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Il Ticino è il cantone più povero della Svizzera?

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Un confronto intercantonale tra stipendi e costo della vita, e un concorso per rispondere a una domanda: i ticinesi sono i più poveri del Paese?

Questo contenuto è stato pubblicato il 10 settembre 2022 - 13:15
Patti Chiari, RSI

A Zurigo può costare anche più di 5 franchi, in Ticino si può bere spendendone appena 2. Sono gli alti e bassi del caffè espresso consumato nei bar della Confederazione. Un indice che traccia una mappa dei prezzi in Svizzera e che offre lo spunto per la  prima edizione di Patti Chiari dopo la pausa estiva.

Ma non è solo una questione di prezzi. Il caffè può anche costare 5 franchi, se lo stipendio mi permette di gustarmelo.

E allora si scopre che il salario mediano (quello che divide in due la popolazione, tra chi è sotto e chi è sopra una determinata cifra) a Zurigo è di 7’113 franchi al mese. Non c’è che dire: il più alto della Svizzera. Ma non si scherza nemmeno a Basilea: 6’789 franchi, a Ginevra: 6'731, nei Grigioni: 6’585.

E in Ticino? Da anni ormai siamo gli ultimi in classifica, ci dobbiamo accontentare di 5’546 franchi al mese. Ben 1’550 franchi in meno degli zurighesi, ma anche 1’000 in meno dei grigionesi. Poco male, ci dicono: da noi la vita costa meno e quindi i conti alla fine tornano. Ma è proprio vero? In fondo, i supermercati sono più o meno gli stessi, con gli stessi prezzi in tutta la Svizzera. Lo stesso vale per le Ferrovie federali, e per quanto concerne gli affitti, anche in Ticino spesso non si scherza.

Patti Chiari ha comparato quindi i salari dei ticinesi con quelli del resto della Svizzera. Abbiamo fatto la spesa in Bahnofstrasse a Zurigo e ad Airolo, confrontato stipendi e spese di una famiglia friburghese con una situazione analoga in Ticino, calcolato l’impatto di tasse, assicurazioni, affitti, divertimenti e spesa. Tutto questo per rispondere a una domanda che deve interrogare politici, sindacati, datori di lavoro: i ticinesi sono i più poveri della Svizzera? 

In studio, per discutere della risposta Mauro Baranzini, ex decano della Facoltà di economia dell’Università della Svizzera italiana (USI); Christian Vitta, il direttore del Dipartimento finanze ed economia del Canton Ticino; Giorgio Fonio, segretario regionale del sindacato OCST e Gian-Luca Lardi, della camera di Commercio Ticino. Collegato dalla sede di RTS di Ginevra, ha partecipato anche Giangiorgio Gargantini, segretario regionale del sindacato UNIA.

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