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Nato disponibile a una collaborazione forte con Berna

Jens Stoltenberg e Viola Amherd vogliono una maggiore collaborazione nella difesa. © Keystone / Laurent Gillieron

A differenza di Svezia e Finlandia la Svizzera continuerà ad essere neutrale ma si prospetta una collaborazione più stretta con l'Alleanza Atlantica. La questione è stata discussa nell'incontro tra Jens Stoltenberg e Viola Amherd a Davos.

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 maggio 2022 - 18:25
tvsvizzera/spal con Keystone-ATS

Nelle scorse settimane il dibattito sulle sanzioni e sul sostegno di Berna a Kiev è stato acceso nel paese, con alcune formazioni politiche, in particolare nello schieramento di destra (Unione democratica di centro), scettico sulle prese di posizione del governo. Una discussione che ha sicuramente coinvolto anche i consiglieri federali, come testimoniano le dichiarazioni del segretario generale della Nato Jens Stoltenberg a margine del Forum economico di Davos.

Nell'incontro con la responsabile politica svizzera della Difesa, Viola Amherd, il dirigente dell'alleanza atlantica ha rassicurato in merito al mantenimento di una forte cooperazione con Berna, anche dopo l'imminente adesione di Helsinki e Stoccolma. Con Berna questi due paesi condividono lo stesso status nel Partenariato per la pace, il programma costituito tra la Nato e gli Stati europei che non fanno parte dell'alleanza, e una loro promozione nell'alleanza rischia di isolare la Svizzera.  

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Jens Stoltenberg, ha fatto sapere Berna, si è comunque detto "aperto" a un rafforzamento delle reciproche relazioni, così come auspicato dalla stessa consigliera federale vallesana, ma l'iniziativa dovrà venire da Berna, che deve valutare le modalità e i termini per estenderle. Riflessioni in merito, ha rivelato Viola Amherd, sono in corso.

In concreto questo significa che entro ottobre sarà stilato un rapporto scritto sullo sviluppo di sinergie in questo ambito e potrebbero esserci ulteriori esercitazioni comuni. Ma è esclusa - almeno per il prossimo futuro - l'adesione della Confederazione alla Nato, così come la fornitura di armamenti prodotti in Svizzera a paesi coinvolti in un conflitto.

"Da parte nostra ci teniamo", ha affermato - in perfetta sintonia con il presidente della Confederazione Ignazio Cassis – la consigliera federale, che si rende però conto delle questioni giuridiche che potrebbero sorgere nei confronti di determinati paesi. Ma al riguardo Stoltenberg non ha voluto calcare la mano e "comprende bene la nostra posizione".

Viola Ahmerd ha anche rifiutato le critiche di chi reputa che Berna si avvantaggi, senza contribuire in modo adeguato, dell'attività della Nato nel continente. L'impegno che si sta protraendo del corpo speciale elvetico nei Balcani sta a testimoniare il contrario, segnala la politica federale. Resta invece da definire l'eventuale partecipazione della Svizzera al vertice Nato in agenda a fine giugno a Madrid.

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