L'Ufficio del Consiglio nazionale non ha ancora deciso se sostenere o meno l'istituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta (CPI) sulla vicenda Crypto, l'azienda di Zugo forse usata dai servizi segreti americani e tedeschi per spiare oltre 100 Stati.

Lo farà soltanto il 2 marzo.

Preferisce ascoltare prima il presidente della Delegazione delle Commissioni della gestione del Parlamento (DelCG) e lo stesso Consiglio federale, ha indicato oggi davanti alla stampa la presidente del Nazionale, Isabelle Moret (PLR/VD).

Il gruppo parlamentare socialista ha depositato un'iniziativa in favore di una CPI. In caso di sostegno da parte dell'Ufficio del Nazionale, toccherà alla controparte degli Stati esprimersi nel merito.

I socialisti vorrebbero in particolare scoprire chi sapeva cosa in Svizzera. In particolare quando Markus Seiler, alla testa del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) fra il 2010 e il 2017, sia stato informato e cosa ciò implichi per la sua attuale funzione di Segretario Generale del Dipartimento degli Affari Esteri (DFAE).

Sono pure chiesti chiarimenti in merito al ruolo dell'esercito, del Ministero pubblico della Confederazione (MPC), della Polizia federale (fedpol) e di altri organi federali.

La commissione sarebbe chiamata anche stabilire la responsabilità del Consiglio federale. L'iniziativa socialista cerca infine risposte sul controllo esercitato dal Parlamento e sulle informazioni fornite alla Delegazione delle commissioni della gestione.

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