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Primo caso di vaiolo delle scimmie in Svizzera: cos'è e cosa fare

Cdc

Le autorità sanitarie bernesi hanno confermato la comparsa di un primo caso nel proprio cantone. Ma quali sono i sintomi e come comportarsi? Ecco le indicazioni dell'Ufficio federale di Sanità pubblica.

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 maggio 2022 - 18:36
tvsvizzera.it/MaMi

Un primo caso di vaiolo delle scimmie è stato rilevato in Svizzera. Lo ha annunciato oggi il Dipartimento della sanità del Canton Berna, precisando che si tratta di una persona residente nel cantone che è stata esposta al virus all'estero.

Un tracciamento dei contatti, così da identificare eventuali catene di trasmissione, è stato effettuato, indicano le autorità cantonali in una nota. Tutte le persone che hanno avuto rapporti con l'interessato sono state informate. Il contagiato sta ricevendo un trattamento ambulatoriale e si trova in isolamento presso il suo domicilio.

Questo primo caso sospetto di vaiolo delle scimmie è stato segnalato ieri al Servizio del medico cantonale bernese e all'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Le successive analisi di laboratorio hanno permesso di confermare la diagnosi nel pomeriggio odierno.

Di cosa si tratta

Si tratta di una malattia infettiva virale causata dall’orthopoxvirus. Nell’essere umano il quadro clinico presenta alcune analogie con quello del vaiolo (Variola virus), debellato da una quarantina d'anni, anche se il vaiolo delle scimmie ha un decorso generalmente più blando.

Come si trasmette

L’orthopoxvirus è considerato moderatamente trasmissibile all’uomo, si legge sul sito dell'Ufficio federale di Sanità pubblicaLink esterno. L’infezione è trasmessa dagli animali (probabilmente da roditori) all’uomo (zoonosi). È anche possibile una trasmissione da uomo a uomo. L’infezione si trasmette attraverso grandi goccioline respiratorie e attraverso il contatto stretto con persone o animali infetti. Un’infezione può essere causata anche dal contatto con fluidi o sangue.

È possibile che il contatto sessuale con una persona infetta aumenti la probabilità di trasmissione da persona a persona. Uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini sembrano essere esposti a un maggior rischio di contagio. Le vie di trasmissione sono attualmente oggetto di analisi scientifiche approfondite.

Occasionalmente gli orthopoxvirus sono causa di focolai nel continente africano. Dall’inizio di maggio 2022 è stata rilevata per la prima volta una maggiore frequenza di casi di vaiolo delle scimmie in vari Paesi europei e nordamericani. La trasmissione della malattia è avvenuta probabilmente da uomo a uomo e non tutte le persone colpite hanno un’anamnesi di viaggio in un’area a rischio (Africa centrale e occidentale).

Quali sono i sintomi

Tra i sintomi della malattia rientrano febbre, mal di testa, mal di schiena, dolori muscolari, linfonodi ingrossati, brividi e spossatezza. Tipicamente si sviluppa un’eruzione cutanea con vescicole o pustole (analoghe a quelle del vaiolo) che spesso parte dal volto e poi si diffonde ad altre parti del corpo, anche fino ai genitali. Il periodo di incubazione fino all’inizio della malattia è di norma di 6˗16 giorni, talvolta anche più lungo.

La malattia ha generalmente un decorso blando. La maggior parte delle persone contagiate si ristabilisce in poche settimane. Le persone immunodepresse nonché i bambini e i giovani adulti sembrano avere un maggior rischio di decorso grave della malattia.

Cosa fare in caso di sospetto?

La persone con sintomi dovrebbero rivolgersi a un medico. Coloro che hanno un’anamnesi di viaggio in un’area a rischio (Africa centrale e occidentale) dovrebbero tenere sotto osservazione il proprio stato di salute e rivolgersi a un medico al manifestarsi dei sintomi.

I professionisti della salute applicano le misure di protezione secondo le raccomandazioni di SwissnosoLink esterno in materia di prevenzione delle infezioni per gli operatori sanitari a contatto diretto con i pazienti.

I casi sospetti dovrebbero essere isolati (periodo di isolamento da valutare insieme ai medici cantonali), testati (ulteriori informazioni si trovano sul sito CRIVELink esterno) e immediatamente dichiarati ai medici cantonali e all’UFSP (Dichiarazione su referto insolitoLink esterno).

Diversi casi sono emersi di recente in svariati Paesi europei e non solo. Fra le nazioni colpite vi sono ad esempio le confinanti Italia, Francia e Germania.

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