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Si allarga lo scandalo sessuale delle ong, abusi anche in MSF

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Questo contenuto è stato pubblicato il 14 febbraio 2018 - 19:59
tvsvizzera/spal con RSI (TG del 14.2.2018)

Mentre la Oxfam International è nella bufera per le presunte orge cui avrebbero partecipato suoi operatori ad Haiti, lo scandalo sessuale sembra espandersi a macchia d’olio investendo altri operatori umanitari.

La ministra britannica per la Cooperazione allo Sviluppo, Penny Mordaunt, ha paventato oggi il rischio concreto di un taglio dei fondi pubblici all’organizzazione, qualora venissero confermati gli abusi rivelati dai media, proprio mentre sponsor e testimonial la stanno abbandonando.

Le violente critiche investono infatti non solo alcuni suoi collaboratori ma anche dirigenti che non avrebbero prevenuto e sanzionato adeguatamente comportamenti più che discutibili dello staff. Inoltre sono emersi nuovi sconcertanti episodi di cui si sarebbero resi protagonisti funzionari della Oxfam.

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Ma lo scandalo non sembra essere confinato a questa organizzazione umanitaria inglese. È notizia di oggi l’autodenuncia da parte di Médecins sans frontières: nell’anno passato si è avuto conoscenza, attraverso segnalazioni, di 24 sospetti abusi sessuali all’interno della sua organizzazione, in seguito ai quali sono stati allontanati 19 suoi collaboratori.

Nel 2017, ha reso noto MSF, c'erano più di 40'000 membri dello staff che lavoravano sul campo e ci sono stati 146 reclami o segnalazioni di reclami riguardanti "abuso di potere, discriminazione, molestie e altre forme di comportamento inappropriato".

La nostra leadership, ha però voluto aggiungere l’ong impegnata sui sanguinosi teatri di guerra, "si è impegnata inequivocabilmente a combattere gli abusi".

 

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