differenza del resto dell’Europa la generazione NEET italiana abita equamente in città, nelle periferie e nelle zone rurali. Mediamente in Europa la generazione NEET vive nelle zone rurali o nelle periferie. Chi abita in città rischia meno di entrare a far parte di questa generazione che non ha futuro.

×