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La provocazione di Regli: un fallo di quattro metri esposto a Milano

Farà verosimilmente discutere la mostra dello scultore urano all'Istituto svizzero di Milano

Un messaggio dirompente, imponente, che scardina i luoghi comuni di un paese e di una cultura come quella italiana. Un gioco volutamente ambiguo per mandare un input forte che schiaffeggia il visitatore regalandogli il ribaltamento del pensiero occidentale. Tutto questo e molto altro è la mostra presentata a Milano del'artista e scultore di Andermatt Peter Regli, alla sua prima personale italiana, che già fa discutere per la presenza, fra le opere, di uno smisurato fallo di 4 metri.

E' il modo in cui Regli, nell'ambito del progetto Reality hacking, vuole rovesciare l'ordine costituito di un simbolo architettonico come la colonna regalandole un'ambivalenza che fa pensare. Se il fallo in centro a Milano è offesa al luogo comune, in altre civiltà è protezione dal male e fertilità, simbolo degno di stare sulla porta di ogni casa.

La mostra Ages of Smoke, questo il titolo che rimanda a tempi sfumati e poco definiti nei loro confini, sarà nei locali dell'Istituto svizzero di Milano fino all'undici novembre e farà discutere per la sua dirompenza e i suoi significati, i quali racchiudono il pensiero che Regli sta portando avanti da anni. Cinque le opere presenti, rivisitazione dell'elemento architettonico della colonna. Opere che sono vere e proprie incursioni nella realtà che Regli di solito destina a luoghi di interazione umana e sociale.

Da un elemento animale come lo spettacolare grizzlie scolpito con una definizione che incute terrore fino ai simboli sferici e cubici e alla classicità. Un Regli dirompente e a tutto tondo, un Regli che impatta violentemente su gli occhi che guardano con gli occhiali del luogo comune. (Francesco Facchini/alaNEWS)

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