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Al film Regra 34 il Pardo d’oro del Festival di Locarno

Una raggiante Julia Murat mostra il Pardo d'oro che le è stato assegnato per "Regra 34" © Keystone / Urs Flueeler

Il Pardo d'oro della 75esima edizione del Locarno Film Festival è stato vinto dalla pellicola brasiliana "Regra 34" ("Rule 34"), nel giorno in cui il presidente Marco Solari ha annunciato la sua uscita di scena dalla manifestazione culturale alla fine del prossimo anno.

Questo contenuto è stato pubblicato il 13 agosto 2022 - 17:00
tvsvizzera.it/spal con Keystone-ATS

Il film della regista Julia Murat si concentra sull'onnipresenza del sesso e delle sue regole. "Regra 34" è il terzo lungometraggio della 42enne regista brasiliana e prende il suo titolo da un detto noto sul web: "Regola 34: se esiste, c'è anche la versione porno - nessuna eccezione". Un'affermazione sulla quale Julia Murat riflette nel film, interrogandosi sulla compatibilità tra desiderio, libertà e protezione.

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Per il direttore artistico del festival Giona A. Nazzaro si tratta di “un'opera audace e politica destinata a lasciare un segno importante". L’esito del concorso internazionale, ha aggiunto il direttore, testimonia la vitalità del cinema brasiliano "che ha scritto pagine chiave della storia del cinema mondiale" e "che si trova in prima linea per difendere un'idea di mondo più inclusivo e libero".

Gli altri premi

Il Premio speciale della giuria dei comuni di Ascona e Losone è andato a "Gigi la legge" di Alessando Comodin, un film in italiano e friulano che segue le avventure di un vigile di campagna.

A fare incetta di allori è stato però "Tengo sueños eléctricos", primo lungometraggio della regista costaricana Valentina Maurel, che si è aggiudicato ben tre premi: il Pardo per la miglior regia, il Pardo per la miglior interpretazione femminile all'attrice Daniela Marín Navarro, che nel film interpreta la giovane Eva, e il Pardo per la miglior interpretazione maschile a Reinaldo Amien Gutiérrez, nei panni del padre.

Solo un film svizzero concorreva in questa categoria: "De noche los gatos son pardos" di Valentin Merz, che ha comunque ottenuto una menzione speciale in qualità di opera prima.

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Tra i cineasti del presente primeggia l'Europa dell'Est

Nel Concorso Cineasti del presente, la regista slovacca Tereza Nvotová si è aggiudicata il Pardo d'oro per "Svetlonoc" ("Nightsiren"). Un’opera che racconta la storia di una giovane donna che torna al suo villaggio natale tra le montagne in cerca di risposte sulla sua difficile infanzia.

Il Premio speciale nella stessa categoria è andato alla regista ucraina Christina Tynkevych per "Yak Tam Katia?" ("How Is Katia?"), quello per il miglior regista emergente va al croato Juraj Lerotić per "Sigurno Mjesto" ("Safe Place"). Quest'ultimo ha vinto anche il premio per la miglior opera prima. Nella toccante pellicola, che tratta del tentato suicidio del fratello, il regista interpreta sé stesso.

In una nota i dirigenti del Filmfestival hanno voluto sottolineare la "straordinaria partecipazione del pubblico" nell’edizione celebrativa dei 75 anni della manifestazione cinematografica locarnese, dopo i due anni difficili della pandemia, che ha avuto in programma 226 film e 471 proiezioni.

Il palmarès integrale della 75esima edizione del Festival internazionale del film di LocarnoLink esterno.

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