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"Preferisco restare a casa"

La facciata dello stabilimento che ospita il Museo d'arte ma anche la famosa sala concertistica di Lucerna. Keystone / Urs Flueeler

Il Kunstmuseum di Lucerna, per la grande mostra dopo il lockdown, punta su Rinus Van de Velde che costruisce mondi alternativi, senza muoversi dall'atelier. Non a casa l'esposizione si intitola "I'd rather stay at home", ovvero preferisco restare a casa.

Questo contenuto è stato pubblicato il 26 aprile 2021 - 17:56

In un momento nel quale - dopo un anno di pandemia - cresce la voglia di uscire e di viaggiare, il Kunstmuseum di LucernaLink esterno propone fino al 20 giugno una grande esposizione dedicata a un artista belga emergente: Rinus Van de Velde. Con i suoi disegni, film e grandi installazioni costruisce mondi alternativi, senza muoversi dal suo atelier.

Con o senza pandemia, difficilmente l'artista abbandona la sua casa di Anversa. Non ama guidare, partire in montagna, sulle Alpi... troppo pericoloso per lui affrontare i passi con tutte quelle curve. Lascia quindi viaggiare i suoi personaggi; li crea con diversi tipi di materiali, li disegna. Trasforma opere di cartone in set cinematografici, che usa per realizzare film.

Il museo d'arte di Lucerna, per la sua grande mostra dopo il lockdown, ha deciso di puntare su questo giovane artista in ascesa, ma in Svizzera ancora sconosciuto. "Rinus Van de Velde è una persona molto ansiosa, dice che viaggiare è rischioso... non sai mai se il bus parte davvero, poi magari prendi quello sbagliato e quando arrivi in un hotel  è diverso da come te lo eri immaginato, il cibo magari è cattivo. A lui tutti questi rischi non piacciono", spiega Fanni Fetzer, direttrice del Kunstmuseum di Lucerna.

L'artista sostiene che la vera ricchezza sta nei viaggi con la fantasia. Avventure assurde, cariche di umore o malinconiche. "È molto facile entrare nel suo universo, è come entrare in un cartone animato, ma più a lungo si osservano le sue opere, più si vede che hanno molti livelli e sono piene di sfumature, non ci si annoia mai", dice Fanni Fetzer.

"La pandemia ha paradossalmente avuto anche effetti positivi, abbiamo risparmiato denaro, perché abbiamo annullato vernissage o gli incontri con gli artisti, e allora abbiamo deciso di reinvestire questo denaro nell'arte. Quest'anno metteremo a disposizione per l'acquisto di opere il doppio della somma spesa in un anno normale".

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tvsvizzera.it/fra con RSI

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