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Un ufficio umanitario svizzero a Damasco

La Svizzera aprirà un ufficio di aiuto umanitario nella capitale siriana Damasco. Lo ha confermato venerdì sera il consigliere federale Didier Burkhalter in un’intervista alla Radio svizzera di lingua francese RTS. Il ministro degli esteri si trovava in Giordania, dove ha incontrato il suo omologo Ayman Safadi e visitato un campo profughi, nel quale è stato attivato un impianto per l'acqua potabile finanziato dalla Confederazione.

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Il capo della diplomazia ha precisato che la Svizzera resterà neutrale e imparziale: Berna non intende dare legittimità politica al regime di Bashar al-Assad.

Le modalità di apertura dell’antenna elvetica in Siria devono ancora essere discusse. La missione sarà affidata alla Direzione dello sviluppo e della cooperazioneCollegamento esterno (DSC) e potrebbe iniziare in autunno.

Acqua potabile per 35 mila profughi siriani

Intanto, ad Amman, Didier Burkhalter ha firmato venerdì con il ministro degli esteri giordano Ayaman Safadi un accordo che mira a rafforzare le relazioni tra i due Paesi.

Il consigliere federale si è poi recato al campo profughi di Azraq, dove ha ufficialmente attivato un’installazione per l’acqua potabile finanziata dalla Svizzera.

L’impianto consentirà a 35’000 profughi siriani di accedere direttamente all’acqua potabile, si legge in una notaCollegamento esterno del Dipartimento federale degli affari esteriCollegamento esterno (DFAE), che ricorda l’impegno della Confederazione nei confronti dei Paesi situati alla frontiera con la Siria, come la Giordania e il Libano.

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L’installazione consentirà inoltre di rinunciare al trasporto dell’acqua con camion, per un risparmio di un milione di franchi l’anno, ha rilevato Burkhalter.

Ad Azraq, il ministro degli esteri elvetico ha simbolicamente consegnato pure l’ultima delle 143 ambulanze che la Svizzera ha fornito negli ultimi anni alla protezione civile giordana.

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