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Come nasce una pietra (da curling)

È in Scozia, in una piccola azienda a conduzione familiare, che vengono fabbricate le 'stones' più performanti; l'abbiamo visitata

Domenica sera, la nazionale femminile svizzera di curling giocherà per la medaglia d'oro ai Mondiali in corso in Canada. Il team di Binia Feltscher si è qualificato per la finalissima che potrà giocare contro la Russia, il Canada o il Giappone.

Il curling si gioca con pietre di granito levigate con precisione, per scivolare al meglio sul ghiaccio. È in Scozia, in una piccola azienda a conduzione familiare, che vengono fabbricate le pietre più performanti. L'abbiamo visitata.

Ailsa Craig, in italiano "la pietra di Elisabetta", è una piccola isola scozzese da dove si ricava il granito usato per fabbricare le pietre da curling. Da un secolo, una piccola azienda a conduzione familiare fornisce tonnellate di granito verde e blu alla fabbrica di Mauchline, in Scozia.

È qui che comincia il lavoro. Prima tappa: tagliare il granito verde, parte essenziale della pietra. Seconda tappa: applicare alle due estremità uno strato di granito blu molto fine e impermeabile, fondamentale per scivolare al meglio. Assemblare i due graniti diversi è dunque la formula magica della rinomata fabbrica di Mauchline.

Una pietra da curling pesa 18 chili e 100 grammi. La precisione del peso dipende da un lavoro di fabbricazione molto minuzioso. La lucidatura è un elemento importantissimo che richiede una precisione millimetrica, solo così la pietra scivola alla perfezione.

Le Kays of Scotland [cfr. video] sono le migliori al mondo. L'orgoglio del titolare Bill Hunter è legittimo: "Siamo molto fieri. Abbiamo concepito e realizzato queste pietre di curling che scivolano sul ghiaccio in modo unico."

Una pietra come questa costa mille franchi. La garanzia dura ben un secolo!

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